Tantissimi gli appassionati (migliaia le presenze stimate nei tre giorni del festival), che hanno raggiunto i giardini di Chiusi Scalo e cantato e ballato fino a tarda notte.
L’apertura del festival è stata affidata alla formazione canadese dei METZ, considerata una delle migliori band dell’alternative rock e punk-hardcore. Il palco dell’apertura ha visto anche i live del progetto post-hc romano LAGS e quello dei KINT da Modena. Protagonisti della seconda serata sono stati i CLOUD NOTHINGS da Cleveland (USA) insieme ai calabresi MCKENZIE e il dream pop/shoegaze psichedelico degli HUMAN COLONIES da Bologna. L’ultima serata ha scritto una pagina indelebile della storia del Lars Rock Fest nel momento in cui gli australiani WOLFMOHTER, band capitanata da Andrew Stockdale e ormai un riferimento mondiale, sono saliti sul palco. Con loro il trio stoner-rock romano BLACK RAINBOWS e il collettivo audio-visual di Perugia BECOMING X.

Ogni serata del festival si è completata con il CAMPFIRE STAGE ovvero un after show intorno ad un piccolo falò. I gruppi che si sono esibiti in questa suggestiva cornice sono stati Augustine (venerdì), One Glass Eye (sabato) e Dead Poets Society (domenica). Insieme alla musica l’area del festival è stata completata da una serie di spazi ed eventi culturali come OPEN BOOK, che ha messo a disposizione il mondo visionario, libero e creativo dell’editoria indipendente; lo STREET MARKET dove è stato possibile acquistare vinili, fumetti, abbigliamento e prodotti di artigianato; l’ART&FUN con live drawing e laboratori artistici per adulti, ragazzi e bambini.












