
“Lo strumento rende possibile alle amministrazioni di avere delle informazioni su un questo settore così importante, è un primo passo positivo ma si tratta di una goccia nell’oceano delle possibili iniziative per far fronte ad un problema enorme”, è il parere del Sunia Toscana. “Il torto degli affitti brevi è quello di aver ridotto l’offerta disponibile di alloggi, disgregando il tessuto sociale e culturale delle città, spingendo i canoni d’affitto troppo in alto. A Firenze un appartamento su quattro è adibito ad affitto breve, con una crescita del 60% dal 2015: Firenze ha la maggior concentrazione di affitti brevi, più di Roma e Venezia. Provocando l’esodo dei fiorentini verso le periferie: infatti sarebbero mille all’anno i residenti fiorentini che lasciano il centro cittadino, sfrattati dai proprietari in cerca di soluzioni più redditizie.”
“Sarebbe necessario che, a livello centrale, il Governo intervenisse su alcuni aspetti, per definire la soglia oltre la quale si svolga attività imprenditoriale in caso di locazione turistica e per poter quindi equiparare ogni attività di impresa alla stesse regole. Ma sarebbe anche opportuno anche dare maggiori poteri ai sindaci per poter governare alcuni aspetti legati a questi fenomeni”, dice Laura Grandi, segretaria generale di Sunia Toscana.
“La locazione su Airbnb – spiega il Sunia – si è diffusa tanto rapidamente da causare in pochi anni un terremoto nella vita delle città, scacciando dalle loro abitazioni migliaia di residenti e di lavoratori, che non trovano più appartamenti destinati all’uso abitativo regolare. La massa dei turisti mordi e fuggi ha anche trasformato l’economia dei quartieri secondo le sue esigenze, come accaduto a Firenze, Pisa, Siena, Lucca. Secondo i dati raccolti da Sunia e Cgil, a Firenze tra ottobre 2017 e giugno 2019 quasi 700 persone sono state sfrattate per lasciare spazio ad affitti a breve termine e Airbnb.”
“In Toscana l’industria del turismo – conclude Laura Grandi – si sta impossessando delle strade, delle piazze e soprattutto delle case, cambiando il volto delle nostre città storiche e stravolgendone il tessuto sociale. Bisogna continuare ad investire nelle politiche abitative, perché la casa diventi diritto di tutti, soprattutto per i più deboli, e non sia solo fonte di profitto per pochi”.










