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SAN GIMIGNANO

La bellezza e la violenza, inaugurazione delle opere di Imran Qureshi create per il Museo Civico di San Gimignano

26 Ottobre 20165 Mins Read
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Anzi un corpo d’opere, tre creazioni site specific, ideate e realizzate all’interno della Torre Grossa del museo civico di San Gimignano (SI), conduce lo spettatore fino al tetto della torre, e che saranno visibili dal 29 ottobre fino a febbraio 2017.

Un impatto emotivo molto forte, quello vissuto da Qureshi, in Italia come ospite del Siena Art Institute, che nasce dal confronto fra due terre e due culture dalle tradizioni radicate: Siena e la Toscana e il Pakistan. 

La mostra
La mostra si articola in tre sezioni. Alla base della Torre Grossa si potranno vedere le miniature create proprio per quest’evento, realizzate con tecnica tradizionale coltivata dai maestri Mughal sin dal 16° secolo. Salendo verso il tetto della Torre Grossa, mentre lo sguardo passa da una miniatura all’altra, lo spettatore vivrà il crescendo stimolato da un’installazione che riempie le nicchie delle mura interne della Torre: pezzi di carta che sembrano essere stracci insanguinati ma che, ad un’osservazione più attenta, raffigurano immagini di opere di Imran Qureshi.
Poi, una volta saliti al cielo, lo spettatore scoprirà la creazione più grande e importante: un’opera pittorica realizzata direttamente sul tetto della torre del museo civico di San Gimignano sul quale petali e foglie emergono da ciò che sembra essere il teatro di una carneficina.

“Chi si avvicina a San Gimignano resta colpito dallo sviluppo verticale delle torri, costruzioni così alte, imponenti e dal forte valore simbolico. – dichiara l’artista visuale Imran Qureshi – La prima volta che sono venuto qui, accompagnato dalla direttrice del Siena Art Institute, sono rimasto colpito perché la torre è un soggetto simbolico, ritratto in moltissime miniature tradizionali del Pakistan: esse sono belle e gloriose, ma riflettono anche l’importanza dell’autorità e del potere e il bisogno di difesa e protezione nel mondo violento in cui furono costruite.”

Il messaggio artistico di Imran Qureshi
“Pianificando il progetto artistico con Miriam Grottanelli del Siena Art Institute – continua Imran Qureshi – le ho proposto un’opera che stimolasse il dialogo fra culture forti e radicate e collocandola all’interno di una torre che è il simbolo della cultura medievale e tradizionale di questo territorio.
Un messaggio senza provocazione ma chiaro: dopo l’11 settembre il contatto con l’altro è spesso lasciato a una comunicazione stereotipata. Invece, io dico che due culture forti e consapevoli si confrontano, non si scontrano.”

Siena, guardando al mondo orientale
“In questi anni, il Siena Art Institute sta guardando al mondo orientale. Per questo motivo abbiamo scelto di invitare Imran Qureshi, poiché rappresenta la figura d’artista con cui vogliamo collaborare: di riconosciuta fama internazionale e portatore di valori forti di una cultura radicata nel territorio, proprio com’è la realtà senese. – dichiara Miriam Grottanelli, direttrice del SART – Con questa operazione vogliamo stimolare l’attenzione del pubblico, attraverso l’arte e lo sguardo estraneo di un artista venuto da lontano, per riscoprirci, analizzarci, trovare conferme. In fondo, nulla più che fare emergere il compito dell’arte e degli artisti.”

Chi è Imran Qureshi
Imran Qureshi, artista pakistano, ha studiato per molti anni la complessa tecnica della miniatura tradizionale pachistana, coltivata dai maestri Mughal sin dal 16° secolo, cercando però di interpretarla in chiave moderna.
Le sue opere più recenti sembrano all’apparenza chiazze di colore alle quali tuttavia si sovrappongono complesse trame di foglie stilizzate e fiori che derivano dalla simbologia della miniatura classica. Nel suo lavoro egli affronta il nesso vita-bellezza-morte e, sottotraccia, affiora costantemente il tema della speranza. Ad uno sguardo più attento, la sua opera diviene poetica, mostrando la possibilità della bellezza nella violenza.

Artista di fama internazionale, ha esposto al Metropolitan di New York, al Barbican di Londra, alla Sharja Foundation di Dubai, Agakan Museum di Toronto e in altri tra i più importanti spazi per l’arte contemporanea a livello globale.
L’artista è stato selezionato come l’artista dell’anno 2013 della Deutsche Bank.

L’opera a San Gimignano
La mostra, allestita nella Torre Grossa presso il museo civico, sede del comune di San Gimignano, si articola in tre sezioni:

Istallazioni cartacee: Sulle scale che portano alla sommità della torre, le nicchie sono riempite di pezzi di carta, che dapprima sembrano essere stracci insanguinati, ma che ad un’osservazione più attenta, raffigurano immagini di opere di Imran Qureshi, con motivi di petali che emergono da schizzi di sangue. Queste immagini riempiono gli spazi vuoti della torre e sono un tributo alle vite umane su cui spesso queste strutture sono costruite.

Miniature: Al penultimo piano sono esposte cinque miniature. Usando le tecniche tradizionali pachistane, queste immagini ritraggono le torri di San Gimignano e le installazioni che Imran Qureshi vi ha creato. Il visitatore può così meglio comprendere le opere, riconoscendo il luogo dove esse sono collocate ed il loro soggetto.

Pittura pavimentale: Il piano più alto della torre offre un panorama unico del territorio che circonda San Gimignano. Qui si assiste ad un cambiamento di scala. Imran Qureshi ha creato un pavimento dipinto specificamente per questo luogo, sul quale petali e foglie emergono da ciò che sembra essere il teatro di una carneficina. L’opera d’arte incoraggia il visitatore a riflettere sulla violenza per difendersi dalla quale furono costruite città cinte di mura e torri, e sulle battaglie che infuriarono nella campagna circostante, un luogo che ha oggi l’aspetto di un pacifico ambiente pastorale. Il lavoro esplora inoltre la sottile distinzione fra ciò che è pubblico e ciò che è nascosto: la torre è assolutamente aperta, ma è uno spazio nascosto, non visibile da terra.



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