
La prolungata assenza di precipitazioni, che non ha permesso alle falde di ricaricarsi, ha fatto scattare l’allarme anche in un’area che potrebbe godere di buona autonomia, grazie alla ricca e invidiabile disponibilità di risorsa presente nel “forziere” Montedoglio.
Nella giornata mondiale dell’acqua, il Consorzio 2 Alto Valdarno raccoglie e fa proprie le preoccupazioni delle imprese agroalimentari del territorio, che temono di vedere colture e raccolti messi ko dalla carenza di risorsa limitandone al contempo anche le potenzialità di sviluppo.
“Di fronte a dati pluviometrici davvero troppo avari e un andamento climatico sempre più anomalo l’unica risposta è la creazione di un sistema di irrigazione collettiva efficiente e capillare”, spiegano al Consorzio 2 Alto Valdarno.
Detto fatto. Dopo aver fotografato i bisogni delle imprese agricole presenti nei comuni di Marciano della Chiana, Foiano della Chiana e Castiglion Fiorentino, l’ente si è messo all’opera per trovare una soluzione alle richieste delle sessanta aziende, in particolare frutticole, florovivaistiche e cerealicole che si sviluppano su una superficie di circa 2.000 ha e che, troppo spesso, risultano in sofferenza idrica.
Il bisogno c’è ed è reale. E adesso c’è anche un piano ad hoc, per definire e dimensionare i distretti irrigui che potrebbero essere alimentati dalle vasche n.9 e n. 23.
L’intervento, attualmente nella fase progettuale della fattibilità tecnica ed economica oltre a soddisfare i bisogni dell’agricoltura della Val di Chiana, che è uno dei fiori all’occhiello del “made in Tuscany”, consentirebbe a l’utilizzo delle condotte primarie e dei laghetti di compenso del Sistema Occidentale di Montedoglio, già realizzati da tempo e ancora per larga parte inutilizzati.
Il progetto è ambizioso, richiede un investimento importante che complessivamente supera i 20 milioni e mezzo di euro e, proprio per questo, punta ad ottenere il sostegno sia della Regione che dello Stato, anche attraverso il piano irriguo nazionale o quello straordinario per la realizzazione di interventi relativi alla costruzione di invasi multi-obiettivo e il risparmio di acqua negli usi agricoli e civili, varato dal Governo.
In attesa di mettere mano a infrastrutture risolutive, il Consorzio 2 Alto Valdarno, intanto, spera di poter realizzare, con il Programma di sviluppo rurale della regione Toscana il progetto per la distribuzione della risorsa idrica sul Distretto 8 di Cardeta, nel comune di Castiglion Fiorentino. Un’opera da oltre 1,5 milioni di euro, che consentirà di raggiungere, partendo dalla vasca ubicata in località San Silvestro a Montecchio, una superficie di circa 200 ha con 16 punti di consegna incrementabili e di creare un impianto dotato di tutti i meccanismi necessari per la misurazione di portata e pressione.
“Si tratta di una goccia in mezzo a un mare di bisogni – commenta il direttore generale Francesco Lisi – ma è comunque utile per contribuire a ridurre la pressione sulle falde sotterranee, tutelare la qualità delle acque, ridurre i prelievi autonomi e controllare i ivolumi prelevati e cominciare a dare risposte alle imprese agricole della vallata”. Non poco considerato l’allarme che si profila all’orizzonte e che l’estate potrebbe rendere solo più feroce e aggressivo.










