
“Il messaggio di quest’anno – spiega Dotta – è che la lotta al diabete deve mirare alla predizione e prevenzione della malattia e alla cura personalizzata dei pazienti. Predittiva, perchè dobbiamo individuare i soggetti a rischio che possono sviluppare la malattia, e solo con un’informazione capillare e semplice possiamo arrivare a tutti i cittadini; preventiva, perché attraverso un adeguato stile di vita è possibile ridurre significativamente il numero di coloro che si ammaleranno di diabete; personalizzata, perché i moderni farmaci per la cura del diabete permettono di scegliere, per ogni paziente, la terapia più corretta. Alle Scotte abbiamo in cura circa 9mila pazienti – prosegue Dotta – che convivono con la malattia grazie a controlli periodici, ad un’équipe multidisciplinare e un percorso di cura condiviso con il medico di base e il territorio. Ci sono tuttavia persone che ancora non sanno di avere il diabete, perché si tratta di una malattia silente e quindi è molto importante essere informati e riconoscere i campanelli d’allarme”.











