Come gli anni scorsi, l’offerta spazia dal cibo di tradizione, venduto dal ristoratore che tiene viva la consuetudine locale o di famiglia, alla pietanza preparata per l’occasione, e spesso sul posto, da un ristorante Stella Michelin: un vivace dialogo tra pietanze tipiche e innovazioni gastronomiche, tra le soluzioni creative della cucina premiata dalla stella e i sapori profondi, che dicono del legame con la terra, con le stagioni – non necessariamente toscani, certamente non stereotipati, ma sempre veri, pensati e amati.
Una giornata di festa finalizzata al mangiar bene e stare bene insieme, in un luogo di accattivante bellezza, tra mura antiche, prati e vigneti.
7000 persone nella scorsa edizione, 22.000 porzioni di cibo, 80 volontari, 5000 bicchieri di vino, 37 stand, 8 chef stellati Michelin.

Ad essi si aggiungono i piatti offerti da ristoranti locali, e degli artigiani della gastronomia ambulante, che hanno ormai riservato al Dit’Unto un posto privilegiato nella propria agenda.











