Siena 24 agosto 2026 – L’offerta di MPS su Banco Bpm e Banca Generali per 34 miliardi che il Financial Time definisce disperata (Double Hail Mary), in risposta all’opas sul Monte di Intesa Sanpaolo da 36 miliardi, trova i favori di Elly Schlein e Giorgia Meloni (Reuters, “La strana coppia Meloni-Schlein” – 2 agosto 2026), entrambe interventiste.
La differenza però c’è ed anche evidente, sta nella convinzione di ciò che viene detto. Giorgia Meloni indossati i pattini a rotelle viaggia spedita sulla sua strada: vuole il terzo polo bancario nazionale, di questo è convinta e a ciò per lei serve la privatizzazione fatta dal MEF (vendita quote 2023-24) oltre Intesa e UniCredit. Sintetizzando si può dire che sia contro l’operazione Intesa perché Intesa è già troppo grande, laddove riuscisse nell’operazione di acquisizione di MPS e cedesse 635 filiali a Unipol, di fatto si avrebbe uno smembramento di MPS e non nascerebbe nessun terzo polo. Oltre al fatto che Siena perderebbe la sua centralità e tutto il resto. Da ciò la difesa di Lovaglio e il suo piano di doppia OPS su Banco BPM e Banca Generali, che porterebbe ad un polo bancario da 70 miliardi con capitale a Siena. Il motivo di questa posizione è presto detto: la sovranità finanziaria italiana, che al tempo stesso garantirebbe identità bancaria per Siena e conseguente livello occupazionale nel suo territorio.
Elly Schlein e il Pd senese sostengono l’operazione Lovaglio ricorrendo a voli comunicativi acrobatici, per tenere insieme le diverse posizioni del partito (Misiani, Boccia, Bonaccini, Giani). Elly Schlein fa l’acrobata tra le diverse posizioni. I trapezi che usa sono almeno tre: far passare l’idea di essere contro la premier e il governo, accusando Giorgia Meloni e il ministro Giorgetti di aver favorito Delfin e Caltagirone, considerate cordate amiche del governo, vendendogli MPS a prezzo basso per poi scalare Mediobanca e Generali. Cosa che effettivamente sta accadendo e che plaude allo stesso tempo: secondo trapezio. Le serve per far passare il messaggio che il Pd vuole che lo Stato rimanga garante, intervenendo con Golden Power e che riferisca in Aula. Alla base di questa linea acrobatica ci sarebbe una visione più rustica rispetto a quella della Meloni, la quale viaggia spedita sui suoi pattini a rotelle verso la sovranità finanziaria italiana. Per Schlein c’è un opportunismo elettorale da garantire: la tutela del lavoro a Siena, il presidio territoriale, la paura che Siena diventi back-office di Milano, sono temi che servono a rassicura la roccaforte elettorale Toscana. Con il terzo trapezio la segretaria del Pd accontenta un’altra storica roccaforte del suo partito, quella emiliano romagnola. La bolognese Unipol è alleata di Intesa San Paolo e dallo smembramento di MPS ne trarrebbe grande vantaggio. Ecco che Elly Schlein diviene addirittura liberista, lasciare che il mercato si regoli da solo (la manina di Smith), “Comanda il mercato”, “il governo vuole fare il banchiere” (Milano Finanza, 22 agosto 2026).
Nel caso andasse in porto, l’operazione di Lovaglio porterebbe 70 miliardi di euro di capitale in Rocca Salimbeni, il Financial Times dovrà ricredersi e titolare “Miracolo a Siena”, la Meloni taglierebbe il nastro del sovranismo finanziario nazionale con il terzo polo, felice di aver dimostrato di essere una ottima pattinatrice a rotelle. E la Schlein si prenderà la sua dose di applausi per le ottime acrobazie dimostrate ai suoi, avendo accontentato le diverse posizioni del suo partito.
Fabrizio Camastra











