Il Consiglio comunale di Siena si è riunito in seduta straordinaria oggi, giovedì 17 settembre alle ore 9, nella sala del Capitano del Popolo del Civico Palazzo.
Di seguito l’elenco dei lavori del Consiglio comunale di Siena in continuo aggiornamento (vai all’ordine del giorno).
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I lavori del Consiglio comunale di Siena di giovedì 17 settembre 2026
Sostegno a Mario Roggero, il Consiglio comunale approva una mozione
Il Consiglio comunale di Siena, nella seduta di oggi, giovedì 17 settembre, ha approvato una mozione dei consiglieri del gruppo Lega Salvini premier Orazio Peluso e Maria Concetta Raponi, a sostegno alla richiesta di concessione della grazia a Mario Roggero. L’atto ha ricevuto sette voti favorevoli, cinque voti contrari e un astenuto dei diciassette consiglieri presenti (quattro consiglieri non hanno partecipato al voto, garantendo però il numero legale).
Il documento impegna il Sindaco e la Giunta “ad esprimere, nel pieno rispetto delle decisioni dell’autorità giudiziaria e delle prerogative costituzionali del Capo dello Stato, il sostegno del Comune della grazia a Mario Roggero; a trasmettere il presente atto al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, quale manifestazione della sensibilità espressa dal Consiglio comunale nei confronti della vicenda; a trasmettere altresì il presente atto al Ministro della Giustizia e ai Parlamentari eletti nel territorio toscano”.
Nelle premesse del documento si legge che “la vicenda giudiziaria che ha coinvolto Mario Roggero, titolare di una gioielleria di Grinzane Cavour, ha suscitato un ampio dibattito nazionale sul tema della legittima difesa, della tutela delle vittime dei reati e del rapporto tra giustizia sostanziale e applicazione della norma; nel 2021 Mario Roggero fu vittima di una violenta rapina a mano armata presso la propria attività commerciale, episodio che si concluse con la morte dei rapinatori e il ferimento di un terzo; lo stesso esercizio commerciale era già stato teatro, nel 2015, di una precedente e grave rapina, circostanza che aveva inevitabilmente segnato il titolare e la sua famiglia sotto il profilo umano e psicologico”.
“Considerato che – prosegue la mozione – la sentenza definitiva pronunciata dall’autorità giudiziaria deve essere rispettata quale espressione del principio costituzionale della separazione dei poteri e dello Stato di diritto, ciò non impedisce alle istituzioni rappresentative di esprimere una riflessione sul piano umano e sociale riguardo a vicende che hanno profondamente colpito l’opinione pubblica. Appare evidente come chi subisce ripetute e gravi aggressioni possa trovarsi in una condizione di particolare turbamento emotivo, paura e stress, elementi che meritano sempre un’attenta valutazione nelle situazioni caratterizzate da estrema violenza. Il tema della legittima difesa continua ad alimentare un importante confronto anche a livello comparato, con ordinamenti europei che attribuiscono particolare rilievo allo stato psicologico della vittima nel momento della reazione”.
“Il Ministro della Giustizia – si legge – ha avviato l’istruttoria prevista dall’ordinamento ai fini della possibile concessione della grazia; ai sensi dell’articolo 87 della Costituzione, il potere di concedere la grazia appartiene al Presidente della Repubblica, il quale esercita tale prerogativa in piena autonomia, valutando le circostanze del caso concreto e i profili di carattere umanitario ed equitativo”. La vicenda di Mario Roggero, secondo la mozione, rappresenta “un caso eccezionale sotto il profilo umano e sociale” e per questo “possano sussistere ragioni di particolare equità e umanità tali da giustificare una favorevole valutazione della concessione della grazia”.
Adattamento ai cambiamenti climatici, Magi: “L’ambizione è fare di Siena un contesto pilota”
Le misure di adattamento ai cambiamenti climatici, con particolare riferimento alle ondate di calore, sono state l’oggetto dell’interrogazione presentata durante il Consiglio comunale di oggi, giovedì 17 settembre, dai consiglieri Giulia Mazzarelli, Anna Ferretti, Alessandro Masi, Gabriella Piccinni e Luca Micheli del gruppo Partito Democratico e Monica Casciaro del gruppo Siena Sostenibile. Ha risposto l’assessore all’ambiente, alla transizione ecologica e alle politiche per la sostenibilità del Comune di Siena, Barbara Magi.
“Dal punto di vista della pianificazione – ha spiegato Magi – è in corso la redazione del Piano d’azione per l’energia sostenibile e il clima (Paesc), un documento programmatico con cui le amministrazioni comunali pianificano le azioni per ridurre le emissioni di gas serra e adattarsi ai cambiamenti climatici. Abbiamo dato un incarico a un professionista per la stesura, che avverrà ovviamente in collaborazione con i nostri uffici per il reperimento dei dati e con la Giunta tutta per la condivisione degli intenti e dei progetti. Come è noto, gli obiettivi principali del documento sono: la riduzione della CO2, con un taglio delle emissioni di almeno il 40 per cento entro il 2030; la neutralità carbonica, per arrivare a zero emissioni nette entro il 2050; aumentare l’efficienza energetica e l’uso di energia pulita da fonti rinnovabili; la resilienza climatica, preparando il territorio agli eventi climatici estremi. Il Piano nasce dall’adesione volontaria dei Comuni al Patto dei Sindaci. Il Comune di Siena ha aderito formalmente al Patto dei Sindaci per il clima e l’energia il 16 settembre 2021, tramite una delibera approvata dal Consiglio comunale. Le parti chiave sono due: la mitigazione, pianificando e adottando strategie per frenare il surriscaldamento globale agendo sui consumi e sui rifiuti; l’adattamento, studiando e mettendo in campo misure per proteggere la città da ondate di calore, alluvioni e siccità. Il documento nella sua stesura di base dovrebbe essere pronto per la fine dell’anno 2026 e, trattandosi di un elemento di pianificazione, rappresenterà il primo fondamentale passo di un percorso articolato e continuo”.
“Stante la situazione delle ultime stagioni estive e le rilevate ondate con temperature elevate – ha proseguito l’assessore – il Comune di Siena ha implementato, tramite gli strumenti vigenti e più recenti introdotti, una serie di strategie tese a incrementare e pianificare la realizzazione di vere e proprie infrastrutture verdi, e non semplici interventi di messa a dimora di alberature. Si è provveduto, nei limiti delle disponibilità, a realizzare alcune isole verdi costituite da numerose alberature, posizionate a occupare e valorizzare spazi erbosi, come ad esempio le aree di recente impianto nel parco Unità d’Italia, nella zona di via Simone Martini e di via delle Province, dove si è rilevata la possibilità di installare anche sistemi automatici di irrigazione. Si è inoltre provveduto ad arricchire di alberature l’area di sosta dell’ex Campino di San Prospero, sfruttando in questo caso l’acqua di scolmatura del bottino di Fontebranda per l’irrigazione. Con l’assunzione in servizio di un funzionario agronomo, è attualmente in fase di studio e valutazione la possibilità di individuare altre zone dove sia possibile la realizzazione di infrastrutture verdi, con messa a dimora di alberature destinate a costituire ‘rifugi climatici’ in occasione dei sempre più frequenti fenomeni estremi. Come noto, stiamo redigendo il Piano del verde (o, meglio, il Piano urbano della natura), siamo in piena fase partecipativa e di definizione, ferme restando le linee base. Particolare attenzione viene riservata allo studio e pianificazione di interventi tesi a valorizzare le acque di scolmatura dei Bottini che, come dice il termine, non vanno a influire sul flusso ordinario, ma cercano di valorizzare le aliquote destinate ad essere disperse in fognatura”.
