La Legge Regionale Toscana n. 11 del 19 febbraio 2020 riconosce, all’articolo 7, il ruolo che le comunità locali hanno per la sicurezza dei territori attraverso la promozione volta a iniziative di partecipazione realizzate tramite i gruppi di vicinato, gli assistenti civici o i gruppi di cittadinanza attiva.
Da diversi mesi nel territorio comunale di Montepulciano sono in atto scorribande e incursioni con scassi e furti alle abitazioni, e alle strutture ricettive, anche con persone al loro interno. Reati che vengono consumati soprattutto all’imbrunire e nelle ore notturne, quando i malviventi di varia estrazione si sentono più liberi di agire.
I soli Carabinieri non bastano, il territorio della Valdichiana senese è molto vasto.
Nelle ultime settimane, sono stati registrati reati plurimi in un ambito spazio temporale estremamente ravvicinato. La Stazione è la frazione maggiormente presa di mira, poi l’Abbadia, anche se fenomeni di ladrocinio sono stati registrati ovunque.
Così la gente ha iniziato ad organizzarsi. Lo scorso 29 luglio è stata presentata una petizione popolare riguardante la prevenzione dei furti, chiedendo al Comune di rendere più efficiente il sistema di sicurezza delle telecamere di vigilanza già presenti e con l’installazione di nuove nei punti strategici e nevralgici del territorio, quali le aree urbane scarsamente illuminate, quelle maggiormente colpite da fatti criminosi nonché nelle vicinanze di altri obiettivi sensibili. Inoltre è stato chiesto di attivare ulteriori sistemi di rilevamento targhe per consentire di individuare preventivamente il transito di auto ritenute sospette da pregresse attività di intelligence.
Oltre all’intensificazione di sistemi tecnologici i cittadini riuniti nella petizione hanno prospettato all’Amministrazione comunale di Montepulciano un progetto di Controllo del Vicinato (CdV) da parte di volontari con lo scopo di ridurre i furti nelle abitazioni utilizzando tecniche di protezione privata a cura del cittadino in difesa dei propri beni, promuovendo la sicurezza nei quartieri con tecniche di prevenzione collettiva che consistono nella partecipazione attiva alla vigilanza della propria via, del proprio condominio o quartiere, interloquendo con i vicini per formare una sorta di catena di controllo preventivo al fine di scoraggiare gli atti vandalici.
Con questa modalità ciascuno può rendersi utile a proteggere la sua comunità, con opportune segnalazioni alle Forze dell’ordine o ad un responsabile della collettività, di comportamenti o movimenti sospetti in prossimità delle abitazioni per prevenire i reati.
E’ una prospettiva che trova fondamento nelle normative regionali sulle “disposizioni relative alla promozione del sistema integrato di sicurezza urbana ed alle politiche per garantire il diritto alla sicurezza dei cittadini” che come visto in premessa riconoscono l’utilizzo di forme di volontariato volte a realizzare una presenza attiva sul territorio, aggiuntiva e non sostitutiva rispetto a quella ordinariamente garantita dalla Polizia Locale, con l’obiettivo di promuovere il rispetto della legalità e dell’ambiente nel contesto sociale.
I presupposti per il coinvolgimento dei cittadini in tale progetto troverebbero fondamento nell’interesse comune sia di coloro che purtroppo hanno già sperimentato a loro spese gli effetti della criminalità nonché di quelli che credono nella collaborazione con le istituzioni, rendendosi disponibili come volontari con compiti di osservazione, informazione, sensibilizzazione e segnalazione di anomalie alle Forze di Polizia perseguendo una maggiore solidarietà di vicinato per ridurre l’appetibilità degli obiettivi criminali.
Fabrizio Camastra












