
Il trend rispetta un bimestre positivo che che aveva segnato il +2,7% di vendite nel mese di maggio. Nell’occasione sono stati resi noti anche i dati relativi alla vendemmia del 2016 che ha visto un raccolto di 1,2 milioni di quintali d’uva su una superficie di 14 mila ettari con una produzione totale di 866 mila ettolitri di vino.
“E’ un dato che ci conforta – spiega Giovanni Busi, presidente del Consorzio Vino Chianti – i numeri sono però ancora molto lontani rispetto a qualche anno fa. Anche se possiamo essere felici di vedere i risultati delle scelte delle nostre aziende di investire nella ristrutturazione dei vigneti e del consequenziale aumento della qualità del nostro prodotto, è evidente che dobbiamo fare ancora di più per essere competitivi all’interno di un mercato globale dove la concorrenza è sempre più agguerrita. E per esserlo – spiega Busi – dobbiamo essere ancora più presenti all’estero e investire di più in promozione. Questo significa per le nostre aziende poter contare su una programmazione che ad oggi nel nostro Paese è ancora difficile se non impossibile da attuare. Non ci sono infatti tempi certi per massimizzare i risultati delle nostre promozioni.”
“Gli Ocm Vino, i finanziamenti e contributi per le aziende vitivinicole emessi attraverso bandi dal Ministero per le Politiche Agricole e da ogni Regione e strumento fondamentale per tutto il settore, sono infatti oggetto di forti ritardi. Le nostre aziende non sanno ancora per il 2018 quando potranno essere fatte le domande, quando saranno rese note le assegnazioni, e valutare quindi l’opportunità di fare un certo tipo di intervento oppure no. E in questa situazione si trovano anche i Consorzi, la cui attività è vitale per l’attività delle piccole e medie imprese del territorio. Difficile immaginare di rilanciare il nostro prodotto nel mondo se il primo a bloccarci è proprio il sistema burocratico italiano ben distante dalla realtà in cui versano molte imprese.”











