
Il premio nPOD Young Investigator Award, conferito in seguito ad una selezione operata da scienziati di livello internazionale, è riconosciuto al miglior giovane ricercatore nella ricerca sul Diabete di Tipo 1, per quanto riguarda specificamente i fenomeni patologici a carico del pancreas. Il premio è stato conferito in occasione del Congresso annuale di nPOD ad Hollywood-Miami (Florida) che ha visto la partecipazione di circa 200 ricercatori ed esperti internazionali che lavorano nella ricerca sul diabete di tipo 1.
“La nostra attività di ricerca è principalmente focalizzata sullo studio del diabete di Tipo1 (autoimmune), una patologia molto diffusa e ampiamente debilitante – afferma Guido Sebastiani – Sono davvero onorato del riconoscimento ricevuto per il lavoro svolto in questi anni e per le ricerche tuttora in corso in un ramo di ricerca nell’area della diabetologia che si conferma di alto valore a livello internazionale”.
Ogni anno in Italia si registrano 6000-7000 nuove diagnosi di diabete tipo 1 (E. Bonora, G. Sesti, “Il diabete in Italia” – documento SID Società Italiana di Diabetologia) e complessivamente riguarda 250.000 persone nel nostro Paese. Si tratta di una condizione caratterizzata dall’aggressione da parte del sistema immunitario delle cellule pancreatiche deputate alla produzione e secrezione di insulina. La loro distruzione comporta la totale, o quasi, assenza di produzione di insulina endogena, costringendo il paziente a continue somministrazioni di insulina esogena. La Fondazione Umberto di Mario, attraverso il Gruppo di Ricerca coordinato da Francesco Dotta, direttore del dipartimento di Scienze mediche, chirurgiche e neuroscienze dell’Università di Siena, che collabora anche presso il bioincubatore di Toscana Life Sciences, focalizza la propria attività di ricerca principalmente sullo studio di questa patologia autoimmune e sui meccanismi che ne sono alla base.
Guido Sebastiani, laureato in Biologia Molecolare nel 2008, ha conseguito il Dottorato di ricerca in Biomedicina e Scienze Immunologiche nel 2011 presso l’Università di Siena e, attualmente, è Ricercatore afferente all’Unità Diabetologica-Dipartimento di Scienze Mediche Chirurgiche e Neuroscienze (Università di Siena), nonché ricercatore e lab manager del Laboratorio della Fondazione Umberto di Mario ONLUS.
L’attività di ricerca svolta da Guido Sebastiani e dal suo team, diretto dal professor Francesco Dotta, sta caratterizzando sempre di più i meccanismi patogenetici della malattia, lavorando su più fronti e grazie a un’ampia rete di collaborazioni nazionali (Università di Pisa, HSR San Raffaele DRI-Milano, Università Sapienza Roma, Università di Catania) ed internazionali (Leuven-Belgio, Parigi-Francia, Losanna-Svizzera, Exeter-UK, Oslo-Norvegia, Gainesville- Florida, USA). In particolare, fra le scoperte più rilevanti: l’identificazione di nuovi linfociti autoreattivi che invadono il pancreas di pazienti con diabete di Tipo 1; l’identificazione di un nuovo meccanismo con cui i linfociti attaccano e distruggono le beta-cellule pancreatiche secernendo vescicole contenenti microRNAs (piccole molecole che regolano l’espressione genica); e la caratterizzazione di nuovi biomarcatori circolanti (i microRNAs) che un giorno permetteranno di predire il decorso del diabete di tipo 1 e di indirizzare specifiche terapie (medicina di precisione).
Il Network of Pancreatic Organ Donors with Diabetes (nPOD), principalmente finanziato dalla Fondazione JDFR, ha sede a Gainesville (Florida) e si occupa di raccogliere e processare organi (in particolare pancreas) derivanti da donatori con diabete di tipo 1. Tali tessuti vengono messi a disposizione dei ricercatori che ne fanno richiesta previa presentazione di un progetto di ricerca specifico e qualificato. Negli ultimi anni il contributo di nPOD è stato fondamentale per consentire ai ricercatori di tutto il mondo di comprendere alcuni meccanismi del diabete di tipo 1 direttamente nei preziosi tessuti di donatori affetti dalla malattia. nPOD è stato il primo ed è attualmente il più grande network mondiale che consente la raccolta, il processamento secondo protocolli standard e la distribuzione di tessuti derivanti da donatori con diabete di tipo 1. I diversi premi indetti dal Network (nPOD young investigator, nPOD senior investigator, nPOD spirit awards) vengono assegnati ogni anno e rappresentano gli “oscar” della ricerca sul diabete di tipo 1 (T1D) all’interno del network nPOD.











