
L’atto nasce a seguito dell’audizione, tenutasi due settimane fa, delle rappresentanti dell’associazione Toscana Donna (un’organizzazione di secondo livello, che coordina le varie attività delle associazioni toscane che si occupano di tumore al seno), che per prime hanno avanzato questa richiesta.
La proposta di risoluzione impegna la Giunta “a valutare la possibilità di inserire il test genomico Oncotype DX nel nomenclatore tariffario regionale, rendendolo così disponibile a tutte le pazienti idonee residenti nel territorio toscano, offrendo contestualmente i migliori trattamenti oncologici e assicurando ai sistemi assistenziali vantaggi economici ottenuti dall’utilizzo del test”. Impegna la Giunta, inoltre, “a promuovere l’accessibilità al test garantendo la parità di trattamento per tutte le donne della Toscana, in modo da offrire la completa omogeneizzazione sul territorio regionale della diffusione del test genomico gratuito, affinché sia tutelata l’equità di trattamento sia per le prestazioni che per le offerte sanitarie”.
Secondo l’associazione Toscana Donna in donne giovani, con patologie a progressione lenta, la chemioterapia può essere evitata circa nel 70 per cento dei casi.
Il presidente Scaramelli, al termine dell’audizione, aveva promesso che la Commissione avrebbe al più presto prodotto, in maniera bipartisan, un atto di indirizzo a proposito. “Un modo – ha commentato – per evitare cure invalidanti e anche per impedire fenomeni di turismo sanitario e di concorrenza da parte di altre Regioni”.