“In tema di resilienza idrica – ha evidenziato l’assessore Barbara Magi – l’amministrazione comunale sta inoltre lavorando alla costruzione di nuove forme di collaborazione con il mondo della ricerca e dell’innovazione, con l’obiettivo di rafforzare la capacità del territorio di conoscere, anticipare e gestire i rischi connessi ai cambiamenti climatici. Tra le iniziative in fase di sviluppo rientra un progetto dedicato alla resilienza climatica e ambientale di Siena, orientato alla raccolta e integrazione di dati territoriali e alla loro trasformazione in strumenti utili alla programmazione e alle decisioni dell’amministrazione. Particolare attenzione sarà rivolta ai rischi idrici, agli eventi climatici estremi e alla vulnerabilità delle infrastrutture e del territorio, con l’ambizione di fare di Siena un contesto pilota per lo sviluppo di strumenti innovativi di prevenzione e pianificazione della resilienza”.
La consigliera Giulia Mazzarelli del gruppo Partito Democratico, che ha illustrato l’interrogazione, ha replicato: “Mi ritengo parzialmente soddisfatta. Emergono una serie di azioni che l’amministrazione intende portare avanti e che in parte sono già iniziate. Il lavoro sulla redazione del Paesc è fondamentale, e a questo dovrà necessariamente seguire un lavoro sistemico per far dialogare e rendere organiche le varie azioni con la pianificazione urbanistica in tutti i suoi ambiti e strumenti. All’interno dello strumento generale ci dovrà essere come linea d’indirizzo l’adattamento ai cambiamenti climatici, con una visione e una pianificazione più organica. I segnali inequivocabili dell’estate appena trascorsa, la più calda dal 1950 e probabilmente la prima di una serie in cui le giornate di caldo estremo saranno uguali o di più, ci impongono di delineare una strategia complessiva che vada oltre ai singoli interventi. C’è da investire sulle infrastrutture verdi, che rispondono alla necessità di avere più ombra e più vegetazione per mitigare il caldo; c’è da rendere il suolo più permeabile, non solo per attenuare gli effetti della calura, ma soprattutto per evitare conseguenze drammatiche in caso di eventi atmosferici estremi, come purtroppo abbiamo provato sulla nostra pelle con l’alluvione del 2024; c’è da adottare una strategia di gestione delle acque, con Siena che parte da una situazione critica anche solo nella raccolta delle acque piovane; c’è da organizzare il maggior numero possibile di rifugi climatici, nella direzione di creare spazi pubblici che possano essere in grado di affrontare queste situazioni di caldo estremo che saranno sempre più frequenti. Dobbiamo andare oltre. Porto ad esempio quanto fatto dall’amministrazione comunale di Reggio Emilia, che ha adottato una strategia complessiva di adattamento ai cambiamenti climatici, con obiettivi e misure concrete. Bene che Siena abbia iniziato a ragionare su questo, ma adesso è necessario mettere tutto a sistema e pianificare d’insieme”.
Emergenza caldo nella Casa circondariale di Siena, Papi: “Attivato il garante, situazione senza particolari criticità grazie alle misure predisposte”
“Non sono state evidenziate particolari criticità grazie soprattutto alle misure adottate dalla direzione”. Questa la risposta dell’assessore ai servizi sociali del Comune di Siena, Micaela Papi, all’interrogazione presentata dai consiglieri Alessandro Masi e Gabriella Piccinni (Pd) sulla condizione dei detenuti della Casa circondariale di Santo Spirito in questa particolare emergenza di caldo, durante il Consiglio comunale di oggi, giovedì 17 settembre.
“Il tema sollevato – ha detto Papi – riguarda una condizione particolarmente delicata, che merita attenzione soprattutto nei periodi caratterizzati da temperature elevate, quando il disagio può essere maggiormente avvertito all’interno degli spazi detentivi. In relazione a quanto richiesto nell’interrogazione, posso confermare che l’amministrazione comunale si è attivata e ha mantenuto una costante interlocuzione con la Casa circondariale di Siena, e in particolare con il direttore Graziano Pujia, nell’ambito di un rapporto di collaborazione istituzionale che riteniamo importante non soltanto in occasione di specifiche emergenze, ma più in generale per conoscere e seguire le condizioni della popolazione detenuta. Un ruolo fondamentale in questa attività di raccordo è naturalmente svolto dal Garante comunale delle persone private della libertà personale Stefano Longo”.
“In particolare – ha specificato l’assessore -, lo scorso 28 luglio il Garante ha effettuato una visita presso la Casa circondariale di Santo Spirito, nel corso della quale ha potuto verificare direttamente le condizioni dell’Istituto e confrontarsi sulle misure adottate per far fronte al periodo estivo e alle temperature particolarmente elevate. Nella relazione del comandante del reparto della Casa circondariale emerge che, anche nella fase caratterizzata dalle temperature più elevate e da una presenza detentiva superiore alla capienza ordinaria, non sono state registrate particolari criticità o eventi di rilievo direttamente riconducibili alle condizioni climatiche. La documentazione trasmessa dall’Istituto evidenzia che sono stati predisposti interventi finalizzati a contenere gli effetti della calura e a garantire condizioni detentive il più possibile equilibrate”.
“Credo sia giusto sottolineare – ha aggiunto Papi – , da questo punto di vista, l’attenzione dimostrata dalla direzione dell’istituto, che pur operando in un contesto non semplice e caratterizzato anche da una costante scarsità di risorse, ha cercato di mettere in campo una serie di misure concrete per affrontare il periodo più critico. Per quanto riguarda, nello specifico, l’emergenza caldo, la Casa circondariale dispone già dallo scorso anno di un numero significativo di ventilatori. Quaranta ventilatori sono stati donati dalla Caritas, ai quali si sono aggiunti ulteriori apparecchi acquistati recentemente dalla stessa Casa circondariale e altre disponibilità provenienti dal mondo associativo. La direzione ha provveduto a dotare ogni camera detentiva di uno o più ventilatori, in relazione alle dimensioni dello spazio di pernottamento. Sono inoltre stati predisposti sistemi di ventilazione e di nebulizzazione dell’acqua negli spazi esterni destinati ai passeggi e nei luoghi di vita comune. La presenza di ventilatori e nebulizzatori sia nelle camere di pernottamento sia negli spazi comuni è riscontrata anche nel report dell’istituto”.
