L’Azienda Ospedaliero Universitaria Senese continua a raccontare una sanità efficiente e all’avanguardia, ma la realtà vissuta quotidianamente da lavoratrici e lavoratori restituisce un quadro ben diverso: carenza di personale, organizzazione insufficiente e servizi essenziali tenuti in piedi grazie al sacrificio degli operatori.
L’11 novembre 2024 l’AOUS ha pubblicato un bando interno per individuare un infermiere e un operatore socio sanitario da assegnare alla Diagnostica in Emergenza-Urgenza del DEA, struttura strategica per garantire percorsi rapidi ai pazienti provenienti dal Pronto Soccorso. Un progetto nato, almeno sulla carta, per migliorare l’organizzazione e velocizzare i percorsi assistenziali. A distanza di tempo il risultato appare però diametralmente opposto. Quello che avrebbe dovuto rappresentare un modello organizzativo efficiente si é trasformato in un percorso ad ostacoli, caratterizzato da criticità operative, carichi di lavoro insostenibili e crescenti rischi per pazienti e operatori.
Da quanto segnalato dai lavoratori, sembrerebbe mancare un reale piano organizzativo per il personale coinvolto. I turni risultano irregolari, il rispetto dei riposi appare sempre più difficile e il servizio viene sostenuto da operatori chiamati a garantire prestazioni in regime di straordinario, da altri reparti, per coprire le carenze croniche di personale.
Una situazione che, purtroppo, non rappresenta un’eccezione. Alle Scotte si continua a inseguire l’emergenza attraverso l’utilizzo sistematico dello straordinario, una logica che riguarda ormai numerose unità operative. Non si assumono professionisti in numero adeguato e si continua a tappare i buchi facendo ricorso alle ore aggiuntive del personale già in servizio.
USB ricorda che il lavoro straordinario non può essere programmato né utilizzato come strumento ordinario di organizzazione del lavoro. Deve rappresentare una misura eccezionale, limitata a necessità imprevedibili e non certo la risposta strutturale a carenze che l’Azienda conosce perfettamente.
La Diagnostica in Emergenza-Urgenza del DEA comprende tre sezioni fondamentali: Radiologia Tradizionale, TAC ed Ecografia. É quindi incomprensibile pensare che un servizio di tale importanza possa essere sostenuto stabilmente da un solo infermiere e un solo OSS, chiamati a gestire mediamente tra i 60 e i 70 esami per turno, escluso quello notturno. Mentre i tecnici sanitari sono sempre più sotto pressione, le richieste e le segnalazioni avanzate nel tempo sembrano aver prodotto soltanto promesse rimaste tali. Nel frattempo i problemi si aggravano. La sezione di Radiologia Tradizionale, ormai obsoleta, presenta sempre più frequentemente criticità tecniche che comportano il fermo delle apparecchiature. Questo costringe gli operatori a trasferire pazienti in condizioni di emergenza presso la radiologia del Primo Lotto, al piano zero, aumentando tempi, difficoltà operative e rischi clinici per persone particolarmente fragili. Inoltre, all’interno della diagnostica del DEA é presente una seconda TAC, dotata di caratteristiche tecnologiche che ne consentono l’utilizzo per esami più specialistici. Questa apparecchiatura rappresenta una risorsa importante non solo per il Pronto Soccorso, ma anche per altre strutture ospedaliere, tra cui l’OBI e le aree intensive.
Tuttavia, se da un lato il suo impiego é inevitabilmente limitato dalla cronica carenza di personale, dall’altro il volume di attività attualmente svolto non appare sufficiente a valorizzare pienamente l’investimento effettuato dall’Azienda. Ne consegue il rischio che una tecnologia dalle elevate potenzialità rimanga sottoutilizzata, senza generare i benefici organizzativi e assistenziali per i quali é stata acquisita.
Non meno grave é la situazione relativa alla sorveglianza dei pazienti. Barellati o in carrozzina, spesso vengono lasciati nei corridoi della radiologia del DEA nell’impossibilità materiale di garantire un monitoraggio costante. Con operatori costretti a dividersi tra tre diverse sezioni, aumenta il rischio di non accorgersi tempestivamente di un peggioramento clinico e di dover affrontare quella che potremmo definire “l’emergenza dell’emergenza”.
Per USB appare evidente che un’organizzazione costruita fin dall’inizio sulla presenza di un solo infermiere e di un solo OSS non poteva che produrre le criticità che oggi vengono denunciate.
Le conseguenze ricadono interamente su lavoratrici e lavoratori, sempre più esposti a condizioni di stress, burnout, frustrazione professionale e senso di abbandono. Professionisti che ogni giorno garantiscono il funzionamento del servizio nonostante carenze organizzative che non hanno contribuito a determinare.
Al di là della propaganda e degli annunci sulle assunzioni, che spesso corrispondono semplicemente alla sostituzione del personale cessato e non a un reale potenziamento degli organici, la realtà delle Scotte continua a essere quella di una sanità che vive sulle spalle di chi lavora.
USB Pubblico Impiego Sanità Siena chiede con urgenza un immediato potenziamento degli organici della Diagnostica in Emergenza-Urgenza del DEA; una revisione complessiva dell’organizzazione del servizio; il rispetto dei riposi e dei diritti contrattuali del personale; investimenti concreti per il rinnovo delle apparecchiature obsolete; percorsi assistenziali che garantiscano realmente sicurezza e dignità ai cittadini; l’ascolto e il coinvolgimento dei lavoratori nelle scelte organizzative che li riguardano.
La sicurezza dei pazienti non può dipendere dalla buona volontà degli operatori né dal ricorso permanente allo straordinario. Le Scotte smettano di gestire la sanità come una continua emergenza e si assumano finalmente la responsabilità di programmare, assumere e organizzare.
USB PI Sanità Siena continuerà a vigilare, denunciare e sostenere le lavoratrici e i lavoratori che ogni giorno garantiscono il diritto alla salute della collettività nonostante scelte organizzative che stanno dimostrando tutti i loro limiti.












