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SCUOLA e UNIVERSITA'

La globalizzazione tra i popoli è l’obiettivo dell’Università per Stranieri di Siena

19 Luglio 20179 Mins Read
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universitaperstranieri-inaugurazione2017Si è svolta oggi, nell’Aula Magna di Piazza Rosselli, l’inaugurazione dei Corsi di Lingua e Cultura Italiana per Stranieri dell’Università per Stranieri di Siena. La giornata di festeggiamenti è stata ancora più sentita e partecipata, quest’anno, vista la ricorrenza del centesimo dalla fondazione della Scuola di lingua italiana per stranieri.

“L’Ateneo ha visto quadruplicato in 10 anni il numero delle iscrizioni. Un luogo dove non solo insegniamo la lingua e la cultura italiane ma dove gli italiani imparano le lingue del mondo; per la prima volta nel 2017 abbiamo attivato corsi di portoghese e coreano, caso unico in Italia, quest’ultimo”, ha spiegato Pietro Cataldi, Rettore dell’Università per Stranieri di Siena, aprendo la giornata di inaugurazione. “Oggi la globalizzazione muove più i soldi che le persone; noi siamo invece per lo spostamento, l’integrazione, l’intreccio dei popoli, è questa la globalizzazione nella quale crediamo. Il nostro obiettivo futuro è festeggiare con nuovi traguardi e record i 101 anni dell’Università per Stranieri di Siena. Anche per questo a breve, ha concluso il Rettore Cataldi, l’Università per Stranieri di Siena potrà contare su un nuovo immobile, in legno e completamente eco-sostenibile, che darà agli studenti un ulteriore luogo di studio e incontro.”

“Il costante aumento delle iscrizioni, la crescente capacità attrattiva, le iniziative di internazionalizzazione, gli investimenti fatti, i progetti in cantiere, fra i quali quello condiviso e finanziato di un nuovo spazio di incontro, di lettura e studio – ha spiegato il sindaco di Siena, Bruno Valentini, intervenendo all’inaugurazione -. Tutto questo dà la misura della vitalità di questo Ateneo, con ricadute e benefici straordinari per tutta la città ed i suoi abitanti. Se Siena torna a sorridere, è anche grazie a questa Università”.

“Per contribuire alla costruzione di una politica per l’italiano nel mondo, l’Università per Stranieri di Siena, negli anni, si è sempre più specializzata in un settore che rende unico il nostro Ateneo: il contatto fra l’italiano e le altre lingue e culture, cioè l’impegno a porre le condizioni perché persone con lingue e culture diverse si possano incontrare, possano entrare in contatto e dialogare” ha spiegato nel suo intervento la prof.ssa Carla Bagna, Direttrice del Centro Linguistico CLUSS. In particolare cresce nel mondo l’interesse della lingua e della cultura italiane, a testimoniarlo i numeri che rendono l’Ateneo di Siena un fiore all’occhiello nel panorama dell’insegnamento del nostro paese. “Nel 2016 – ha proseguito Carla Bagna – il MOOC (Massive Open Online Course) promosso da questo Ateneo ha avuto quasi 70.000 iscritti e abbiamo ricevuto studenti da 106 paesi per un totale di 302 classi, 8196 studente/mese. Abbiamo organizzato anche 50 classi per profughi e richiedenti protezione umanitaria. Tra le nazionalità più rappresentate: Cina, Argentina, Brasile, Giappone, Germania, Spagna, Turchia, USA”.

La giornata di inaugurazione è iniziata con il saluto del Rettore dell’Università per Stranieri di Siena, Pietro Cataldi. Ad aprire gli interventi Bruno Valentini, Sindaco di Siena; a seguire, Massimo Palermo, Direttore del Dipartimento di Ateneo per la Didattica e la Ricerca, Carla Bagna, Direttrice del Centro Linguistico CLUSS, la Loredana Cornero, RAI-Segretaria Generale Comunità Radiotelevisiva Italofona, la Cecilia Gobbi, Presidente dell’Associazione “Tito Gobbi”, oltre a studenti, docenti e ospiti provenienti da vari paesi del mondo. Tra gli interventi anche quelli di professori e docenti stranieri provenienti da università partner: Lou McLaughlin (Presidente Eaquals); Artur Galkowski, Univ. di Lodz (Polonia); Paola Sica e Timothy McDowell, Connecticut College (USA); Giovanni D’Agostino, Univ. di Portorico; Oussama Fawzy (Egitto, Liceo Helwan), corso docenti; Responsabile Gao Wei Liceo Caoyang 2 di Shanghai.

