
Il nuovo percorso prevede l’attivazione di tre livelli di intervento: si inizia con il medico di famiglia, che effettua la prima diagnosi e la terapia farmacologica. In caso di persistenza del dolore, parte il secondo livello, cioè l’equipe del mal di schiena. In questa sede i pazienti verranno visitati dai professionisti del team per l’impostazione di diagnostica più approfondita e per un programma terapeutico. Il terzo livello è riservato alle procedure invasive di neurochirurgia, terapia antalgica e reumatologia, più avanzate e delimitate a una casistica più ristretta.
“L’80% della popolazione ha avuto almeno una volta nella vita il mal di schiena. In alcuni casi si risolve, altri si cronicizza – spiega Lucia Lenzi, direttore del Dipartimento tecnico scientifico della Riabilitazione – Con questo nuovo approccio multiprofessionale, a cui lavoriamo da un anno, contiamo non solo di dare risposte più efficaci, visto che vengono coinvolti 4 professionisti contemporaneamente, ma anche di abbattere le liste di attesa in quanto con un unico accesso il paziente viene, per l’appunto, visitato da 4 specialisti”.
Il progetto dell’équipe è stato lanciato dal direttore sanitario della Asl Toscana sud est Simona Dei e realizzato da Lucia Lenzi e Salvatore Criscuolo, responsabile dei Centri di terapia del dolore.











