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LAVORO e FORMAZIONE

Scuola Edile di Siena: formazione professionale e reinserimento sociale

Consegnati gli attestati a 35 detenuti della Casa di Reclusione di San Gimignano
26 Febbraio 20265 Mins Read
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Scuola Edile Training Lab

Si è concluso oggi, con la consegna degli attestati di partecipazione all’interno della Casa di Reclusione di San Gimignano, il progetto di formazione professionale promosso dalla Scuola Edile di Siena e rivolto a detenuti, con l’obiettivo di favorire il reinserimento sociale e lavorativo attraverso percorsi formativi mirati. La Scuola Edile di Siena collabora attivamente con la struttura penitenziaria dal 2018, realizzando corsi di formazione professionalizzanti per favorire il reinserimento lavorativo a fine pena, attraverso percorsi di educazione al lavoro e alla legalità.

Il progetto FREEMAN III, in collaborazione con il C.P.I.A. 1 Siena, è stato finanziato dalla Regione Toscana tramite il Fondo Sociale Europeo. Avviato a Settembre 2024, si è concluso nel mese di Dicembre 2025 con la realizzazione di tre corsi dedicati ai settori dell’edilizia, dell’impiantistica idraulica ed elettrica, coinvolgendo complessivamente 35 detenuti.

L’iniziativa si inserisce nel protocollo d’intesa siglato nel 2023 tra ANCE Toscana, Formedil Toscana e il Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria della Toscana e dell’Umbria, rappresentando un concreto esempio di politiche attive per l’inclusione.

Un’opportunità reale di riscatto e futuro

“La Casa di Reclusione di San Gimignano ha espresso attraverso il Suo Direttore, Dott. Giuseppe Renna insieme al referente del progetto il Funzionario Giuridico Pedagogico Dott. Daniele Mauro, ha espresso grande soddisfazione per il successo dei corsi professionalizzanti svolti nell’arco temporale di due anni presso l’Istituto Penitenziario. L’iniziativa, dedicata alla formazione di operai specializzati nei settori termoidraulico ed elettrico, ha coinvolto 35 partecipanti, offrendo concrete opportunità di acquisizione di capacità artigianali utili ed indispensabili per un reinserimento lavorativo orientato al riscatto di occasioni perdute.

Il progetto così realizzato ha permesso ai corsisti di acquisire competenze tecniche qualificanti e immediatamente spendibili sia all’interno dell’istituto, offrendo la possibilità concreta delle persone in privazione della libertà personale di poter dare in prima persona il proprio contributo alle necessarie opere di manutenzione ordinaria degli ambienti dove passano il loro tempo della reclusione, sia per l’accesso al mercato del lavoro in vista del fine pena.

Il Direttore ha altresì sottolineato l’importanza della formazione come strumento di crescita personale e sociale, capace di restituire allo stesso tempo dignità e prospettiva a chi desidera ripartire. Ha infine, espresso un sentito ringraziamento ai docenti e ai tutor ed agli Enti del settore che hanno accompagnato i partecipanti in questo percorso di apprendimento e di responsabilizzazione.”

«I risultati raggiunti da questo progetto rappresentano un successo per l’intera comunità – ha dichiarato Giannetto Marchettini, Presidente del Formedil Siena Scuola Edile, sulla formazione professionale ed il reinserimento sociale..

Abbiamo offerto ai detenuti una reale opportunità di riscatto attraverso la formazione professionale, rispondendo al tempo stesso al fabbisogno di manodopera qualificata nel nostro territorio. Un modello virtuoso che unisce inclusione sociale e sviluppo economico».

La Vicepresidente del Formedil Siena Scuola Edile, Erika Carrazza, ha aggiunto: «Crediamo fortemente che la formazione sia uno strumento concreto di cambiamento. Offrire competenze tecniche spendibili nel mercato del lavoro significa restituire dignità, fiducia e prospettive a chi sta scontando una pena.

Questo progetto dimostra che, attraverso la collaborazione tra istituzioni e sistema produttivo, è possibile costruire percorsi veri di reinserimento e contribuire alla sicurezza sociale riducendo il rischio di recidiva».

Anche Stefano Fabbri, Vicepresidente nazionale e referente toscano dell’associazione Seconda Chance, partner del progetto, ha sottolineato il valore del percorso: «Ha saputo concretizzare una bella opportunità che costituirà un punto di forza nella ricerca di possibilità lavorative per chi vi ha preso parte. Anche grazie al nostro rapporto di partnership con ANCE Toscana e con il Provveditorato regionale dell’Amministrazione penitenziaria, riscontriamo una buona risposta da parte delle imprese che operano nel settore dell’edilizia. I numeri sono piccoli, ma rilevanti se confrontati con l’esigua percentuale totale delle persone in detenzione che in Italia lavorano all’esterno degli istituti per aziende private. Anche un solo posto di lavoro conquistato è un successo per noi, per il neoassunto e per l’impresa che contribuisce ai processi di reinserimento e all’abbattimento della recidiva».

Tre percorsi formativi, un unico obiettivo: reinserimento

Coordinato da Stefano Cerretani, direttore del Formedil Siena Scuola Edile, il progetto ha adottato una metodologia “on the job”, con moduli specifici su attrezzature, tecnologie per l’installazione di impianti elettrici e termoidraulici, restauro edilizio e comportamenti professionali, integrando anche attività scolastiche in collaborazione con il CPIA di Siena.

Fondamentale è stato il contributo di docenti, educatori e personale scolastico, che hanno accompagnato ogni partecipante non solo nell’acquisizione di competenze tecniche, ma anche nel percorso personale e sociale di reinserimento.

«Il progetto ha dimostrato che è possibile affermare la dignità della persona anche in contesti complessi come quello carcerario – ha dichiarato Anna Carli, Presidente della Fondazione Derek Rocco Barnabei.

In questo contesto, la formazione si conferma uno strumento concreto di inclusione sociale e rispetto della persona, capace di aprire reali prospettive di riscatto».

Il successo del progetto di formazione professionale e reinserimento sociale della Scuola Edile è frutto di una sinergia tra istituzioni, enti formativi, associazioni e personale penitenziario. Fondazione Rocco Barnabei e Seconda Chance hanno contribuito alla progettazione e al sostegno dell’iniziativa, rafforzando il programma formativo.

In un momento in cui il settore edile vive una fase di trasformazione tecnologica e di crescente richiesta di personale qualificato, iniziative come FREEMAN III – “FoRmazionE nel settorE degli iMpiANti per la Casa di Reclusione di San Gimignano” – rappresentano un modello replicabile capace di coniugare formazione, inclusione e sviluppo locale.



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