
“Da qui passa una parte importante del futuro dell’oncologia – commenta l’assessore alla sanità, Simone Bezzini -. In questi ultimi anni l’approccio terapeutico alla malattia tumorale è cambiato molto. Macchinari, farmaci, metodiche, prestazioni, sono in continua evoluzione e sempre di più consentono nuovi approcci terapeutici, percorsi di diagnosi, cura e riabilitazione, che fanno la differenza nella qualità e nella durata di vita dei pazienti”.
“L’indagine mutazionale dei tumori è un ambito innovativo a ponte tra ricerca e nuove possibilità di cura – spiega Gianni Amunni, direttore generale di Ispro e coordinatore del gruppo di lavoro Mtb -. Questo aspetto della medicina personalizzata, che rappresenta il campo più innovativo dell’oncologia, ha forti pressioni mediatiche e anche commerciali. La volontà del Mtb regionale è proprio quella di garantire all’interno del Servizio sanitario pubblico un’ulteriore opportunità di cura da riservare a casi altamente selezionati e su specifici criteri clinici”.
In Toscana c’è una lunga tradizione di prevenzione primaria, secondaria e terziaria, dei tumori, quanto è altrettanto lunga e prestigiosa la tradizione della ricerca in ambito oncologico. Tramite il Mtb, l’obiettivo non è solo quello di rafforzare l’efficacia delle azioni della Rete oncologica regionale, continuando a garantire appropriatezza e qualità dell’offerta, ma anche omogeneità nelle procedure, equilibrio tra costi/benefici delle terapie e acquisizione di dati clinici confrontabili.
“Come Regione abbiamo continuato a lavorare nella direzione di un rafforzamento del modello organizzativo che ha dato, e sta dando, importanti risultati – conclude Bezzini -. La rete oncologica toscana, con le sue singole reti dedicate alle principali patologie, perché i bisogni sanitari dei pazienti oncologici sono sempre più complessi e specifici, richiede un continuo e serio investimento non solo in competenze di di alto valore che già abbiamo, ma anche nella ricerca e nell’innovazione terapeutico assistenziale”.
Il modello organizzativo proposto dal Mtb prevede anche che le tre Aziende ospedaliero universitarie toscane (di Careggi, Siena e Pisa) siano le sedi dove centralizzare le analisi biomolecolari aggiuntive rispetto ai test che vengono già abitualmente effettuati su pazienti, la cui neoplasia, studiata attraverso metodologie analitiche condivise e omogenee, viene poi discussa in maniera interdisciplinare.











