
Unire le forze per migliorare le risposte ai cittadini. “Castellina in Chianti – aggiunge Bonechi – ha avviato, da diversi anni, la gestione associata di alcuni servizi e funzioni fondamentali con Radda e Gaiole in Chianti e intendiamo continuare su questa strada attraverso l’Unione dei Comuni, con una crescente razionalizzazione di risorse umane ed economiche e la costituzione di uffici unici. Questa, a mio avviso, è l’unica forma istituzionale che, allo stato attuale, può migliorare la risposta e la qualità dei servizi rivolti ai cittadini in un momento di crescente difficoltà per gli enti locali, chiamati a unire le forze in risposta ai tagli nei trasferimenti statali. Al tempo stesso, non verrebbero stravolte identità territoriali che affondano le loro radici nei secoli passati e nella storia dell’area Chianti. Identità che si identificano con i Comuni, gli enti più vicini ai cittadini, e che portano con sé realtà sociali, economiche e culturali che non possono essere sottovalutate dalla normativa regionale”.
Unione dei Comuni del Chianti senese e fiorentino. “I Comuni del Chianti senese e fiorentino – continua ancora Bonechi – stanno rafforzando i loro rapporti con azioni sinergiche su più fronti. A confermarlo è la recente sottoscrizione del protocollo sulla promozione territoriale a livello di area, che punta a unire le forze per far conoscere sempre di più nel mondo il Chianti e le sue numerose eccellenze enogastronomiche, storiche, culturali e sociali attraverso un unico brand. Un’iniziativa che va oltre i confini amministrativi e provinciali e segue azioni comuni già messe in campo con il regolamento unico sulla tassa di soggiorno, in vigore dal 2012 con riscontri positivi. E’ in questo contesto che invito a riflettere sulla possibile unione di tutti i Comuni del Chianti senese e fiorentino”.
Identità di area Chianti, oltre il Chianti Storico. “Il protocollo – dice ancora Bonechi – è stato firmato da Castellina in Chianti, Radda in Chianti, Castelnuovo Berardenga, Barberino Val d’Elsa, Greve in Chianti, San Casciano e Tavarnelle Val di Pesa, con l’auspicio che presto voglia farne parte anche Gaiole in Chianti. Questo atto rappresenta un valore aggiunto e permetterà di razionalizzare le risorse a disposizione di ogni singolo Comune indirizzandole verso un obiettivo comune: la promozione territoriale di tutto il Chianti Classico, area che va oltre il Chianti Storico e abbraccia Comuni uniti fin dal 1716 dal bando granducale promulgato da Cosimo III dei Medici e considerato la prima Denominazione di Origine Controllata della storia, pronta a festeggiare i suoi 300 anni il prossimo 24 settembre. Una comunità di intenti che trova ulteriore conferma nel sostegno alla candidatura Unesco presentata dal Consorzio Chianti Classico per valorizzare la forza, l’omogeneità e la coesione economica, sociale e culturale che caratterizza da sempre questo territorio. Il nostro futuro passa da questa realtà – conclude Bonechi – e va ben oltre una fusione di tre Comuni che, per quanto auspicata da qualcuno, avrebbe un impatto molto ridotto di fronte alle istituzioni superiori nello sviluppo e nella promozione di tutta l’area chiantigiana”.