“Anche sul tema dell’idratazione – ha risposto Papi – sono state adottate specifiche misure: le sezioni detentive sono state dotate di appositi freezer per refrigerare l’acqua potabile in bottiglia, così da renderla disponibile in qualsiasi momento ai detenuti che ne facciano richiesta. Particolare attenzione è stata inoltre riservata all’aspetto sanitario. La situazione è stata monitorata attraverso specifiche raccomandazioni e attraverso visite mediche più frequenti nei confronti delle persone detenute maggiormente esposte ai rischi connessi alle temperature elevate. E’ importante sottolineare anche il ruolo svolto dal territorio e dal terzo settore: la documentazione dell’istituto sottolinea il valore del contributo proveniente dalla Caritas e dall’Associazione Italiana Giovani Avvocati, che attraverso proprie donazioni hanno contribuito concretamente a migliorare le condizioni all’interno dell’istituto”.
“Per quanto riguarda direttamente la visita effettuata il 28 luglio – ha detto ancora l’assessore – , il Garante ha avuto modo di constatare personalmente le condizioni complessive della struttura. Dagli elementi acquisiti emerge una situazione di generale tranquillità, con un ambiente descritto come sereno, ordinato e pulito e privo di evidenti criticità, naturalmente nei limiti determinati dalle condizioni climatiche particolarmente sfavorevoli. Questo dato è per noi significativo perché conferma l’utilità di un rapporto diretto e costante tra il Comune, il Garante e la direzione, ciascuno naturalmente nel rispetto delle proprie funzioni e competenze”.
“L’amministrazione comunale – ha spiegato Papi – non ha competenze dirette nella gestione dell’istituto penitenziario, ma può e deve svolgere un ruolo di attenzione, di ascolto e di raccordo istituzionale. Ed è proprio in questa prospettiva che considero particolarmente importante la disponibilità al confronto e alla collaborazione dimostrata dalla direzione , che consente anche al Comune di avere un quadro aggiornato delle condizioni dell’istituto e di valutare, laddove necessario e possibile, eventuali forme di collaborazione con il territorio”.
“Alla data odierna – ha detto l’assessore – la fase più critica legata alle alte temperature può considerarsi sostanzialmente superata. Questo naturalmente non significa abbassare il livello di attenzione. Il rapporto con il Garante è stato attivato, la situazione è stata verificata direttamente all’interno della Casa circondariale e il confronto con il direttore dell’istituto e con l’amministrazione penitenziaria ha consentito di acquisire elementi concreti sulle condizioni della popolazione detenuta e sulle misure adottate. Credo sia importante sottolineare questo aspetto: il compito dell’amministrazione comunale non è quello di sovrapporsi alle competenze dell’amministrazione penitenziaria, ma quello di mantenere aperto e costante il dialogo con la direzione dell’istituto, attraverso anche la preziosa funzione del Garante, affinché eventuali problematiche possano emergere ed essere affrontate con tempestività. Alla luce degli elementi attualmente disponibili, possiamo quindi affermare che l’emergenza caldo è stata adeguatamente monitorata e affrontata con una serie di interventi concreti, per attenuarne gli effetti sulla popolazione detenuta”.
“L’amministrazione comunale – ha concluso l’assessore Micaela Papi – intende pertanto proseguire il rapporto di collaborazione con la direzione della Casa circondariale, mantenendo un’interlocuzione costante. Riteniamo infatti importante che, anche al di là della specifica emergenza estiva, l’attenzione alle condizioni di vita delle persone private della libertà personale rimanga costante, attraverso un rapporto di collaborazione istituzionale, di ascolto e di confronto che permetta di affrontare tempestivamente eventuali criticità”.
La consigliera Gabriella Piccinni (Pd), che ha illustrato l’interrogazione, ha replicato: “Io non posso non ribadire anche nella replica il rammarico per la tardiva discussione di questa interrogazione, presentata nel mese di luglio; i meccanismi di questo Consiglio devono essere più ricettivi su tematiche come queste che riguardano la salute e la tutela dei diritti fondamentali. Per questo non mi dichiaro soddisfatta della risposta. Nella sostanza dell’intervento dell’assessora, prendo atto dei rapporti continui con la direzione della Casa circondariale e con il Garante; noto, sarà un caso, che la nostra interrogazione è stata seguita sei giorni dopo proprio dall’opportuna visita del Garante, che ha registrato una situazione ‘serena e tranquilla’. L’affollamento delle carceri, però, è un dato strutturale, a livello nazionale supera il 134 per cento e anche a Siena la permanenza è estremamente gravosa. Questo rapporto fra affollamento e caldo doveva essere messo maggiormente in evidenza nel dibattito cittadino e nazionale. Chiederei un nuovo sopralluogo delle nostre Commissioni consiliari all’interno del carcere di Santo Spirito: a distanza di due anni dal precedente incontro, sarebbe interessante replicarlo, così da verificare con in nostri occhi lo stato della Casa circondariale e per sentire direttamente la voce dei detenuti. Ricordo che il nostro gruppo consiliare ha presentato una serie di interrogazioni sul tema del carcere, ad esempio sugli spazi per lo svolgimento dell’attività fisica e sulla profonda carenza di personale, chiedendo all’amministrazione di farsi parte attiva con il Governo per tamponare quest’emergenza. Abbiamo anche presentato un’interrogazione per il rinnovo delle strutture sportive del carcere, ormai fatiscenti, visto anche che molti dei detenuti sono di giovane età. Continueremo a monitorare la situazione perché la Casa circondariale di Santo Spirito non sia un luogo emarginato, ma parte integrante della nostra comunità cittadina”.
Rette Asp “Città di Siena”, Giordano: “Adeguamento contenuto, le tariffe restano sotto la media delle residenze cittadine”
L’aumento delle rette delle residenze sanitarie assistenziali gestite da Asp “Città di Siena” al centro dell’interrogazione presentata oggi, giovedì 17 settembre, nel corso del Consiglio comunale di Siena, dai consiglieri del gruppo Partito Democratico Alessandro Masi, Anna Ferretti, Giulia Mazzarelli, Luca Micheli e Gabriella Piccinni. Ha riposto all’interrogazione l’assessore alla sanità e al diritto alla salute del Comune di Siena Giuseppe Giordano.
“L’adeguamento delle rette – ha spiegato Giordano– è stato deliberato dal Consiglio di amministrazione di Asp lo scorso 23 luglio ed è entrato in vigore il primo settembre. La scelta risponde innanzitutto all’esigenza di ridurre, almeno in parte, il divario tra la quota sociale applicata nelle strutture dell’Azienda e quella delle altre Rsa presenti nel territorio comunale. A Campansi e Caccialupi la quota giornaliera è passata da 55,27 a 56,27 euro, mentre la media delle strutture presenti nel Comune di Siena è pari a 59,83 euro. Anche dopo l’incremento, quindi, la tariffa di Asp resta inferiore alla media comunale di 3,56 euro al giorno e leggermente al di sotto anche della media provinciale, pari a 56,41 euro”.
“C’è poi – ha proseguito l’assessore – un tema legato al rapporto tra le rette riconosciute e il costo effettivo dell’assistenza. A fronte di un tasso di occupazione delle strutture superiore al 96 per cento, con quello nominale prossimo al 98 per cento, il costo dell’assistenza è stimato prudenzialmente in circa 125 euro per ospite al giorno. Per un posto convenzionato, dopo l’aumento, vengono riconosciuti complessivamente circa 115,37 euro al giorno, con un differenziale ancora negativo di circa 9,63 euro. Su questo incidono diversi fattori: i rinnovi dei contratti collettivi, l’aumento dei prezzi delle derrate alimentari e dell’energia, i maggiori costi per servizi, manutenzioni e forniture e gli oneri fiscali legati alla questione Ires”.
