A fine novembre 2025 il sovraffollamento nelle carceri italiane ha raggiunto il 138,5%, secondo i dati diffusi da Antigone. In questo scenario, le attività di inclusione sociale rivolte ai detenuti diventano un tassello essenziale per il loro reinserimento nella società. È in questo contesto che si inserisce l’iniziativa che Estra sostiene dal dicembre 2025 nella Casa di Reclusione di San Gimignano (Ranza), un progetto che porta la sostenibilità oltre i cancelli del carcere.
Insieme ad AzzeroCO₂, Legambiente e alla Società Italiana di Fitoterapia, nell’ambito della campagna “Orto Frutteto Solidale Diffuso”, sono stati realizzati un giardino officinale con 500 piante e un orto-frutteto di circa 100 piante da frutti di bosco, i cui raccolti vengono trasformati dai detenuti in confetture e altri prodotti.
Il cuore del progetto è il laboratorio di fitoterapia, dove, affiancati dagli esperti SIFIT, i detenuti apprendono l’intero ciclo di lavorazione: dall’essiccazione alla macerazione, fino alla percolazione, trasformando le piante in tisane, oli e sciroppi secondo le farmacopee ufficiali. Un percorso, conclusosi a giugno 2026, che ha coinvolto a rotazione 320 detenuti impegnati nella fase agricola e nel corso di estrazione delle erbe officinali.
Si tratta di un progetto che genera valore su più livelli: ambientale, rigenerando aree interne inutilizzate; professionale, fornendo competenze spendibili anche dopo aver scontato la pena; e sociale, trasformando la detenzione in un’occasione di responsabilità e benessere psicofisico.
Come sottolinea il presidente di Estra, Francesco Macrì: «Il valore del progetto non si misura nel numero di piante messe a dimora, ma nel percorso di crescita e responsabilità che genera. È la prova che, per Estra, la sostenibilità si esercita anche nei contesti più difficili». Proprio per questo, il progetto sarà presto replicato anche nelle carceri di Prato e Pisa.












