Il Pd senese sostiene che il treno sia meglio che l’aereo. Che al posto di potenziare Ampugnano, dove per decenni le amministrazioni provinciali e regionali a guida rossa hanno buttato dentro un mare di soldi dello Stato e della Fondazione, per poi decidere di farci un osservatorio per i fenicotteri rosa (sempre che ci vadano), meglio potenziare la linea ferroviaria Siena – Poggibonsi.
A parte che ci sarebbe da potenziare anche la Siena – Chiusi, ma oramai la linea estremista adottata dal Pd senese risponde agli ordini della Val d’Elsa dove ci stanno i capoccia che contano, la domanda è: una volta arrivati a Siena con cento e più treni al giorno dove si va?
No, perché se non ve ne siete accorti il servizio dei trasporti su gomma in città è un colabrodo, ci sono zone non servite con un potenziale di utenza enorme. Purtroppo la gara è quella che è e il debito toscano cresce di anno in anno.
La questione infrastrutture del territorio meriterebbe una politica improntata al realismo, una battaglia non unitaria ma comune nell’obiettivo di ottenere risultati che vadano a compensare il gap, il ritardo con le altre province della regione che è evidente e che affonda le radici in decenni passati del millennio scorso.
Che ancora oggi venga registrato un approccio campanilistico su base idealistica piuttosto che di virtuoso pragmatismo appare sinceramente fuori dai tempi.
Fabrizio Camastra











