
“Sì perché il software – spiega Mugnai – era a disposizione già dal 2011: pagato e installato. Non si capiva come mai il servizio non venisse attivato. I medici sollecitavano senza esito, e allora tentai io di far breccia per le vie istituzionali. Nulla. Tutti zitti. Intanto corrieri e ambulanze continuavano a spupazzarsi referti dall’uno all’altro ospedale, dall’uno all’altro specialista. Fino ad oggi.
Ora – osserva Mugnai – davvero non si poteva provvedere prima? Davvero è stato necessario utilizzare per tutto questo tempo mezzi su gomma per trasportare a volte anche un solo foglio di carta, o una sola lastra? Possibile? «L’impressione è che si sia alle solite, ovvero che una volta di più si sia pensato meno al bene dei cittadini e più al tornaconto elettorale, dato che col software fermo fin dal 2011 a far la muffa digitale si è aspettato ad attivare il servizio tre mesi prima delle elezioni regionali. Quando si dice il caso…”
“La prima interrogazione – prosegue la nota -, Mugnai la presentò nel febbraio 2011 dopo aver scoperto che il sistema di telerefertazione era previsto già da mo’, e che secondo la pianificazione regionale doveva esser pronto già in quel momento lì. E allora? Perché tutto quel ritardo? Nessuno rispose, malgrado le sollecitazioni. Nel 2013, quindi, il Vicepresidente della Commissione sanità tornò alla carica con una nuova interrogazione in cui a quel punto chiedeva lumi sul ritardo tanto del sistema di teleconsulto, tanto della risposta alla sua interrogazione precedente. Nulla: come dire ai muri.
Oggi, infine, la Asl 8 comunica l’avvenuto varo del servizio: “Ovvio, la telerefertazione serviva prima e serve adesso, per cui siamo contenti che da oggi questa procedura digitalizzata sia resa possibile. Resta l’amarezza per un ritardo inspiegato che ha penalizzato per anni i cittadini e i medici e che si è magicamente risolto adesso che mancano tre mesi alle elezioni regionali, come se tutto, salute compresa, potesse piegarsi alle logiche del consenso. Peccato, non ci piace”.