“Per quanto riguarda il confronto con le famiglie – ha aggiunto l’assessore – non era prevista dal disciplinare una formale concertazione sulla determinazione delle rette. Il presidente del Comitato dei familiari e dei residenti è stato informato il 30 luglio e il giorno successivo è stata inviata la comunicazione ufficiale alle famiglie, con un mese di preavviso rispetto all’entrata in vigore dell’adeguamento. Un successivo incontro tra il presidente di Asp e il Comitato si è poi svolto il 10 agosto”.
“L’incremento di un euro – ha sottolineato Giordano – comporterà un maggiore introito stimato in circa 40mila euro per il periodo settembre-dicembre 2026 e in circa 110mila euro per l’intero 2027. Sono risorse che contribuiranno al riequilibrio dell’Azienda, ma che da sole non sono sufficienti a compensare l’aumento complessivo dei costi. L’adeguamento tariffario rappresenta quindi una delle misure inserite in una strategia più ampia, che comprende il contenimento e la razionalizzazione dei costi, l’efficientamento organizzativo ed energetico, la revisione delle procedure di acquisto e la valorizzazione delle entrate e del patrimonio aziendale”.
“Dal punto di vista economico/finanziario – ha continuato Giordano – la situazione di Asp è complessivamente equilibrata e costantemente monitorata, senza tensioni di liquidità tali da incidere sulla gestione ordinaria e sulla continuità dei servizi. Dal confronto fra il consuntivo 2025 e il forecast 2026, elaborato sulla base dei dati al 30 giugno, emerge inoltre un significativo miglioramento del margine operativo lordo, nonostante l’aumento dei costi sostenuti dall’Azienda. Sul risultato economico incidono anche gli effetti della contestazione dell’Agenzia delle Entrate relativa al regime Ires. L’accordo sottoscritto nel giugno 2026 per gli anni d’imposta dal 2019 al 2024 ha comportato un onere complessivo di circa 647mila euro, cui si aggiunge nel 2026 un maggiore versamento prudenziale di circa 137mila euro. Il Consiglio di amministrazione ha già avviato le procedure di contestazione finalizzate anche al recupero delle somme versate in eccedenza”.
“Tra le azioni messe in campo – ha concluso l’assessore – ci sono, oltre al parziale riallineamento delle tariffe, la ricerca di nuove partnership e forme di acquisto aggregato, il ricorso al Sistema dinamico di acquisizione per le forniture, il consolidamento delle collaborazioni con Cet e Cispel, l’efficientamento energetico degli immobili, la razionalizzazione dei costi, il mantenimento degli elevati livelli di occupazione e la valorizzazione del patrimonio attraverso lo sviluppo di nuovi servizi e nuove entrate. L’amministrazione comunale continua inoltre a svolgere un’attività costante di indirizzo e monitoraggio nei confronti di Asp. In questo quadro rientra anche l’ampliamento sperimentale dell’orario della Farmacia comunale 3, che dal primo ottobre 2026 al 31 marzo 2027 sarà aperta con orario continuato dalle 7.30 alle 20.30. Dal mese di luglio, anche grazie allo spostamento degli stalli dei taxi in piazzale Rosselli, le vendite della farmacia sono cresciute del 10 per cento, con circa settecento clienti in più rispetto a luglio 2025. Il Comune è inoltre intervenuto sospendendo temporaneamente il canone annuo di locazione dei locali della mensa centralizzata e rimborsando il costo effettivo dei pasti mensa”.
Il consigliere Alessandro Masi (Pd), che ha illustrato l’interrogazione, ha replicato: “ringrazio l’assessore e mi dichiaro soddisfatto della completezza della risposta, ma non del quadro della situazione che ne emerge. Si tratta infatti di uno scenario che preoccupa anche il Comune, che ha chiesto aggiornamenti all’Asp, come emerge dalla risposta. Mi convince poco il fatto che in una struttura esemplare come il Campansi, di cui condividiamo tutti il profondo significato culturale e sociale, si vada ad applicare un aumento tariffario giustificandolo semplicemente con un riallineamento alla media tariffaria comunale e provinciale. È stato risposto che sono aumentati l’occupazione, i costi fissi (rinnovo contratto nazionale), l’incertezza sull’applicazione dell’Ires per Asp, ma sono cresciuti anche gli ospiti accolti, e quindi è aumentato anche il contributo degli utenti autosufficienti a tariffa piena. Trovo invece strumentale fare riferimento alla mancata liquidazione delle risorse regionali promesse: queste ultime sono previste nel bilancio 2027 e arriveranno, dato che la Regione non ha mai fatto mancare la sua attenzione ai settori sociali, socio- assistenziale e sanitario, soprattutto in questa Citta’. Infine, sulla decisione dell’aumento: nella risposta a questa interrogazione ci è stato detto che è stata solo comunicata agli ospiti, ma non partecipata. Ma se il Campansi è una comunità che rappresenta il capitale sociale della città ed i rapporti tra le generazioni, la partecipazione in passaggi come questi va salvaguardata; altrimenti, gli ospiti e le loro famiglie diventano solo utenza passiva, e questo non va mai bene. Allora, dobbiamo chiederci cosa si possa fare anche noi come Comune di Siena, concretamente, per tutelare il valore simbolico della cura del Campansi. Si possono destinare risorse aggiuntive e sostenere progetti specifici, per accompagnare la riorganizzazione interna di Asp? Si parla sempre del valore della popolazione anziana, ma serve un’idea chiara di valorizzazione che si traduca anche in un eventuale sostegno progettuale. Chiediamoci quindi, come Comune, se oltre al mero monitoraggio si possa fare qualcosa in più affinché il governo delle tariffe al Campansi rimanga entro un limite esemplare, a significare che in questo comune la Cura conta. Arriverà presto il tempo di scelte di bilancio radicali e il Campansi e le politiche sociali rappresentano una priorità che non può essere messa in discussione. Questo è il punto politico centrale e non rinviabile che noi consegniamo oggi al governo della città.”
Illuminazione pubblica, Bianchini: “Procedura di gara entro il 2026 A fine anno via anche ai lavori in viale dei Mille”
“La procedura di gara sull’illuminazione pubblica dovrebbe attivarsi entro l’anno, mentre per quanto riguarda viale dei Mille i lavori sono in corso nelle vie limitrofe, il cantiere arriverà nella zona entro l’anno”. Con queste parole l’assessore ai lavori pubblici e al patrimonio del Comune di Siena, Massimo Bianchini, ha risposto durante la seduta del Consiglio comunale di oggi, giovedì 17 settembre, all’ interrogazione presentata dalla consigliera del gruppo Partito Democratico, Anna Ferretti, sull’illuminazione pubblica, con particolare attenzione alle problematiche di viale dei Mille.
