Interviene così l’Università degli Studi di Siena in merito alla pubblicazione di dati sul sito Anonymous.
“Questo evento – spiega l’Università di Siena – era già sotto analisi da alcuni giorni grazie all’interessamento della Polizia Postale e per questo motivo l’amministrazione aveva già inviato notifica al Garante della Privacy per il probabile furto di dati per il quale si stavano già approfondendo gli impatti. L’Ateneo si è dunque attivato per valutare l’impatto sugli interessati e quindi tutelarli.
L’Università di Siena sottolinea che i dati sottratti contengono in larga percentuale account non più attivi o comunque senza alcun privilegio di accesso, ma comunque si è proceduto a un temporaneo fermo dei sistemi informativi della “Segreteria OnLine”, per impedire accessi non autorizzati, e al blocco di tutte le credenziali compromesse, notificando, quando possibile, agli interessati.
L’Ateneo ha proceduto anche a richiedere la rimozione dei contenuti dei dati sottratti ai gestori dei portali privatebin.net e mega.nz, rimozione che è stata realizzata alle 13,26, ora nella quale è stato dunque inibito l’accesso ai contenuti prelevati in modo fraudolento.
E’ stata subito attivata, e pubblicata nella sezione news del portale www.unisi.it, una procedura di supporto per le richieste di assistenza provenienti dal personale e dagli studenti, per minimizzare il più possibile disagi e disservizi.
Durante la giornata sono stati mantenuti informati gli uffici della Polizia Postale, dei Carabinieri, del CNAIPIC e della DIGOS, che l’Università ringrazia per la collaborazione e il supporto.”











