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ARTE e CULTURA

Siena, sette Stradivari e un Guarneri del Gesù alla Chigiana

Martedì 6 ottobre a Palazzo Chigi Saracini lo Stradivari Gala 2026: otto strumenti custoditi in Giappone tornano in Italia
3 Ottobre 20269 Mins Read
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L’Accademia Musicale Chigiana si prepara ad accogliere un appuntamento di straordinaria rilevanza per la vita musicale della città e per il dialogo culturale tra l’Italia e il Giappone. Martedì 6 ottobre, alle ore 20.30, il Salone dei Concerti di Palazzo Chigi Saracini ospiterà la tappa conclusiva dello Stradivari Gala 2026, il progetto internazionale promosso dalla Sasakawa Music Foundation in occasione del 160° anniversario delle relazioni diplomatiche tra Italia e Giappone.

L’eccezionalità dell’evento è testimoniata dalla cornice istituzionale che lo accompagna, ai massimi livelli. Lo Stradivari Gala 2026 si fregia infatti dei messaggi di saluto dei capi di governo dei due Paesi, il Presidente del Consiglio italiano Giorgia Meloni e il Primo Ministro giapponese Sanae Takaichi e si svolge sotto il patrocinio dell’Ambasciata d’Italia in Giappone e dell’Ambasciata del Giappone in Italia, con i saluti dell’Ambasciatore d’Italia in Giappone, Mauro Vattani, e dell’Ambasciatrice del Giappone in Italia, Ono Hikariko. Un riconoscimento che conferma il valore non solo musicale, ma anche diplomatico e simbolico, di una serata che celebra, attraverso il linguaggio universale della musica, un’amicizia tra due Paesi lunga 160 anni.

Al centro dell’appuntamento, un’occasione senza precedenti per Siena: sette strumenti di Antonio Stradivari e un Guarneri del Gesù, appartenenti alla straordinaria collezione di strumenti ad arco storici della Sasakawa Music Foundation. La Fondazione custodisce questo patrimonio e lo mette a disposizione, attraverso un programma di prestiti, dei migliori giovani talenti internazionali del violino – tra cui gli allievi dell’Accademia Chigiana -, contribuendo così a mantenerlo vivo e a trasmetterlo alle nuove generazioni. Non si tratta soltanto di ammirare alcuni rari capolavori della liuteria italiana, ma di poterli ascoltare tutti insieme nello stesso concerto, nella loro piena dimensione musicale, affidati alle mani di interpreti di riconosciuto prestigio internazionale. È proprio nelle sale storiche di Palazzo Chigi Saracini, luogo di riferimento internazionale per lo studio e il perfezionamento musicale, che per una sera questi strumenti costruiti in Italia tra il Seicento e il Settecento torneranno a vivere attraverso la musica, affidati a una nuova generazione di interpreti.

Promosso dalla Sasakawa Music Foundation, lo “Stradivari Gala 2026” si sviluppa attraverso tre appuntamenti in Italia – con programmi e partecipanti diversi – realizzati in collaborazione con alcune tra le istituzioni più prestigiose della tradizione liutaria e concertistica del Paese. La prima tappa si è tenuta a Cremona, città simbolo della liuteria italiana, con il Museo del Violino e l’Accademia Stauffer, punto di riferimento internazionale per l’alta formazione degli strumenti ad arco; la seconda a Genova, città di Niccolò Paganini, in collaborazione con il Concorso “Premio Paganini”, tra i più importanti concorsi violinistici del mondo. Il Gala approda infine a Siena, dove l’Accademia Musicale Chigiana ospita la tappa conclusiva. Un itinerario che mette in relazione tre diverse dimensioni della tradizione musicale italiana – la liuteria, il concertismo e l’alta formazione – e che trova a Siena il proprio approdo, in un luogo dedicato da sempre allo studio, alla trasmissione e alla pratica musicale.

La grande liuteria italiana nelle mani dei nuovi interpreti
Al centro della serata saranno sette Stradivari e un Guarneri del Gesù della collezione della Sasakawa Music Foundation, affidati a interpreti di rilievo internazionale e riuniti a Siena per un programma cameristico che ne valorizza la straordinaria varietà sonora.
I quattro strumenti dello Stradivari “Paganini Quartet” – due violini, una viola e un violoncello, realizzati da Antonio Stradivari tra il 1680 e il 1736 – saranno suonati dal Goldmund Quartet. Lo Stradivari “Alumnus Amati” del 1666 sarà affidato a Reiko Watanabe, lo Stradivari “Muntz” del 1736 a Rino Yoshimoto e il Guarneri del Gesù “Ysaÿe” del 1740 a Benjamin Beilman.

