
“Mauro Monciatti, nato a Sinalunga, era funzionario – spiega Scaramelli – del Consolato italiano di Caracas ed aveva avviato la sua carriera di funzionario diplomatico con l’assegnazione del suo primo incarico all’estero in Camerun. Da allora aveva rappresentato l’Italia in varie parti del mondo e da pochi mesi si trovava in Venezuela, in un momento molto difficile a causa della forte crisi economica e dell’instabilità di questo Paese. Lo scorso 4 giugno il funzionario senese è stato trovato morto a Caracas nella sua abitazione in circostanze ancora sospette. Una tragica fine, causata secondo gli inquirenti venezuelani da un «infarto al miocardio». Tesi che però fin da subito non ha convinto i familiari di Mauro Monciatti ed il loro legale. Il suo corpo, infatti, evidenziava ferite su più parti del corpo. Elementi che rilevano – conclude Scaramelli – come Mauro Monciatti possa essere stato vittima di una aggressione, in seguito alla quale la morte può essere stata “tecnicamente” causata da un arresto cardiaco, ma indotto dalla violenza subita”.
Le autorità venezuelane hanno effettuato due indagini sul corpo di Mauro Monciatti e adesso l’autopsia disposta dalla Procura della Repubblica di Roma è ancora in corso, in attesa di ricevere i “vetrini” degli esami di laboratorio da parte delle autorità sanitarie venezuelane. La Procura della Repubblica di Roma ha da tempo svolto istanza di rogatoria internazionale ma, ad oggi, senza successo. “Ecco perché le istituzioni italiane – conclude Scaramelli – devono attivarsi immediatamente. Chiediamo giustizia per Mauro Monciatti, un servitore dell’Italia, un uomo delle terre di Siena”.











