
“Oltre all’istituzione di una Giornata regionale del commercio equo e solidale, occorre attivare percorsi didattici di formazione all’interno degli istituti scolastici e aprire un canale preferenziale all’interno del piano regionale di sviluppo economico che premi e sostenga le imprese del commercio equo ispirate a criteri di dignità economica e sociale per produttori, lavoratori, consumatori e territorio; occorre anche predisporre un albo a garanzia del rispetto dei principi della Carta del commercio equo e solidale italiana”, afferma Fattori, che sottolinea anche come “Sì Toscana a Sinistra vuol favorire lo sviluppo di un’agricoltura contadina e sostenibile, con uno spazio sempre più ampio riservato alle coltivazioni biologiche ed alle tecniche tradizionali, che costituiscono il valore aggiunto fondamentale per assicurare agli operatori un adeguato reddito”.
“La Regione – conclude Fattori – può anche promuovere forme di gestione collettiva di terreni pubblici, come i Community Land Trust anglosassoni, sia nelle aree rurali, sia in quelle urbane”.










