
“Da anni ci sono problemi strutturali e di sovraffollamento – spiega ancora Cenni – Anche in passato dopo le più che legittime proteste degli agenti e delle istituzioni sono arrivate nuove e parziali dotazioni di personale che, purtroppo dopo qualche tempo, tornavano a ridursi per trasferimenti volontari ad altri istituti. A Ranza serve personale, serve affrontare il sovraffollamento e serve una direzione stabile in grado di organizzare il lavoro in modo da ridare serenità e condizioni di lavoro dignitose agli agenti che consentano loro di restare a lavorare lì. Non serve, invece, a niente, se non ad accrescere inutili tensioni, giocare in modo incomprensibile a chi sta con gli agenti e chi con i detenuti. Non ha senso innescare una guerra di posizioni, né inasprire i toni per creare dannose contrapposizioni all’interno del carcere. Se vogliamo impegnarci tutti insieme e se vogliamo lavorare, ognuno nelle sue funzioni, affinché le cose cambino, noi ci siamo. Se invece il terreno della lega è solo quello della propaganda politica dico già che non ci interessa riempire ogni giorno la cronaca locale.
In questi anni ho più volte fatto visita al carcere, da sola e con altri colleghi, incontrato i rappresentanti del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria nelle sedi di Roma e Firenze chiedendo interventi in termini di personale e risorse – conclude Cenni – Non so se la Lega ha fatto altrettanto, ma se oggi comincia ne siamo contenti. Anzi invito Nisini ad uscire dal “format” e magari andarci insieme, invece di usare situazioni tese, difficili e drammatiche a soli fini propagandistici”.