La giornata di festeggiamenti è proseguita nel pomeriggio, con il tradizionale Appuntamento musicale con gli allievi dell’Accademia Musicale Chigiana, in programma sempre nell’Aula Magna dell’Università per Stranieri. Protagonisti del concerto, gli allievi dei corsi di chitarra, diretti da Oscar Ghiglia, e gli allievi del quartetto d’archi e musica da camera, diretti da Günter Pichler.

Quello che l’Università per Stranieri di Siena sta vivendo è un anno speciale che vuole celebrare il centenario della Scuola di lingua italiana per Stranieri, primo embrione dell’attuale Università per Stranieri. Ricco il calendario di eventi organizzati a Siena: l’avvio delle attività è stato dato dalla prima edizione del Festival dell’italiano e delle lingue d’Italia. I festeggiamenti, dopo la giornata odierna, proseguiranno a novembre con una quattro giorni di convegno internazionale. All’evento è attesa la Ministra dell’Istruzione, Valeria Fedeli.

Le manifestazioni del Centenario sono realizzate grazie al contributo specifico del MIBACT. Il calendario degli eventi è patrocinato da Regione Toscana, Comune di Siena, Provincia di Siena.

universitaperstranieri-inaugurazione2017_2



Saluto del Sindaco di Siena Bruno Valentini

“Magnifico Rettore, illustri professori, gentili ospiti, cari studenti,

è per me veramente un onore ed un piacere essere qui con voi oggi, in vostra compagnia, per inaugurare i Corsi di Lingua e Cultura Italiana per Stranieri e per festeggiare, insieme, i 100 anni di questa importante università, apprezzata in Italia e nel mondo per la qualità della sua offerta formativa e per la straordinaria accoglienza che riserva ai suoi numerosi studenti.

La lingua italiana è giovane, pur avendo radici antichissime, ed in questo è differente rispetto ad altre lingue europee, alcune delle quali vengono parlate dalla comunità nazionale di riferimento da numerosi secoli. D’altra parte, anche l’Italia è un paese giovane, se lo confrontiamo con altri Stati nazionali del vecchio continente, ma non solo.

Come tutte le creature in giovane età, la lingua italiana è vivace, talvolta indisciplinata, ma sempre curiosa, immersa nel conflitto tra ricerca della stabilità e spirito di avventura. In estrema sintesi, la lingua italiana è costantemente alla ricerca della propria identità: grammaticale, sociale e culturale.

Il grande linguista Tullio De Mauro affermò che “la lingua italiana era una lingua seconda, da insegnare come tale, a partire dalla prima, cioè dal dialetto”. Forse per noi toscani, ed in particolare per i senesi, questo vale meno, ma sicuramente fu così per tutti gli altri italiani.

La lingua italiana, quindi, è una lingua giovane per uno Stato giovane, che nasce come lingua seconda da insegnare e diffondere per unificare tutte le regioni della penisola.

Se il linguaggio umano è una facoltà di cui dispone ogni individuo, una lingua è qualcosa di molto diverso: una lingua ha bisogno di una comunità per essere tale, e viceversa. Questa comunità può essere più o meno ampia, dal piccolo paese all’intera nazione, quando non un intero continente.

La lingua italiana è quindi la lingua comune a tutta la popolazione del nostro Paese, ma non solo, poiché è anche la lingua parlata dagli italiani nel mondo, dai nuovi cittadini che arrivano in Italia, la lingua della musica e dell’arte, e l’elenco potrebbe continuare.

Una lingua viva, che si rinnova di continuo, ampliando il proprio lessico e rivedendo le proprie strutture grammaticali. Una lingua aperta per una società aperta, una lingua amata nel mondo che ha voglia di crescere e superare i propri confini etnici e geografici.

Una lingua, quindi, è sempre parlata, e talvolta anche scritta, da una comunità, che spesso condivide anche un sistema culturale comune. Lingua, comunità e cultura, tre componenti interdipendenti tra loro, che solo se insegnate, studiate e, se possibile, vissute insieme restituiscono un quadro coerente ed accattivante.

