Ieri abbiamo parlato di Palio e sicurezza con un nostro pezzo di approfondimento (1980-2026: dal “Tubo” alla marea blu, differenze e analogie). Oggi parliamo di questo e tanto altro con l’Imperatore della Piazza Luigi Bruschelli detto Trecciolino che ad agosto si è visto raggiungere a quota 13 successi da Giovanni Atzeni detto Tittia.
Luigi, partiamo proprio da qui, ovvero dal tredicesimo sigillo del Tittia. L’allievo ha raggiunto il maestro…
“Giovanni di base ha un talento innato. Il fatto che si sia perfezionato da me mi fa molto piacere perché è un allievo che ha fatto strada. Sono contento anche perché questo per me è un modo per rimanere legato al palio”.
Si parla di un “sistema Tittia”, dalla mossa fino alla scelta dei cavalli. Che ne pensi?
“Come dicevo prima, Giovanni è bravissimo e riesce a sfruttare al meglio tutte le situazioni. Si è creato un contesto giusto per sfruttare al meglio le sue capacità. È il fantino che in questo momento va per la maggiore anche perché monta sempre cavalli buoni ed è uno che non lascia niente al caso sfruttando tutto a suo favore. La mossa è valida a insindacabile giudizio del mossiere per cui è giusto che chi può si prenda i propri vantaggi”.
E degli altri fantini che cosa possiamo dire? Gingillo per esempio ha detto che è giusto che i cavalli buoni li montino i fantini bravi, per una polemica neanche troppo velata….
“La cosa secondo me è a monte. A cavallo devi tirare fuori delle doti, ma anche a piedi vale lo stesso, per aprirti più strade possibili. Se sei bravo devi aprirti il maggior numero di possibilità e in questo momento Giovanni ne ha più di tutti perché ha dimostrato di essere il più bravo. Certamente, per quanto riguarda Gingillo, penso che debba riflettere su queste cose perché una volta dato il cavallo, ci si basa sui rapporti costruiti durante l’inverno. Funziona così”.
Capitolo cavalli. Anda e Bola e Diodoro in questo momento sono imbattibili?
“In tutti i campi ci sono le categorie e questi due hanno dimostrato di vincere di 10 colonnini. Se i capitani li scelgono vuol dire che a loro va bene così: se ti tocca uno di loro due provi a vincere altrimenti rinunci al palio, ma è un meccanismo che è accettato. Sento spesso tante critiche, anche riguardo alle scelte dei cavalli o al fatto che non è più il palio delle contrade. Devo dire che mi danno un po’ noia perché tutte le scelte vengono fatte dai capitani. Sono i capitani che scelgono i cavalli da mettere nel lotto. Gli stessi capitani che scelgono i fantini da montare, che scelgono il mossiere e che a loro volta sono scelti da un’assemblea di contrada che è sovrana. Se i popoli non sono d’accordo hanno tutto il potere nelle loro mani e il diritto di votare o meno un capitano, per cui a mio parere il Palio è in mano ai contradaioli e ai senesi, tutto il resto sono polemiche sterili”.
Parliamo di sicurezza, un tema ricorrente è che è venuto a galla dopo l’incidente occorso a fine palio a Giovanni Atzeni. Situazioni simili le hai vissute anche tu in passato. Quale è il tuo pensiero al riguardo?
“Faccio una premessa: capisco le contrade che da tanto tempo non vincono, soprattutto quelle più numerose e capisco anche l’entusiasmo del momento. Premesso questo, stavolta sarebbe potuta succedere davvero una tragedia se Giovanni invece di arrivare davanti di diversi colonnini fosse arrivato in gruppo con gli altri. Poteva venire fuori una strage. Io credo che il deterrente sia quello di alzare la multa. Se invece di 500 euro fossero 5000, credo che la gente ci penserebbe ad entrare in pista prima dello scoppio del mortaretto. Altrimenti, lo dico a battuta, si farà scendere il Palio dai Priori invece che dai Capitani così i contradaioli invece di correre in senso opposto ai cavalli andrebbero insieme a loro verso San Martino. Comunque, a parte le battute, credo che su questa cosa specifica siano da responsabilizzare le persone perché le contrade non possono pagare per comportamenti dei singoli e non possono incidere più di tanto su questo aspetto”.











