Emma Saponaro con il suo romanzo “Se devo essere una mela” (Les Flaneurs Edizioni, prefazione di Marina Pierri, copertina realizzata da Alessandro Arrigo) sarà fra gli ospiti della terza giornata di “Aspettando i colori del libro”, in programma a Bagno Vignoni (San Quirico d’Orcia) sabato 26 agosto.
In piazza del Moretto, alle 18.30, per “Aspettando i colori del libro”, Emma Saponaro oltre a parlare di “Se devo essere una mela”, racconto in chiave ironica e divertente del percorso di liberazione di una giovane donna da un matrimonio rivelatosi solo una macchina capace di stritolare ogni possibilità di crescita personale, parlerà anche del suo intenso rapporto personale con la Val d’Orcia.
Dialoga con l’autrice Antonio Turi, giornalista.
“Se devo essere una mela” deve il titolo alla celebre metafora di Platone, secondo la quale gli esseri umani sono delle mezze mele che vivono irrisolte alla ricerca della metà mancante. Secondo Rebecca, invece, ogni essere umano è una mela intera e può incontrare l’amore solo quando trova partner capaci di rispettare la sua interezza.
“Se devo essere una mela” fa seguito a “Come il profumo” (Castelvecchi Editore), un noir psicologico sul tema del doppio ispirato dal grande amore di Emma Saponaro per il mondo dei profumi e delle fragranze.
“Devo molto a Marina Pierri, perché proprio mentre scrivevo questo romanzo ho incontrato lei e le sue riflessioni su “Il Viaggio dell’Eroina” – dice Emma Saponaro -, sono riflessioni che mi hanno aiutato a focalizzare al meglio i temi che stavo trattando.
L’idea dei filosofi reincarnati che sono idraulici, fruttivendoli, informatici non saprei proprio dire come mi è venuta – prosegue Emma Saponaro -, però mi sono molto divertita scrivendo di questi buffi personaggi, e spero che allo stesso modo si divertano i miei lettori. Invece per il blog mi sono riferita a mie esperienze personali. Non nel senso che ho avuto un blog di cucina, però ho gestito e gestisco diversi blog, quindi conosco l’argomento. Invece le ricette le ho tutte inventate cercando di assecondare lo spirito della protagonista. Non credo che siano utilizzabili, a meno che non avete un partner come quello di Rebecca.
Al di là della chiave comica – conclude Emma Saponaro – il romanzo parla di temi molto seri, perché troppe persone si fanno ancora schiacciare in rapporti di coppia che opprimono invece di aiutare a crescere. Ecco, il messaggio vorrei che fosse: mele di tutto il mondo, svegliatevi e guardatevi bene, non siete a metà, siete intere. “Sono estremamente felice di poter presentare il romanzo anche in Val d’Orcia, terra nella quale mi rifugio appena posso e che mi ha accolto benissimo, sia come persone che come autrice”.
Emma Saponaro, romana, è laureata in pedagogia ed esperta nelle tematiche dell’adozione, su questo tema ha tenuto cicli di lezioni. È stata coordinatrice del Comitato di redazione della rivista semestrale Famiglia e Minori, per la quale ha pubblicato articoli a carattere psico-giuridico sulle tematiche legate all’adozione, all’abbandono e sulle violenze sulle donne. È stata co-ideatrice e co-curatrice di Parole di Pane conclusosi con la pubblicazione di due antologie omonime (Farnesi Editore, 2013; Giulio Perrone Editore, 2014), i cui proventi sono stati interamente devoluti in beneficenza. Suoi racconti sono stati pubblicati in riviste online e in diverse antologie raccogliendo un buon successo di critica e di pubblico. Prima di “Se devo essere una mela” ha pubblicato “Come il profumo” (Castelvecchi, 2017).
Antonio Turi è nato nel 1960 e ha svolto una variegata attività lavorativa attraversando numerosi campi tutti legati dalla caratteristica di avere come centro la parola scritta.
È stato per anni collaboratore e critico teatrale di “Sipario” e de “La Gazzetta del mezzogiorno”. Numerose sono state le sue collaborazioni occasionali, con testate di prestigio nazionale.












