
L’atto è stato illustrato dal consigliere regionale Stefano Baccelli (Pd). Si tratta degli alberi simbolo della Toscana, perché fanno parte del paesaggio caratteristico, come i cipressi di San Quirico d’Orcia, o perché sono legati a eventi storici o religiosi, o ancora perché compaiono raffigurati in opere d’arte. Baccelli ha spiegato che dopo che il provvedimento nazionale è stato varato, la Toscana con una legge regionale ha recepito la normativa e dato il via alle operazioni di censimento, anche tramite una convenzione con il Corpo Forestale dello Stato per dare supporto ai Comuni. Ad ora sono state ricevute e vagliate 130 proposte di inserimento nell’elenco degli alberi monumentali, e ne sono state accolte 55. Si tratta di un elenco in corso di aggiornamento, che andrà a costituire, con quello delle altre regioni, il primo elenco nazionale. “E’ un’occasione positiva di tutela, conservazione e promozione del territorio – ha detto Baccelli”. Nell’ordine del giorno allegato, come ha spiegato Scaramelli, si chiede la salvaguardia e la valorizzazione della Quercia delle Checche, “un albero monumentale, simbolo della Toscana, ubicato nel Comune di Pienza, all’interno del sito Unesco del Parco della Val d’Orcia e dichiarato primo Monumento Verde d’Italia con un provvedimento del MiBACT”.
“Mi sarebbe piaciuta – ha detto il portavoce dell’opposizione Claudio Borghi (Lega nord) – altrettanta attenzione per i pini della stazione di Santa Maria Novella. Erano parte architettonica e monumentale della piazza”.
“Gli alberi sono stati abbattuti perché malati – ha risposto Elisabetta Meucci (Pd) – per assunzione di responsabilità nei confronti dei cittadini e per assicurare che l’immagine della città rimanga ad un altissimo livello”.










