Lo scorso 28 luglio un gruppo di cittadini poliziani denominatosi Montepulciano in allerta, residenti nelle frazioni, aveva presentato una petizione per un progetto di controllo del vicinato conforme alla legge regionale Toscana 19 febbraio 2020, n. 11 sulla sicurezza urbana. Il 29 ottobre è giunta la risposta negativa dell’Amministrazione comunale, che ha esortato i firmatari a soprassedere e lasciare che della vicenda se ne occupino le Forze dell’Ordine.
Il Sindaco di Montepulciano da un lato esprime apprezzamento per l’attenzione dimostrata verso la sicurezza del territorio e la volontà di mettersi a disposizione della comunità da parte di un gruppo di volontari (Montepulciano in allerta), un impegno definito da egli stesso “prezioso”, mentre quando si tratta di passare dalle parole ai fatti prende le distanze da ogni forma di controllo del vicinato. Anzi, esprime addirittura disappunto verso la formazione di gruppi di volontari nati per contrastare il fenomeno dei furti nelle abitazioni, essendo questo lavoro delle Forze dell’ordine. Quindi durante i lavori del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, riunitosi lo scorso 20 ottobre in presenza del Prefetto, aveva pubblicamente espresso apprezzamenti per la sensibilità al tema della sicurezza dimostrato da questo gruppo di cittadini con la Petizione. Il Consiglio comunale ha bacchettato l’iniziativa.
Montepulciano in allerta è formato da poliziani esasperati per i ripetuti furti registrati soprattutto l’estate scorsa, con un mese di agosto particolarmente cruento, nelle frazioni di Stazione, Abbadia, Acquaviva, Gracciano. Il gruppo di volontari tiene a far sapere che non è “assolutamente” loro intenzione mobilitarsi come ronde per la perlustrazione del territorio, ma di mantenere alto il livello di presenza e attenzione per disincentivare la delinquenza comune. Il fatto stesso che nel gruppo di cittadini circolino immagini di persone o veicoli sospetti, rappresenta una deterrenza che anche Polizia e Carabinieri apprezzano.
Nella risposta negativa resa dall’Amministrazione comunale al progetto di Controllo del vicinato viene espressamente detto che in otto mesi la denuncia di reati nel territorio poliziano è diminuita. Quando si tratta di fatti sociali la statistica andrebbe presa con le pinze. Perché il dato di cui si vanta il Sindaco potrebbe anche significare che la gente ha smesso di denunciare, considerando gli atti criminosi di lieve entità o solo tentati. Potrebbe essere subentrata rassegnazione o peggio assuefazione alla delinquenza.
Lontano dalle vetrine, dalle luci del turismo del capoluogo, dagli eventi estivi dell’estate poliziana, c’è una comunità nelle frazioni che sente di vivere male la propria esistenza, perché non si sente tranquilla. Bande di bulgari e tunisini a luglio scorso, alla Stazione, si sono affrontate a notte fonda in modo violento, non c’è stata alcuna denuncia, non ci sono stati feriti, ma urla, bottiglie rotte, la gente ha sentito, ma ne parla con disagio, perché avverte che a Montepulciano vige uno storytelling dal quale non bisogna discostarsi perché c’è una città da vendere.
Fabrizio Camastra