Sotto questa luce, assumono ancora più importanza i corsi di Lingua e Cultura Italiana per Stranieri che oggi inauguriamo.

Chi viene a studiare qui, nella nostra meravigliosa città, da ogni angolo del pianeta, ha la fortuna di essere immerso, contemporaneamente, in una comunità accogliente, in una cultura millenaria e in una lingua magica come l’italiano, vivendo quindi un’esperienza unica che mai dimenticherà nella vita.

Grazie a questi corsi dell’Università per Stranieri di Siena, a cui va il mio apprezzamento e il mio rinnovato sostegno, studenti stranieri hanno la possibilità di imparare una lingua, conoscere la nostra cultura e sentirsi, almeno per un po’, cittadini senesi ed italiani.

Lo stesso Rettore Pietro Cataldi, con cui ho condiviso un importante viaggio in Cina da ambasciatore della nostra terra, ha detto che “la lingua è un veicolo decisivo di valori, di credibilità, perfino di successo economico”, e mi unisco al suo appello nel chiedere maggior sostegno alle istituzioni nazionali a favore della conoscenza e della diffusione della lingua italiana nel mondo, unitamente alla definizione di una politica linguistica lungimirante, efficace e coerente. Un piccolo contributo Siena lo ha dato organizzando il primo Festival della Lingua Italiana.

Tra i grandi compiti di questo ateneo vi è quello di sostenere la lingua e la cultura italiana nel mondo, condizione socio-culturale indispensabile per poter aspirare a ricoprire, come Italia, un ruolo politico ed economico di primo piano sullo scacchiere internazionale. Non coglierne l’importanza sarebbe un errore strategico imperdonabile per chi governa.

La nostra città ha vissuto anni difficili, complicati, impietosi. Abbiamo conosciuto una crisi feroce delle sue istituzioni economiche e politiche, amplificata dalla crisi sistemica che ha vissuto l’economia europea, con ricadute pesanti soprattutto sui paesi più deboli del vecchio continente.

Ma Siena, abituata dalla storia alle sfide più difficili, ha saputo reagire, rimboccandosi le maniche, giocando di squadra e grazie al rinnovato protagonismo delle sue istituzioni cittadine, che si sono dimostrate solide e piene di risorse, in grado di esprimere potenzialità nuove ed inattese.

Il Comune ha cercato di fare la sua parte, giocando nel ruolo che gli spetta, ovvero quello del regista, del direttore d’orchestra, senza venire meno ai suoi doveri e coniugando prudenza e coraggio. Mi auguro, ma il giudizio spetta a voi, di essere riusciti in questo compito. Posso però dire che solo grazie allo sforzo di ogni giocatore in campo, alla vostra fiducia e al vostro talento, è stato possibile superare, insieme, le pagine più drammatiche della nostra storia recente.

L’Università per Stranieri di Siena è l’esempio di come si debba guardare avanti, convinti del proprio operato, capaci di rinnovarsi senza perdere l’anima, registrando un successo dopo l’altro anche in tempi di crisi.

Il costante aumento delle iscrizioni, la crescente capacità attrattiva, le iniziative di internazionalizzazione, gli investimenti fatti, i progetti in cantiere, fra i quali quello condiviso e finanziato di un nuovo spazio per la biblioteca e le sale di lettura e studio: tutto questo dà la misura della vitalità di questo ateneo, con ricadute e benefici straordinari per tutta la città ed i suoi abitanti.
Se Siena torna a sorridere, è anche grazie a voi. Ed io per questo vi ringrazio.

Buon inizio dei Corsi di Lingua e Cultura Italiana per Stranieri, un caloroso benvenuto a Siena a tutti i nuovi studenti, ma soprattutto Buon Compleanno all’Università per Stranieri di Siena!

Cento anni, un secolo di attività accademica, e non solo, qui e nel mondo. Cento anni, da quando l’insegnamento della lingua italiana agli stranieri mosse i primi passi tra le nostre mura.

Chi l’avrebbe detto che sarebbe stata una storia di successi e di traguardi tagliati, che sarebbe diventata una delle istituzioni accademiche più importanti d’Italia. Se cento anni sono tanti, l’Università per Stranieri di Siena ci sembra, tuttavia, nel pieno della sua giovinezza, nel fiore dei suoi anni. Lunga vita quindi a quest’università, luogo di dialogo, di incontro e di sapere universale”.



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