Accanto a loro, tre protagonisti legati all’Accademia Chigiana: il violinista Giuseppe Gibboni, già allievo della Chigiana e vincitore nel 2021 del 56° Concorso Internazionale di Violino “Premio Paganini”, che suonerà lo Stradivari “Lam, Ex-Scotland University” del 1734; la chitarrista Carlotta Dalia, allieva chigiana e interprete di fama mondiale; e il pianista Roberto Arosio, maestro collaboratore dell’Accademia. Insieme danno vita a un ensemble di giovani protagonisti della scena concertistica internazionale.
Il programma – con musiche di Paganini, Martinů, Dancla, Brahms, Schumann, Juon e Britten – è costruito per mettere in relazione la personalità di ciascuno strumento con quella degli interpreti, restituendo attraverso l’ascolto tutta la ricchezza della grande liuteria italiana.

Un legame antico tra la Chigiana e il Giappone
La presenza dello Stradivari Gala a Siena si inserisce in una relazione con il Giappone che l’Accademia Musicale Chigiana coltiva da oltre settant’anni, attraverso generazioni di musicisti, docenti e artisti. Già dagli anni Cinquanta numerosi giovani musicisti giapponesi hanno scelto l’Accademia per perfezionare la propria formazione accanto ai grandi maestri chigiani. Tra loro, una figura leggendaria del Novecento: il soprano Michiko Hirayama (1923-2018), allieva della Chigiana nel corso di vocalità di Gina Cigna. Trasferitasi in Italia, divenne una delle voci simbolo dell’avanguardia musicale, musa e interprete prediletta di Giacinto Scelsi – che a lei dedicò il celebre ciclo dei Canti del Capricorno, nato dalla sua straordinaria vocalità – e protagonista, con la sua voce dall’estensione e dalla libertà inaudite, della nuova musica del secolo, da John Cage a Domenico Guaccero, da Boulez a Xenakis. Più tardi, un altro nome di primo piano: la violinista Sayaka Shoji, formatasi a Siena con Riccardo Brengola e Uto Ughi e vincitrice nel 1999 del Premio Paganini.
Un rapporto che si è sviluppato nel tempo anche attraverso la musica da camera: ne sono esempio il Quartet Integra e il Fugue Quartet, entrambi premiati al prestigioso ARD di Monaco e perfezionatisi alla Chigiana nel Corso di Quartetto d’archi tenuto da Clive Greensmith, maestro dell’Accademia e già membro del Tokyo String Quartet. La relazione si è inoltre consolidata sul piano istituzionale, attraverso collaborazioni con importanti realtà giapponesi dell’alta formazione musicale – tra cui Meiji Gakuin University, Toho Gakuen School of Music, Tokyo College of Music e Tokyo University of the Arts – rafforzando lo scambio di studenti, conoscenze ed esperienze.

È dunque particolarmente significativo che proprio a Palazzo Chigi Saracini questa lunga storia di formazione e di scambi possa incontrarsi con la grande tradizione liutaria italiana rappresentata dagli strumenti della Sasakawa Music Foundation. L’Accademia conserva infatti una propria importante collezione storica, raccolta dal Conte Guido Chigi Saracini attraverso donazioni e acquisizioni, che comprende, tra gli altri, un violoncello di Antonio Stradivari del 1682 – “Il Chigiano”, recente protagonista del CD Echi e Risonanze di Francesco Dillon, con cui l’Accademia ha inaugurato la collana discografica Chigiana Recording Series -, strumenti di Nicola Amati e di altri grandi liutai italiani, oltre allo straordinario clavicembalo costruito da Vincentius nel 1515 e al pianoforte Bechstein appartenuto a Franz Liszt.

In questo contesto, gli strumenti nati in Italia, custoditi in Giappone e oggi nuovamente restituiti alla musica nel loro Paese d’origine, trovano a Siena un luogo particolarmente significativo: una sede in cui, da quasi un secolo, la conservazione del patrimonio si accompagna alla sua trasmissione, allo studio e alla pratica musicale, affidando alle nuove generazioni il compito di mantenerlo vivo.

Un cast internazionale d’eccezione
A dare voce a questi strumenti straordinari sarà un cast internazionale di altissimo livello: il Goldmund Quartet, e i solisti Reiko Watanabe, Rino Yoshimoto e Benjamin Beilman, tra i protagonisti più acclamati della scena cameristica mondiale. Un rilievo particolare, per Siena, ha la presenza di Giuseppe Gibboni, che si esibisce in esclusiva nella tappa senese: già allievo della Chigiana e vincitore nel 2021 del “Premio Paganini”, Gibboni è oggi tra i violinisti più celebrati della sua generazione, e il suo ritorno alla Chigiana, con uno Stradivari tra le mani, assume il valore di un simbolico omaggio alla casa che lo ha formato. Accanto a lui, altri due artisti legati all’Accademia: la chitarrista Carlotta Dalia, allieva chigiana e interprete di fama mondiale, e il pianista Roberto Arosio, maestro collaboratore dell’Accademia. Un incontro tra i grandi nomi della scena internazionale e i talenti cresciuti a Siena, che riassume in sé l’anima stessa della Chigiana.

