Se Siena non ha più una banca è anche per lo spreco di denaro pubblico di cui la Fondazione MPS si è privata a seguito di scelte politiche scellerate. Tra queste vi è l’edificio di viale Sardegna di proprietà della Provincia costato 10 milioni di euro e mai completato. Siamo nei pressi della stazione ferroviaria, area di espansione novecentesca fuori dal centro storico. Sotto quel viale scorre un torrente tombato, il Riluogo che qualche volte si fa sentire.
L’edificio in questione fu costruito e ristrutturato, pareva essere un pozzo senza fondo, fino a quando la Fondazione finì i soldi e per magia finirono i lavori in quell’edificio. Non che i lavori fossero finiti, si parla sempre e ancora di un’incompiuta, tant’è che doveva essere usato per trasferivi gli uffici della nuova sede della Provincia, nell’ambito di un’area di recupero pensata per strutture direzionali e di servizio, cosa che non avvenne perché i dipendenti non ci volevano andare, poi finirono i soldi e infine perché la Provincia fu ridimensionata come ente pubblico.
Nel 2020 fu pensato di destinarlo a sede scolastica per le esigenze del Monna Agnese, idea presto accantonata. Successivamente il Comune approva un protocollo con Regione, Asl, Scotte e Provincia per trasformarlo in ambulatori e spazi sanitari. Il protocollo d’intesa prevedeva che l’Asl lo acquistasse per 7,5 milioni, con risorse della Regione. La Provincia avrebbe usato i proventi per ristrutturare l’ex caserma dei vigili del fuoco in viale Cavour.
Era previsto anche un finanziamento di 12 milioni per una Casa di comunità hub. Non se ne fece nulla. L’edificio è rimasto vuoto, Azione Siena ha segnalato bivacchi al suo interno. Come si suole dire “A volte ritornano”, allora ecco la proposta della Presidente Carletti che offre l’edificio al ministero degli Interni per portarvici gli uffici la Questura fuori dalle mura. Così, a spese del governo, la Provincia si alleggerirebbe di un bel peso, perché l’edificio di cui si parla con il tempo si sta deteriorando per effetto del lavoro silenzioso e sotterraneo del torrente Riluogo, che non avendo più un suo letto utilizza il ristagno per far scorrere le sue lente acque.
Questo fatto è alla base di una diatriba politica, perché il personale della Questura in viale Sardegna non ci vuole andare, dal momento che devono stare arrangiati meglio rimanere dove sono. Gli spazi che offre l’edificio non sono abbastanza per quelli che occorrono alla Polizia, almeno il doppio. Nel complesso l’intera collocazione logistica della Questura in viale Sardegna sarebbe sfortunata per la mancanza di parcheggi nell’area e per la congestione del traffico già abbondante mentre sarebbe da alleggerire perché importante viatico per le Scotte.
La diatriba verrebbe dal fatto che la proposta della Carletti appare fuori luogo al punto da essere considerata capziosa in ambienti di centrodestra, da sempre critici con tutto ciò che riguarda quell’edificio considerato simbolo di spreco di denaro pubblico. Figuriamoci offrirlo alla Polizia.
Fabrizio Camastra