“Per quanto attiene la valutazione delle tre proposte pervenute in merito alla procedura di partenariato pubblico e privato su impianti di illuminazione pubblica e servizi accessori – ha spiegato Bianchini – è in fase di definizione e sottoscrizione, la convenzione con il Consorzio Toscana Energia di cui il Comune di Siena è socio e che offre servizi utili alla compiuta valutazione sia di ordine tecnico che di ordine economico finanziario. All’esito della valutazione la proposta che risulterà migliore per l’amministrazione sarà messa a gara come previsto dal codice dei contratti. La procedura di gara dovrebbe attivarsi entro l’anno 2026 e sarà quindi necessaria una ulteriore proroga tecnica prevista, peraltro con una procedura in corso di definizione. Le proposte pervenute contengono ipotesi di miglioramento e di implementazione sugli impianti esistenti, ma va comunque sottolineato che nella fase di gara potranno essere affinate e rese aderenti ai desiderata della amministrazione”.
“Per quanto attiene nel dettaglio viale dei Mille – ha aggiunto l’assessore – i lavori sono in corso e sono iniziati da viale Cadorna e via Diaz e proseguiranno per arrivare a via dei Mille entro il corrente anno. Negli interventi è certamente prevista l’integrazione di punti luce dedicata ai marciapiedi ed ai percorsi pedonali in genere e la segnalata problematica dovrebbe trovare soluzione consentendo una utile convivenza di alberature di infrastrutture. I marciapiedi di viale dei Mille sono oggetto di attenzione ed è in fase di revisione un progetto a suo tempo redatto e mai portato avanti in attesa di definizione degli interventi sulla intera area”.
La consigliera Anna Ferretti del gruppo Partito Democratico ha replicato: “Ringrazio per la risposta, ma non è stato chiarito se siano previsti interventi sui marciapiedi di via dei Mille e, da quanto abbiamo ascoltato, presumo che al momento non sia programmato nulla. Prendiamo atto che la gara per l’illuminazione, se tutto procederà secondo i tempi indicati, dovrebbe andare a buon fine. Quello dell’illuminazione della città è però un tema fondamentale, sul quale anche il Prefetto ha richiamato l’attenzione, chiedendo una maggiore illuminazione, in particolare nella zona di Fontebranda. Su questo argomento il consigliere Masi aveva già presentato un’interrogazione nel gennaio 2025 e l’assessore Loré aveva risposto che entro la fine dello stesso anno si sarebbe provveduto. Una previsione che, a oggi, non si è concretizzata: chiediamo quindi all’assessore di verificare che questi punti luce vengano effettivamente installati e illuminino a dovere i marciapiedi. Resta poi aperto il problema dei marciapiedi, che considero particolarmente importante. In alcuni tratti le radici degli alberi hanno compromesso la pavimentazione e i pedoni incontrano difficoltà nel camminare. Non è pensabile che una strada centrale come via dei Mille continui a non avere una soluzione. Mi auguro che anche nell’ambito della progettazione del parco urbano possa essere prevista una sistemazione complessiva e corretta di questa strada. Abbiamo avuto modo di percorrerla insieme a un gruppo di donne e ci siamo rese conto direttamente delle difficoltà incontrate da chi utilizza passeggini o carrozzine e, più in generale, dalle persone con difficoltà nella deambulazione. Via dei Mille è un punto nevralgico della città e ritengo necessario intervenire, prevedendo negli strumenti di pianificazione soluzioni adeguate sia per l’accessibilità sia per l’illuminazione, anche in un’ottica di genere e di sicurezza per tutti”.
Tribunale di Siena, Fabio: “Presidio da tutelare e rafforzare Nessuna ipotesi concreta di soppressione o accorpamento”
La situazione del Tribunale di Siena, con particolare riferimento alla carenza di personale e alle prospettive di mantenimento del presidio giudiziario, è stata al centro dell’interrogazione presentata durante la seduta del Consiglio comunale di oggi, giovedì 17 settembre, dai consiglieri del gruppo Partito Democratico, Alessandro Masi, Anna Ferretti, Giulia Mazzarelli, Luca Micheli e Gabriella Piccinni. A rispondere è stato il Sindaco di Siena, Nicoletta Fabio.
“Il Tribunale di Siena deve essere tutelato e sempre più rafforzato – ha sottolineato il Sindaco di Siena Nicoletta Fabio –. Siamo perfettamente a conoscenza delle criticità che interessano gli uffici giudiziari senesi e, in particolare, della carenza di personale amministrativo. Sono criticità reali, che non intendiamo minimizzare”.
“Su questo tema l’attenzione deve restare alta – precisa il Sindaco Fabio – Lo scorso 5 agosto il Governo ha accolto, con una riformulazione, un ordine del giorno presentato dall’onorevole Francesco Michelotti, assumendo l’impegno a continuare a monitorare la situazione degli organici del Tribunale di Siena. È un passaggio importante, perché riconosce la necessità di seguire con attenzione le carenze ancora esistenti, tenendo conto delle assegnazioni già effettuate e di quelle che devono ancora trovare piena attuazione. Le difficoltà strutturali degli uffici giudiziari senesi sono state quindi portate formalmente all’attenzione del Governo. A Siena si è inoltre conclusa la procedura di stabilizzazione del personale assunto nell’ambito del Pnrr, con undici contratti a tempo indeterminato. È un risultato positivo, anche se non sufficiente a colmare integralmente le carenze esistenti, anche perché queste risorse sono distribuite fra diverse funzioni giudiziarie”.
Il Sindaco ha quindi evidenziato come il problema degli organici non possa considerarsi risolto, ma come siano stati compiuti alcuni passi in avanti. “Lo Stato non è rimasto fermo – ha spiegato –. Dopo l’accoglimento dell’ordine del giorno sono previsti ulteriori sviluppi e, secondo quanto riportato dalla stampa locale a fine agosto, per il Tribunale di Siena è previsto l’arrivo di altri tredici assistenti amministrativi. Un rafforzamento che va nella direzione di aumentare il personale disponibile e garantire maggiore continuità al lavoro degli uffici”.
“Si tratta di una risposta positiva che naturalmente non esaurisce tutte le necessità – ha aggiunto Fabio –, ma dimostra che il tema è seguito e che alle sollecitazioni istituzionali stanno facendo seguito misure concrete. Il Tribunale di Siena sostiene carichi di lavoro rilevanti e ha ottenuto risultati importanti nella riduzione dell’arretrato e dei tempi di definizione dei procedimenti: risultati che vanno riconosciuti al lavoro quotidiano dei magistrati, del personale amministrativo, degli avvocati e di tutti gli operatori della giustizia”.
Per quanto riguarda le ipotesi di soppressione o accorpamento del Tribunale, il Sindaco ha invitato a “mantenere una distinzione molto netta fra problemi reali e scenari ipotetici”.
“Allo stato attuale – ha specificato il Sindaco Fabio – non ci risulta alcun atto, progetto o proposta del Ministero della Giustizia che preveda la soppressione o l’accorpamento del Tribunale di Siena. Non esiste dunque un procedimento aperto che ponga concretamente a rischio la permanenza del presidio giudiziario senese. Questo non significa abbassare la guardia. La presenza degli uffici giudiziari rappresenta un elemento strategico per Siena. Pur non avendo competenze dirette sulle piante organiche del Ministero della Giustizia, come amministrazione abbiamo il dovere politico e istituzionale di rappresentare le esigenze della nostra comunità e di portarle nelle sedi competenti, anche attraverso un costante raccordo con la rappresentanza parlamentare del territorio”.
