Nella seduta del 30 gennaio scorso il Senato accademico dell’Università per Stranieri di Siena ha deciso, all’unanimità, di non rinnovare la convenzione di tirocinio di formazione e orientamento curricolare con la Marina Militare, in scadenza nel prossimo mese di maggio.
Il rettore dell’Università per Stranieri, Tomaso Montanari, ed il Senato hanno espresso la gratitudine dell’ateneo ai professori Mauro Moretti, prorettore vicario, e Luca Paladini per aver seguito in modo esemplare l’attuazione della convenzione, con risultati del tutto soddisfacenti per gli studenti che hanno partecipato. Il rettore ha espresso, altresì, la propria gratitudine all’ammiraglio Aurelio De Carolis, comandante in capo della Squadra navale, per la fruttuosa collaborazione.
“La decisione del Senato – spiega l’Università per Stranieri di Siena – è motivata dal recente, ed evidente, cambiamento del clima politico e civile. L’insistenza di una retorica nazionalista e militarista inedita nella storia dell’Italia costituzionale; la militarizzazione crescente di scuola e università; la preoccupazione per un orientamento della Nato in direzione diversa da quella costruzione di «pace e giustizia tra le nazioni» che l’articolo 11 mette come condizione per la cessione di sovranità alle organizzazioni internazionali non possono sfuggire ad un Ateneo internazionale, che in forza del proprio Codice Etico, «respinge ogni forma di nazionalismo, riconosce come patria il mondo intero e l’umanità tutta. Ripudia la guerra, in ogni sua forma».
In questo mutato quadro internazionale, il Senato ha ritenuto di non includere nell’offerta di tirocini dell’ateneo la presenza a bordo delle navi militari italiane nell’ambito delle esercitazioni «Mare aperto», effettuate in collaborazione con la Nato, preferendo rafforzare percorsi alternativi, come quelli con Organizzazioni non governative operanti nello stesso teatro mediterraneo”.
Il Senato accademico dell’Università per Stranieri di Siena ha poi deciso di mantenere aperto il rapporto con la Marina Militare, invitando il suo personale a occasioni di formazione in mediazione e relazioni internazionali presso l’ateneo.












