L’Ufficio Immigrazione della Questura di Siena deve lasciare l’attuale sede di Via delle Sperandie, considerata non più dignitosa. Non c’è più tempo. Anche nel caso (e non lo è n.d.r.) che ci fosse oggi sul tavolo un protocollo definito per la realizzazione di una nuova sede per la Questura, ovvero per il suo trasferimento in altro edificio idoneo, considerando tutto ciò che occorre per adeguare i sistemi di allarme, di rete, la protezione di armi, le celle per i fermi, gli uffici amministrativi a norma, si tratterebbe di un’attesa inaccettabile.
Per questo il Viminale ha messo a disposizione i fondi necessari al trasferimento immediato, in un immobile di proprietà pubblica, attualmente sede di un circolo Arci, ai Due Ponti in via Aretina. L’urgenza ha reso necessaria la rescissione anticipata del contratto in essere tra Arci e Demanio, con la locazione che sarebbe dovuta cessare il 27 febbraio 2027, come inizialmente previsto.
Lo stabile della Caserma Piave, dove ha sede l’immigrazione, è ridotto ai minimi termini, sia a livello di spazi che di servizi, come per altro rappresentato appena un anno fa da una manifestazione dei sindacati di categoria. Per quanto riguarda l’utenza a cui l’ufficio è destinato, basta percorrere via delle Sperandie di mattina per rendersi conto della moltitudine di persone, tra le quali anche bambini, accalcata lungo i muri della Caserma, per altro dietro una pericolosa curva a gomito.
Quando si pensa ad un ufficio pubblico spesso si cade nell’errore di considerare solo le condizioni di chi ci lavora, con i sindacati giustamente a vigilare che normative e prassi riguardanti sicurezza e salubrità degli ambienti vengano rispettati, senza mettere nel giusto conto che se quell’ufficio esiste è a perché vi è una utenza che merita altrettante condizioni di salubrità e sicurezza, anche se tale utenza non ha un sindacato che la tutela. A volte ci sarebbe da mettersi nei panni di coloro che si rivolgono all’ufficio immigrazione per comprendere l’importanza di relazionarsi con personale comprensivo, ma anche di essere accolti in un ambiente idoneo a sopportare lunghe ore di attesa. Quella dell’Ufficio Immigrazione della Questura è una funzione pubblica di sicurezza essenziale, perché spesso rappresenta l’imprinting dello Stato italiano per cittadini stranieri che hanno scelto di vivere in Italia. L’impatto primario con le nostre istituzioni pubbliche è fondamentale, lascia il segno, sedimenta convinzioni: fare lunghe ore di attesa per strada, sotto il sole cocente o con la pioggia scrosciante, non predispone certo bene chi oltre al sacrosanto diritto è chiamato ad interiorizzare i doveri dello Stato che li accoglie. La situazione dell’ufficio Immigrazione di Siena è disastrosa, la dignità della funzione pubblica ivi assolta è merito esclusivo di chi ci lavora.
In tutto ciò l’Arci non ci sta ad andare via prima della scadenza del contratto, per questo si sta organizzando per protestare contro la decisione di trasferire il proprio circolo in un’altra sede, per ora con delle assemblee pubbliche.
Fabrizio Camastra