Un’occasione irripetibile per Siena
Lo Stradivari Gala 2026 conclude a Siena il suo itinerario italiano con una serata che difficilmente potrà ripetersi: sette Stradivari e un Guarneri del Gesù, costruiti in Italia tra il Seicento e il Settecento e oggi custoditi e valorizzati in Giappone dalla Sasakawa Music Foundation, tornano nel loro Paese d’origine per essere ascoltati tutti insieme, nello stesso concerto, affidati a interpreti di rilievo internazionale.

Non si tratta soltanto di contemplare alcuni tra i più preziosi strumenti mai costruiti, ma di riascoltarli vivi, nella loro voce, là dove sono nati. Ed è forse questo il senso più profondo della serata: un patrimonio che non è reliquia da custodire sotto vetro, ma materia viva, che torna a vibrare nelle mani di una nuova generazione di musicisti.

Che tutto questo accada a Palazzo Chigi Saracini – dove da oltre un secolo la conservazione del patrimonio musicale si accompagna alla sua trasmissione, allo studio e alla pratica – non è un caso, ma il compimento naturale di una storia. Per una sera, Siena diventa il punto d’incontro tra la grande liuteria italiana, l’amicizia tra Italia e Giappone e il futuro della musica: un’occasione che la città non dimenticherà.

Informazioni
STRADIVARI GALA 2026 – Italia e Giappone, 160 anni di amicizia e futuro
Martedì 6 ottobre 2026, ore 20.30
Palazzo Chigi Saracini – Accademia Musicale Chigiana
Siena
Ingresso libero fino a esaurimento posti.
È fortemente raccomandata la prenotazione via email:
[email protected]
L’iniziativa è realizzata in occasione del 160° anniversario delle relazioni diplomatiche tra Italia e Giappone, in collaborazione con la Sasakawa Music Foundation e la Nippon Foundation, nell’ambito dello Stradivari Gala 2026.

Programma
Niccolò Paganini
Quartetto per chitarra n. 15 in La maggiore, MS 42 (1810 ca.)
I. Maestoso
Carlotta Dalia, chitarra; Pinchas Adt, violino; Christoph Vandory, viola; Raphael Paratore, violoncello
Bohuslav Martinů
Tre madrigali per violino e viola, H. 313 (1947)
I. Poco allegro
Benjamin Beilman, violino; Christoph Vandory, viola
Niccolò Paganini
Quartetto per archi n. 3 in La minore, MS 20 (1818–1819)
III. Andante con variazioni; IV. Finale. Presto
Goldmund Quartet
Charles Dancla
Le Carnaval de Venise, Fantasia per quattro violini, op. 119 (1868)
Reiko Watanabe, 1° violino; Rino Yoshimoto, 2° violino; Benjamin Beilman, 3° violino; Giuseppe Gibboni, 4° violino
Johannes Brahms
Quartetto per pianoforte n. 1 in Sol minore, op. 25 (1861)
IV. Rondo alla Zingarese. Presto
Giuseppe Gibboni, violino; Christoph Vandory, viola; Raphael Paratore, violoncello; Roberto Arosio, pianoforte
Robert Schumann
Quartetto per pianoforte in Mi bemolle maggiore, op. 47 (1842)
III. Andante cantabile
Rino Yoshimoto, violino; Christoph Vandory, viola; Raphael Paratore, violoncello; Roberto Arosio, pianoforte
Paul Juon
Silhouettes, op. 9, n. 1 (1899)
I. Idyll: Allegretto pastorale
Reiko Watanabe, 1° violino; Pinchas Adt, 2° violino; Roberto Arosio, pianoforte
Niccolò Paganini
Cantabile in Re maggiore, op. 17, MS 109 (dopo il 1826)
Giuseppe Gibboni, violino; Carlotta Dalia, chitarra
Benjamin Britten
Simple Symphony, op. 4 (1933–1934)
III. Sentimental Sarabande; IV. Frolicsome Finale
Florian Schötz, Reiko Watanabe, Benjamin Beilman, 1° violino; Pinchas Adt, Rino Yoshimoto, Giuseppe Gibboni, 2° violino; Christoph Vandory, viola; Raphael Paratore, violoncello



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