Infine, sulla proposta avanzata dagli interroganti di arrivare a un documento unitario del Consiglio comunale, il Sindaco ha spiegato che “non vi è alcuna preclusione” qualora l’obiettivo sia sostenere un ulteriore rafforzamento degli organici e una maggiore funzionalità del Tribunale. “Eviterei però – ha concluso – di costruire un documento fondato sul presupposto di una possibile soppressione che, ad oggi, non trova riscontro in alcun atto concreto”.
Il consigliere Alessandro Masi (Pd), che ha illustrato l’interrogazione per il gruppo, si è dichiarato “soddisfatto: è stato chiarito finalmente che per la riforma del Tribunale abbiamo assistito più a una preoccupazione informale che a una dichiarazione ufficiale. E’ un punto dunque chiarito definitivamente per tutti. Condivido, quindi, anche a nome del gruppo del Partito Democratico, il ringraziamento per il lavoro quotidiano svolto da Tribunale e Procura per la nostra Comunità. Sono due funzioni che garantiscono quattro punti cardine per la nostra Città: giustizia; competitività per l’economia, attraverso le risposte che si danno ad aziende e privati; rappresentano poi un elemento di stabilità per chi ha la propria sede legale sul territorio; contribuiscono infine a costituire l’identità della città come capoluogo. La presenza e la stabilità indiscussa del Tribunale e della Procura a Siena ci definisce, con gli altri presidi dello Stato, come capoluogo. E’ importante averlo riconosciuto e chiarito, perché in questa parte della Toscana, che considero centrale, non dobbiamo mai scordarci che abbiamo due Università, un centro di ricerche e produzione per le scienze della vita tra i più importanti del Paese, Banca Mps, la prima azienda della Toscana, uno dei patrimonio artistici e culturali più significativi del mondo: non solo siamo un capoluogo, ma un centro della Toscana, questo non va mai dimenticato ed è anche il senso di questa interrogazione. E’ quindi fondamentale esprimere e confermare la vicinanza a una funzione costituzionale così strategica per la nostra Comunità ed il nostro Territorio, sollecitando il governo nazionale sulla dotazione di risorse umane e materiali. Oggi abbiamo quindi condiviso un avviso ai naviganti sull’importanza delle funzioni giurisdizionali a Siena, la cui stabilità non può essere messa in discussione”.
Bilancio di genere 2024, Papi: “Atto non formale e isolato. Lettura congiunta in Consiglio con il rendiconto 2025”
“Si tratta del primo atto, non isolato e non formale, di un processo che interessa più annualità, con l’obiettivo di considerare gli effetti delle politiche, dei servizi e dell’allocazione delle risorse dell’amministrazione sulle diverse componenti della popolazione’”. Questa la risposta dell’assessore ai servizi sociali del Comune di Siena, Micaela Papi, all’interrogazione presentata dai consiglieri del gruppo Partito Democratico, Anna Ferretti, Alessandro Masi, Giulia Mazzarelli, Gabriella Piccinni e Luca Micheli sulla presentazione del Bilancio di genere redatto dal Comune di Siena per il 2024, durante il Consiglio comunale di oggi, giovedì 17 settembre.
“Il Bilancio di genere consuntivo 2024 – ha spiegato l’assessore Papi – , approvato dalla Giunta comunale con deliberazione del 24 marzo 2026 nell’ambito del progetto Peace2 (Progettare e Animare Comunità Educanti 2), costituisce il primo documento elaborato dal Comune di Siena nell’ambito di un percorso triennale finalizzato alla progressiva integrazione della prospettiva di genere negli strumenti di analisi, programmazione e valutazione delle politiche dell’ente. Non si tratta, pertanto, di un documento isolato o di un adempimento meramente formale, ma del primo passaggio di un processo che interessa più annualità e che ha l’obiettivo di consolidare progressivamente il cosiddetto gender mainstreaming, vale a dire la capacità dell’amministrazione di considerare gli effetti delle proprie politiche, dei propri servizi e dell’allocazione delle risorse sulle diverse componenti della popolazione. Proprio perché riferito alla prima annualità, il lavoro svolto sul consuntivo 2024 ha avuto anche una rilevante funzione metodologica e sperimentale. Nel corso del percorso è stato infatti definito un primo impianto fondato sull’analisi del contesto socio-demografico e territoriale, sull’analisi delle politiche e dell’organizzazione dell’Ente e sulla riclassificazione delle voci di bilancio secondo una prospettiva di genere. Il documento di avanzamento del progetto conferma che questo primo impianto metodologico è stato sviluppato nel 2025 ed è alla base dei successivi Bilanci di genere”.
“Per il Comune di Siena – ha aggiunto – , in particolare, il lavoro è stato valutato come maggiormente strutturato sotto il profilo metodologico e sotto il profilo dell’integrazione fra analisi del contesto, organizzazione dell’ente e programmazione strategica, con approfondimenti relativi, fra l’altro, a demografia, salute, istruzione, lavoro, violenza di genere, personale, governance e società partecipate e con un collegamento con il Piao e con il sistema della programmazione comunale. La redazione del documento è avvenuta con il supporto tecnico-operativo di Terre di Siena Lab, in coordinamento con la Provincia di Siena e con il contributo delle professionalità individuate nell’ambito del progetto, mentre gli uffici comunali hanno assicurato l’attività istruttoria, la raccolta e l’elaborazione dei dati, la riclassificazione delle voci di bilancio e il raccordo con i soggetti attuatori. Il percorso, come noto, è tuttora in corso”.
“È infatti in fase di conclusione il Bilancio di genere consuntivo 2025 – ha spiegato ancora – , per il quale il cronoprogramma del progetto Peace 2 prevede il completamento entro il 30 settembre 2026. Sono in corso le attività di acquisizione dei rendiconti, riclassificazione della spesa in ottica di genere, analisi dell’allocazione delle risorse e predisposizione dei documenti relativi ai Comuni coinvolti. Tale fase ha una funzione prevalentemente valutativa ex post. A questa seguirà il lavoro sugli strumenti previsionali, che assume invece una funzione programmatoria ex ante, cioè direttamente orientata ad accompagnare le Amministrazioni nelle future scelte di allocazione delle risorse. Il Comune di Siena ha già provveduto, per quanto di propria competenza, a mettere a disposizione delle professioniste incaricate la documentazione e gli aggiornamenti necessari alla prosecuzione del lavoro. La deliberazione di giunta del 24 marzo 2026 ha previsto la presentazione del Bilancio di genere 2024 al Consiglio comunale quale momento di condivisione istituzionale e di valorizzazione del percorso di gender mainstreaming avviato dall’ente. Questa previsione resta ferma. Si è tuttavia ritenuto opportuno che la presentazione al Consiglio sia preceduta da un passaggio nelle Commissioni consiliari competenti, Pari Opportunità e Bilancio, che rappresentano la sede più idonea per un primo esame analitico del documento. Tale scelta è collegata anche alla volontà dell’amministrazione di giungere alla successiva presentazione in Consiglio disponendo di un quadro più completo e maturo, attraverso una lettura congiunta del Bilancio di genere consuntivo 2024 e del Bilancio di genere consuntivo 2025, attualmente in fase di completamento”.
