
“Una scelta politica, quella della gara, assolutamente discutibile e gestita ancora peggio sotto l’aspetto tecnico tanto che oggi, a sette anni di distanza dall’indizione della gara, non siamo ancora a niente e dovremo addirittura attendere il pronunciamento della Corte Europea (altri 2 anni?) a cui il Consiglio di Stato ha rinviato ogni decisione.
Nel frattempo sarebbe interessante sapere quanti soldi sono stati spesi in avvocati e consulenze, sia dai contendenti che dalla Regione, e se tali risorse potevano invece essere impiegate in maniera più opportuna, senza dimenticare che “nell’attesa della gara” gli investimenti per nuovi mezzi e per le necessarie assunzioni sono arrivati con il contagocce e che con le aziende non è stato possibile trattare accordi di secondo livello in situazioni di normalità, con conseguenti ricadute a danno dei lavoratori.
Ora la vera preoccupazione riguarda in quale modo la regione e le istituzioni interessate vogliano proseguire il servizio, perché è necessario che le aziende che saranno chiamate ad operare possano avere davanti a loro un periodo medio-lungo per ammortizzare investimenti non più rinviabili e senza tagli al servizio, in modo da garantire la mobilità dei cittadini e a tutela dei lavoratori coinvolti.
Con tale obiettivo, come organizzazioni di categoria e unitariamente alle altre OO.SS., abbiamo chiesto chiarimenti alla Regione Toscana che speriamo arrivino in maniera inequivocabile durante l’incontro previsto per il 27 giugno prossimo”.










