Una proposta culturale dedicata alla 7^ arte che, siccome siamo al dit’unto, non poteva che chiamarsi “Assaggi di cinema”, una rassegna dedicata al mondo della cinematografia che contiamo di sviluppare e proporre anche per gli anni a venire.
“Il dit’unto continua a crescere grazie alle idee e all’impegno di una comunità che sa accogliere e coinvolgere – dichiara il sindaco Fabrizio Nepi –. Con “Assaggi di cinema” la festa apre uno spazio alla creatività di due giovani registi senesi, Adele Betti e Pietro Lorenzini, che in “Contorni” raccontano i gesti quotidiani del mangiare e le relazioni che nascono intorno alla tavola. Farlo nella storica sala del circolo di Villa a Sesta, tornando a proporre il cinema in un luogo che lo ospitava già un secolo fa, lega questa nuova esperienza alla memoria del paese. Ringrazio gli organizzatori e gli autori per una proposta che arricchisce la festa e che ci auguriamo possa crescere nelle prossime edizioni”.
Nella vecchia sala del circolo, in via Nuova n. 4 a Villa a Sesta, già sede di proiezioni fin dalla fondazione dell’edificio 101 anni fa, a partire dalle ore 11:00 dopo una breve inaugurazione alla Presenza del signor sindaco di Castelnuovo Berardenga Fabrizio Nepi, sarà proposto a ciclo continuo un cortometraggio tutto da gustare realizzato da due giovani registi senesi, Adele Betti e Pietro Lorenzini, che si incentra sulla gestualità, la quotidianità, la convivialità e le altre dinamiche che ruotano attorno al “mangiare”, che come a noi piace, diventa un meraviglioso modo di stare insieme.
La “degustazione” del cortometraggio sarà assolutamente gratuita e sarà anche un’occasione per prendersi qualche minuto di pausa, comodamente seduti, tra uno stand e l’altro.
Queste le parole di Adele e Pietro sul loro lavoro:
Quando abbiamo preso in carico questo progetto, la prima domanda che ci siamo posti è stata: cos’è, per noi, il cibo? Cosa significa mangiare? È solamente un bisogno primario?
L’ultima era già una domanda retorica: sapevamo benissimo che la risposta era no.
Una delle prime parole che sono saltate alla nostra mente è stata “companatico”: qualcosa che accompagna, che fa compagnia, qualcosa di quotidiano ma non scontato. Il cibo che unisce, che è collante tra relazioni, usanze e società.
Abbiamo iniziato a raccogliere il nostro materiale partendo da cosa, per noi, significava la quotidianità: dei gesti all’apparenza abitudinari, che abbiamo però reso protagonisti, cercato nei loro dettagli. Volevamo che fossero gesti semplici, ma al contempo gesti che fossero in grado di raccontare una storia, in quei pochi secondi sullo schermo.
Le immagini che abbiamo raccolto giravano attorno ai gesti del corpo, della bocca, ma soprattutto delle mani. Le mani sono le vere protagoniste di questo lavoro, e non poteva che essere così al Dit’unto.
Quando questo concetto di “companatico” aveva già iniziato a formarsi, abbiamo realizzato che queste immagini acquisivano sempre più significato non tanto in ciò che veniva visto, ma nella storia che rimaneva fuori campo: una mano di un bambino che picchietta, impazientemente, sul braccio di chi gli è seduto accanto, un sussurro nascosto dietro una mano, un piatto passato con amore. Da qua è nato il titolo del nostro cortometraggio, “Contorni”.
Una parola che sì, è legata al mondo della tavola, del cibo, ma anche e soprattutto una parola che sottintende un accompagnamento, o meglio, un’unione che esalta.
Quindi alla fine ci siamo risposti. Il cibo acquista il suo valore più concreto proprio nella condivisione, nella convivialità, in quella tavola piena che riempie la pancia e il cuore.