“Il documento relativo al 2024 – ha aggiunto Micaela Papi – costituisce infatti il primo passaggio del percorso e ha avuto anche una funzione di impostazione e sperimentazione metodologica; considerato isolatamente, offre pertanto una fotografia necessariamente iniziale. Il Bilancio 2025, potendo beneficiare dell’esperienza maturata nella prima annualità, del progressivo affinamento della metodologia, dell’aggiornamento dei dati e di una più consolidata riclassificazione della spesa, consentirà invece di disporre di un quadro informativo più strutturato, aggiornato e significativo ai fini della valutazione e della programmazione dell’ente. La presentazione congiunta delle due annualità permetterà inoltre di effettuare un primo confronto nel tempo, evidenziando eventuali evoluzioni, criticità e ambiti di intervento, rendendo il confronto in Consiglio più concreto e utile sotto il profilo politico-programmatico. È inoltre in corso di definizione con Terre di Siena Lab una presentazione dedicata, anche alla luce del cronoprogramma complessivo del progetto, che prevede un momento pubblico di restituzione dei risultati, con il coinvolgimento di amministratori, tecnici e stakeholder. L’obiettivo dell’amministrazione è quindi quello di evitare una presentazione puramente formale del documento e di costruire invece un momento di confronto che consenta di valorizzare adeguatamente sia il lavoro svolto sul consuntivo 2024 sia l’evoluzione che il percorso sta già registrando attraverso il consuntivo 2025 e gli strumenti previsionali”.
“Quanto al Piano strutturale – ha concluso – , occorre distinguere i due piani. Il Bilancio di genere 2024 ha natura consuntiva: fotografa e valuta ex post politiche, servizi e risorse riferiti a un esercizio già concluso. Non risulta dai documenti progettuali che la sua presentazione costituisca un passaggio procedimentale propedeutico all’esame o all’approvazione del Piano strutturale. Ciò non significa, naturalmente, che la prospettiva di genere sia estranea alla programmazione territoriale. Al contrario, proprio l’obiettivo del percorso avviato è fare in modo che la lettura dei bisogni della popolazione e delle eventuali differenze nell’accesso ai servizi e alle opportunità diventi progressivamente parte del modo ordinario di programmare le politiche comunali. Per questo motivo riteniamo utile che i contenuti del Bilancio di genere siano conosciuti e approfonditi dalle Commissioni e dal Consiglio; ma riteniamo anche corretto evitare di attribuire al consuntivo 2024 una funzione che metodologicamente non gli appartiene, cioè quella di valutazione preventiva di uno specifico strumento urbanistico. Il passaggio verso una piena integrazione della prospettiva di genere nella programmazione sarà invece sempre più significativo con il consolidamento delle successive annualità e, soprattutto, con i Bilanci di genere previsionali, che il progetto individua espressamente come strumenti destinati a supportare le amministrazioni nelle scelte allocative e che quindi hanno una funzione programmatoria ex ante. In conclusione, il Bilancio di Genere 2024 rappresenta per il Comune di Siena il punto di partenza di un percorso strutturato e non il suo punto di arrivo. L’amministrazione intende proseguire tale percorso, approfondendolo nelle Commissioni consiliari competenti, garantendone la successiva condivisione istituzionale con il Consiglio comunale e utilizzando progressivamente le evidenze che ne derivano come supporto alle scelte di programmazione dell’ente.”
La consigliera Anna Ferretti (Pd), che ha illustrato l’interrogazione, ha replicato: “Non sono soddisfatta. Nella delibera di Giunta è stato scritto che il Bilancio di genere debba essere presentato in Consiglio comunale. I passaggi con le due Commissioni potevano dunque essere fatte prima. Capisco che si vogliano presentare le differenze fra 2024 e 2025, ma portare il bilancio subito in Consiglio significava avviare un percorso di cambiamento di mentalità e fare ragionare su quello che gli atti comunali vogliono dire: un atto vale per tutti, infatti, ma ha riflessi a seconda del genere e questo può determinare discriminazione. Cominciare a ragionare su questi termini sarebbe una cosa importante. Vedere le differenze da un anno all’altro e leggere i raffronti, osservare i percorsi e lavorare in prospettiva sono tutti aspetti che mi trovano d’accordo. Ma un Consiglio comunale che non ha mai affrontato questo tema, ha bisogna di ragionare in modo diverso. La legge 196 del 2009 supportata dal decreto legislativo 116 del 108, ha introdotto l’analisi del rendiconto dello Stato in un’ottica di genere, in tutte le amministrazione centrali: questo perché, lo sottolinea anche il Mef, la spesa pubblica può determinare un impatto diverso su uomini e donne, mitigando o acuendo le disparità esistenti. In assenza d questo si potrebbero dunque determinare barriere di accesso alla fruizione di benefici. Ritengo quindi che una dichiarazione fatta dallo Stato sia un invito a lavorare in questa ottica. E’ positivo che il Comune stia facendo per la prima volta in questo percorso, ma i passaggi dovevano essere altri. Il riferimento al Piano strutturale significava pensare a luoghi sicuri, flessibili, illuminazione, barriere architettoniche, vicinanza ai servizi e possibilità di accesso, attenzione alle aree urbane svantaggiate e tanto altro, in un’ottica importante e fondamentale come quella del Bilancio di genere. Per questo mi sarebbe piaciuto discutere prima del bilancio e poi affrontare l’iter del Piano strutturale anche da questo punto di vista avendo prima effettuato una valutazione collegiale”.
Sito ex Beko di viale Toselli, Fabio: “Concluso lo svuotamento, avviata la progettazione per la bonifica dell’amianto”
Il piano di svuotamento del sito di viale Toselli ex Beko e il processo di rimozione di materiali contenenti amianto sono stati l’oggetto dell’interrogazione presentata durante il Consiglio comunale di oggi, giovedì 17 settembre, dai consiglieri Lorenza Bondi e Marco Falorni del gruppo Siena nel cuore Lorenza Bondi, Marco Falorni Udc. A rispondere è stato il Sindaco, Nicoletta Fabio.
“Le attività di svuotamento del sito, comprese quelle relative ai macchinari e alle precedenti linee produttive – ha spiegato il Sindaco –, sono state tutte completate in data 30 giugno 2026, leggermente in anticipo con il programma previsto. Per quanto riguarda invece la presenza di materiali contenenti amianto, se da un lato è bene precisare che gli interventi di gestione e bonifica fanno capo alla proprietà dell’immobile, cioè Sviluppo Industriale Siena, società che ricordo essere partecipata all’80 per cento da Invitalia e al 20 per cento dal Comune di Siena, dall’altro preciso nuovamente che Beko ha riconosciuto alla società un contributo in conto capitale destinato all’esecuzione dei lavori, e nel mese di luglio è stata avviata la progettazione esecutiva degli interventi. Si procede dunque secondo quanto stabilito negli accordi raggiunti e in coerenza con il percorso complessivo di riqualificazione e reindustrializzazione del sito. Aggiungo, per completezza, che anche per quanto riguarda le attività relative al suolo il percorso sta proseguendo secondo quanto già definito e approvato nelle diverse Conferenze dei servizi. Allo stato attuale non risultano quindi elementi che possano costituire un ostacolo all’insediamento di un futuro soggetto industriale”.
