
«La scelta terapeutica – spiega la dottoressa Lucia Migliorini, direttore Malattie Infettive – dipende dal singolo caso. Il nuovo approccio terapeutico con il tocilizumab è stato utilizzato in base al criterio di gravità e sulla base dei parametri clinici del singolo paziente».
«Il farmaco – spiega il professor Bruno Frediani, direttore Reumatologia – è ad oggi autorizzato per la cura dell’artrite reumatoide, è stato messo a disposizione dell’azienda produttrice per uso compassionevole, considerando le attuali conoscenze della comunità scientifica sull’utilità di questa terapia per il COVID-19. Si tratta di un anticorpo monoclonale, cioè una proteina modificata in laboratorio per agire contro l’interleuchina 6, un’altra proteina prodotta dal sistema immunitario nella fase più grave dell’infezione e dannosa per il sistema respiratorio. E’ stato individuato come possibile terapia perché ha dimostrato efficacia in una forma di polmonite molto simile a quella indotta dal coronavirus».
Il farmaco per motivi di sicurezza legati alle sue caratteristiche e per il giusto dosaggio, viene ricostituito dai laboratori della Farmacia delle Scotte e consegnato direttamente ai reparti di Malattie Infettive e Terapia Intensiva per la somministrazione.











