Avere una linea ferroviaria efficiente e tempi rapidi di percorrenza per arrivare a snodi importanti come Firenze e Roma rappresenta un fattore strategico per lo sviluppo del territorio.
Ne beneficiano in primo luogo l’accesso ai mercati e la competitività delle imprese che possono servire clienti, fornitori e partner in tempi rapidi e senza sostenere costi elevati.
Alta velocità e veloci tempi di percorrenza consentono di incrementare i flussi turistici in una misura variabile statisticamente valutata tra il 20 e il 50%.
Un’offerta ferroviaria efficiente favorisce la circolazione di competenze (si pensi ai lavoratori della sanità) e limita la fuga di cervelli.
Spostare la mobilità sulle linee ferroviarie riduce le emissioni nocive e gli incidenti statali con evidenti riflessi positivi sulla salute pubblica e per il contenimento della spesa sociale.
Città ben servite dal trasporto su ferro hanno potuto attivare più facilmente processi di riqualificazione delle aree urbane con aumento del valore immobiliare.
Di converso, l’assenza di collegamenti ferroviari moderni e funzionali limitano il mondo delle imprese ad un bacino più ristretto con minori opportunità di crescita, disincentivano il turismo di qualità, spingono i lavoratori e soprattutto i giovani a trasferirsi altrove con il conseguente impoverimento del tessuto sociale, limitano lo sviluppo di poli ed enti formativi come le università in particolare per ciò che concerne la convegnistica.
Queste premesse sono necessarie da un lato per ribadire l’urgenza di dotare Siena ed il suo territorio di collegamenti ferroviari all’altezza di necessità non più differibili, dall’altro a mettere in evidenza responsabilità che non possono essere sottaciute quando si assiste, soprattutto nell’ultimo periodo, ad esternazioni politiche di chi pare sia ‘cascato dal pero’ ed abbia perso la memoria.
La Sinistra governa la Regione Toscana ininterrottamente dal 1970.
Dal 1948 al 2005 le forze politiche di centrosinistra hanno espresso 9 parlamentari nel collegio uninominale di Siena per il Senato, 17 rappresentanti dal 1948 al 1992 nella circoscrizione Siena-Arezzo- Grosseto della Camera, un parlamentare nel Collegio uninominale della Camera nel periodo 1994-2001 e 4 parlamentari dal 2006 ad oggi nelle circoscrizioni Toscane della Camera e del Senato.
Nel 1999 un accordo di programma tra Provincia, Comune di Siena, Regione Toscana e Ministero dei Trasporti portò a miglioramenti strutturali da Poggibonsi verso Empoli, ma non il raddoppio del tratto Siena-Poggibonsi che resta il nodo cruciale.
Negli anni che seguirono, il centrosinistra regionale inserì negli atti di programmazione lo sviluppo della ferrovia senese tra le priorità strategiche senza, però, trasformare questi obiettivi in cantieri finanziati per l’ammodernamento del raddoppio della linea ferroviaria.
Infatti, in tema di sviluppo ferroviario le attenzioni dei governi regionali e nazionali si concentrarono principalmente sull’alta velocità del tratto Firenze-Roma a cui furono destinati investimenti massicci, mentre linee traversali come la storica Empoli-Siena-Chiusi furono, di fatto, dimenticate.
Questo ha comportato che Siena sia rimasta l’unico capoluogo toscano servito da un solo binario con termini di percorrenza e sicurezza significativamente inferiori ad altre città.
Esponenti del PD e del centrosinistra come il Consigliere regionale Simone Bezzini ed il Senatore Silvio Franceschelli denunciano oggi i ritardi, circostanza che agli occhi più attenti e di chi ha memoria non può che apparire come una autocritica mascherata per aver governato per anni senza sbloccare i lavori.
Le scelte di programmazione regionale hanno definito prioritarie e finanziato altre opere quali la tranvia a Firenze. La stessa Regione Toscana non ha effettuato un pressing efficace sui Governi nazionali che si sono avvicendati e neppure su RFI, comportamento censurabile soprattutto se si considera che il centrosinistra ha avuto numerosi suoi esponenti in posizione chiave in ministeri, sottosegretariati e presidenze di commissioni parlamentari.
Anche recentemente il centrosinistra toscano ha dimostrato l’incapacità di fare fronte comune schierandosi per soluzioni diverse per la individuazione della sede dell’alta velocità dividendosi tra Rigutino e Creti-Farneta.
Per verità dei fatti, tutto questo non può essere dimenticato né sottaciuto.
di Novello Machiarelli









