Portare l’innovazione direttamente nei campi per aiutare l’agricoltura toscana ad affrontare gli effetti del cambiamento climatico, è questa la sfida di SvernalFar!, il progetto dedicato all’individuazione di una strategia multifattoriale da applicare alla produzione di Farro Monococco (Triticum monococcum L.) e Dicocco (Triticum turgidum L. dicoccum) in un contesto climatico caratterizzato da temperature crescenti e da una maggiore variabilità. Attraverso una rete che unisce ricerca scientifica, competenze tecniche e aziende agricole, l’iniziativa mira a mettere a punto e validare soluzioni concrete, sostenibili e replicabili per salvaguardare due cereali autunno-vernini di grande valore agronomico, economico e ambientale.
Come nasce il progetto. SvernalFar! nasce dalla richiesta dei cerealicoltori toscani delle aree marginali di disporre di strumenti efficaci per contrastare gli effetti che l’aumento delle temperature, la siccità e l’alterazione dei cicli stagionali stanno già producendo sulle rese e sulla qualità delle colture autunno-vernine. Il Farro Monococco e il Farro Dicocco, grazie alla loro rusticità e capacità di adattamento, hanno storicamente garantito opportunità produttive anche in territori caratterizzati da suoli difficili, condizioni pedoclimatiche peculiari e limitate alternative colturali. Oggi, tuttavia, la velocità con cui procede il cambiamento climatico richiede strategie di adattamento nuove. Da questa esigenza prende forma un Gruppo Operativo che mette in relazione il sapere maturato dagli agricoltori toscani con l’attività di ricerca e di sperimentazione.
Il progetto, in corso fino al 2027 e sviluppato in Toscana, riconosce alla coltivazione del farro un ruolo che va oltre la produzione: contribuire a mantenere vive le aziende agricole, tutelare il paesaggio rurale, preservare l’agrobiodiversità e sostenere il tessuto socioeconomico delle aree interne. Sono quattro le aziende coinvolte nella fase sperimentale: Il Rinnovamento Agricolo Soc. Coop. Agr. (Santa Luce – Pisa), Az. Agr. Pieve a Salti (Buonconvento – Siena), Az. Agr. Podere Pereto (Rapolano Terme – Siena) e Soc. Agr. De Angeli (Fauglia – Pisa). Il coordinamento scientifico è affidato al Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Agro-ambientali (DiSAAA-a ) dell’Università di Pisa.
L’obiettivo principale di SvernalFar! è sviluppare, su scala regionale, un modello innovativo e sostenibile per consolidare la produzione di Farro Monococco e Farro Dicocco. Questi cereali antichi richiedono un adeguato periodo di esposizione al freddo per avviare la fase riproduttiva e completare il proprio ciclo biologico, un’esigenza sempre più difficile da soddisfare a causa di inverni progressivamente più miti. Per affrontare questa nuova sfida, il progetto mira a individuare tecniche agronomiche innovative e varietà di farro più adatte alle condizioni climatiche attuali e future. La strategia sarà validata in pieno campo, in condizioni reali di coltivazione, attraverso una rete di prove in quattro areali cerealicoli toscani. La sperimentazione combina trattamenti di vernalizzazione del seme mediante esposizione controllata al freddo (pre-chilling) con la concia biologica a base di consorzi microbici benefici, tra cui funghi micorrizici e batteri promotori della crescita. Parallelamente, verranno messe a confronto diverse varietà di farro, sia monococco che dicocco, oltre a quelle già coltivate abitualmente, al fine di valutare la loro performance agronomica e qualitativa e selezionare quelle caratterizzate dalla migliore adattabilità all’ambiente di riferimento.
Dalla sperimentazione a un modello replicabile per tutti i cerealicoltori. La finalità non è soltanto migliorare la risposta del farro alle condizioni climatiche avverse, ma trasformare i risultati della ricerca in strumenti accessibili alle aziende. SvernalFar! intende così offrire un vantaggio competitivo alle imprese cerealicole, favorire la stabilità delle produzioni e del reddito, promuovere pratiche a basso impatto e costruire un modello di adattamento applicabile anche ad altri cereali autunno-vernini. Il valore del progetto risiede nella collaborazione: le aziende agricole mettono a disposizione campi, esperienza e conoscenza dei territori; il mondo della ricerca sviluppa e verifica le soluzioni; il supporto tecnico accompagna la validazione e la diffusione dei risultati. Un percorso condiviso per coniugare il patrimonio dei cereali antichi con gli strumenti dell’innovazione e dare un futuro più resiliente all’agricoltura toscana.












