
“Il Distretto Rurale del Chianti – continua Bonechi – sarà un punto di riferimento dove convergeranno energie e risorse per sostenere politiche di sviluppo locale, facendo sistema e valorizzando le nostre eccellenze con interventi uniti e condivisi. La capacità di salvaguardare l’ambiente, lo sviluppo di relazioni fra le risorse presenti sul territorio, l’attenzione da parte dei consumatori verso la qualità e l’identità del rapporto fra prodotto e territorio sono solo alcuni dei fattori che, come istituzioni, ci impongono un confronto attento e urgente con le rappresentanze economiche e imprenditoriali presenti sul territorio. La risposta a tutto questo l’abbiamo ricercata e trovata nella creazione del Distretto Rurale del Chianti, che da ieri identifica in modo inequivocabile un territorio e una comunità con la sua storia, la sua cultura e la sua economia”.
I due organi della governance. Nel rispetto della legge regionale, il Distretto Rurale del Chianti sarà guidato dall’Assemblea di Distretto, a partecipazione aperta, e dall’Associazione di Distretto. Nel loro primo atto, i due soggetti saranno chiamati a elaborare un progetto economico-territoriale che guardi ai prossimi cinque anni, con particolare attenzione ai temi di natura ambientale, urbanistica e paesaggistica. Gli aderenti al Distretto Rurale del Chianti avranno anche il compito di monitorare il piano e la valutazione dei risultati conseguiti partendo dall’obiettivo iniziale di riuscire a stipulare il primo Contratto di Distretto in grado di convogliare sul territorio molteplici opportunità e investimenti significativi.
Alla firma dell’accordo erano presenti, oltre a Marcello Bonechi, i sindaci di Barberino Val d’Elsa, Giacomo Trentanovi; Castelnuovo Berardenga, Fabrizio Nepi; Greve in Chianti, Paolo Sottani; Radda in Chianti, Pier Paolo Mugnaini; Tavarnelle Val di Pesa, David Baroncelli e San Casciano Val di Pesa, Massimiliano Pescini.











