
“Evidentemente le soluzioni delle passate crisi non erano soluzioni definitive – prosegue Neri -. Bisogna passare dall’assistenzialismo, anche camuffato, alla soluzione definitiva, soprattutto nell’interesse dei 250 lavoratori diretti e molti altri dell’indotto. I lavoratori hanno diritto ad una esistenza serena e non ad angosce ricorrenti, che sfiancherebbero chiunque.
Trovare soluzioni definitive si può. Il valore aggiunto esiste ed è concreto, il calore a basso costo. Ci sono strutture e strumenti finanziari pubblici o parzialmente pubblici che possono essere utilizzati, ovviamente in presenza di un piano industriale concreto e non addomesticato, per rilanciare l’azienda e cercare nuovi investitori. Siamo disponibili a confrontarci con i lavoratori ed i sindacati, preferibilmente dopo le elezioni, per evitare strumentalizzazioni. Ed anche prima, purché in maniera discreta e senza pubblicità sulla stampa”.










