
Autore di 250 articoli di ricerca pubblicati su riviste internazionali, il professor Olivucci si è concentrato sullo studio della reattività organica e bio-organica utilizzando strumenti teorici e computazionali.
Il suo lavoro più recente riguarda lo studio dei processi di conversione dell’energia luminosa in fotorecettori biologici e la progettazione di interruttori molecolari fotoguidati e motori rotativi biomimetici. Fa parte della sua attività di ricerca anche la programmazione e l’implementazione di metodologie computazionali di meccanica quantistica ibrida e meccanica molecolare completamente automatizzate.
«Massimo Olivucci – si legge nella motivazione dell’Università di Aix-Marseille – ha contribuito a sviluppare i campi in rapida espansione della fotochimica computazionale e della fotobiologia. Due risultati hanno suscitato l’interesse della comunità scientifica e di diversi studenti e giovani scienziati: i primi, negli anni novanta, hanno evidenziato che le reazioni chimiche innescate dalla luce sono generalmente controllate da strutture molecolari transitorie, vale a dire “stati di transizione”, chiamati intersezioni coniche. Questa scoperta ha avviato una nuova branca della fotochimica teorica e ha cambiato il modo in cui vengono comprese le reazioni fotochimiche e il modo in cui vengono progettate nuove molecole fotosensibili. Questi stessi risultati hanno anche aiutato a razionalizzare le osservazioni fatte nel campo della spettroscopia di stato transitorio rilevando che molte reazioni fotochimiche avvengono su scale temporali ultra-veloci (10-15-10-12 sec). Una seconda serie di risultati è stata pubblicata nel primo decennio degli anni 2000, dopo che il suo gruppo di ricerca si è rivolto alla fotobiologia e ha applicato nuove idee dalla fotochimica teorica alle biomolecole».











