
“La strategia è quella della partecipazione consapevole, attraverso campagne di recupero della fiducia e della credibilità”, spiega il consigliere Quartini nell’illustrazione in Aula. “Riteniamo importanti le vaccinazioni, ma scelte attraverso percorsi partecipativi. In Toscana avevamo fatto valutazioni più avanzate prima dell’approvazione della legge nazionale, che ora c’è e deve esser rispettata”. Si tratta tuttavia di riconoscere, spiega ancora Quartini, “una fase transitoria. La stessa decisione della Corte costituzionale riconosce la necessità di preventivi incontri allo scopo di favorire un’adesione consapevole ed informata”. Il presidente della terza commissione Scaramelli osserva che con questa mozione “diamo un unico atto di indirizzo a tutte le scuole toscane”, ricordando che il Comune di Firenze ha già preso decisioni in questa direzione. Rimaniamo fermamente convinti della necessità delle vaccinazioni. In Toscana avevamo fatto una elaborazione politica su un testo molto avanzato. Giusto che il primo anno scolastico dall’attuazione della legge possa essere comunque terminato”. Il tentativo, dichiara Paolo Sarti, “è quello di tamponare gli effetti negativi che la legge determina. Ci sono chiari elementi di non rispetto del diritto alla salute e del diritto all’educazione, che vanno a ricadere sui figli”. La consigliera Serena Spinelli ha chiesto di poter aggiungere la propria firma sul testo della mozione poi approvato all’unanimità.