“Naturalmente – ha evidenziato Fabio – il tema delle bonifiche non è separabile dall’obiettivo principale che abbiamo perseguito fin dal primo giorno: restituire al più presto una prospettiva industriale e occupazionale a viale Toselli. La procedura di individuazione e selezione dei potenziali nuovi soggetti industriali prosegue in coordinamento con Invitalia, per gli approfondimenti e i successivi passaggi conseguenti all’avviso pubblico già emesso per la selezione di possibili subentranti negli spazi. Voglio ribadire un punto che per questa amministrazione è sempre stato centrale: l’obiettivo non è soltanto quello di mettere in sicurezza e riqualificare un immobile; l’obiettivo è fare in modo che quello stabilimento torni a essere un luogo di produzione e di lavoro. Per questo il Comune ha deciso, fin dal primo minuto di questa vertenza, di non limitarsi ad assistere dall’esterno alla crisi Beko, ma di assumersi una responsabilità diretta, entrando con Invitalia nella società proprietaria dell’area e investendo risorse comunali nel progetto. Una scelta che abbiamo fatto, con responsabilità e coraggio, per impedire che Siena perdesse definitivamente un pezzo importante del proprio patrimonio produttivo. È un percorso complesso, e posso assicurare al Consiglio che l’amministrazione comunale continuerà a seguirlo passo dopo passo, insieme a Invitalia, al Governo, alle parti sociali e a tutti i soggetti coinvolti. Di fronte a una crisi industriale di queste dimensioni era, a mio avviso, impossibile limitarsi a esprimere solidarietà ai lavoratori, chiedere allo Stato e ad altri di intervenire e attendere l’evoluzione degli eventi. Noi abbiamo scelto la strada più impegnativa e difficile di attivarci, metterci risorse, responsabilità e credibilità istituzionale. Lo abbiamo fatto perché riteniamo che il compito di un’amministrazione sia anche quello di provare a costruire soluzioni, soprattutto quando sono in gioco il lavoro, il futuro produttivo della città, le persone, i lavoratori”.
“Il Comune di Siena – ha concluso il Sindaco Fabio – non è stato e non sarà uno spettatore della vicenda ex Beko. Abbiamo scelto di esserci quando la crisi è esplosa, ci siamo assunti una responsabilità concreta quando è stato necessario salvaguardare il sito e continueremo a esserci”.
Il consigliere Lorenza Bondi (Lorenza Bondi Siena nel cuore, Marco Falorni Udc), che ha illustrato l’interrogazione, ha dichiarato: “Mi ritengo soddisfatta degli aggiornamenti forniti dal Sindaco. Ritengo un elemento positivo che al 30 giugno ci sia stato l’integrale svuotamento dello stabilimento ex Beko, perché era tra le precondizioni per la rimessa in pristino del sito. Così come mi ritengo soddisfatta circa la comunicazione data dal Sindaco riguardo l’avvio della progettazione per la bonifica dell’amianto. Credo ci siano due strade che devono proseguire parallelamente su questo importantissimo tema per il territorio: approntare tutte le attività materiali, pratiche, che rendono il sito stesso di nuovo fruibile e usufruibile, come lo svuotamento di intere filiere e la rimozione dell’amianto, senza le quali sarebbe inutile ragionare su qualsiasi altro aspetto; e l’altro canale, quello dell’individuazione di un soggetto che possa ridare vita alla produzione industriale, attività anch’essa in essere. Ci tengo a ricordare che questa amministrazione si è messa da subito in prima linea attraverso la partecipazione del Comune di Siena alla società Sviluppo Industriale srl, detenendone una quota del 20 per cento laddove il restante 80 per cento è in capo ad Invitalia. Pertanto ci sono attività che hanno una manifestazione esterna più diffusa, come il cronoprogramma sullo stato dei luoghi e delle bonifiche, e diplomazie industriali mirate a individuare un soggetto che dia una prospettiva di lungo periodo allo stabilimento di viale Toselli. Ritengo che questi passaggi stiano andando in parallelo. La parte ‘in chiaro’ che poteva essere discussa in questa sede era l’aggiornamento sugli interventi in atto sull’immobile, per cui confermo il mio ritenermi soddisfatta della risposta del Sindaco che attraverso questo aggiornamento ci ha fornito informazioni a mio avviso necessarie. Penso, infine, che sia sempre opportuno parlarne per mantenere anche il livello mediatico, così fatto in tutto questo periodo da dipendenti, Rsu e sindacati di categoria”.
Velocità di percorrenza in via Enea Silvio Piccolomini, Cardini: “Allo studio soluzioni per garantire maggiore sicurezza”
La velocità di percorrenza in via Enea Silvio Piccolomini è stata l’oggetto dell’interrogazione presentata durante la seduta del Consiglio comunale di oggi, giovedì 17 settembre, dal consigliere Luca Micheli del gruppo Partito Democratico. A rispondere è stato l’assessore alla mobilità e ai trasporti del Comune di Siena, Fiamma Cardini.
“Via Piccolomini – ha spiegato Cardini – risulta classificata a media incidentalità e si colloca al 40esimo posto su 369 strade analizzate all’interno di uno studio sull’incidentalità della rete viaria comunale, che ha classificato le strade comunali secondo tre livelli di incidentalità (basso, medio e alto) sulla base del numero medio di incidenti rapportato alla lunghezza della strada. Nel corso degli anni questa amministrazione, come già comunicato durante il Consiglio comunale del 9 febbraio 2024 dall’assessore Tucci, ha realizzato, nel tratto maggiormente urbanizzato della strada, specifici interventi finalizzati alla moderazione del traffico e al miglioramento della sicurezza degli utenti più vulnerabili. In particolare, sono stati realizzati due attraversamenti pedonali rialzati, accompagnati dai relativi interventi di adeguamento e ampliamento dei marciapiedi e dal potenziamento dell’illuminazione in corrispondenza degli attraversamenti. Inoltre, nel tratto più prossimo al centro storico è stata istituita l’Area a rilevanza urbanistica (Aru) 9 Valli, misura finalizzata non soltanto a tutelare le esigenze di sosta dei residenti e delle attività, ma anche a contenere il traffico veicolare improprio, e in particolare quello legato alla ricerca di parcheggio”.
“Quanto all’intersezione con strada dell’Arbiola – ha evidenziato l’assessore – data la scarsa visibilità reciproca tra i veicoli percorrenti via Piccolomini e, appunto, strada dell’Arbiola, è stata oggetto di valutazione, in collaborazione con l’ufficio Mobilità, la possibilità di apporre un impianto semaforico a chiamata mediante sensori. Tuttavia, tale intervento non è stato realizzato a seguito del parere negativo espresso dal servizio Manutenzione infrastrutture, verde, strade e sottosuolo, parere che evidenzia come la strada dell’Arbiola risulti avere natura giuridica privata, con la conseguenza che la realizzazione del semaforo su via Piccolomini comporterebbe la creazione di un vincolo giuridicamente predominante di una strada privata su una pubblica, densamente trafficata e di alta rilevanza (mentre la strada pubblica prevale sempre su quella privata in termini di potere di supremazia e regolamentazione della pubblica amministrazione e di diritto di precedenza). Quindi, nessun impianto semaforico può essere installato. Per quanto concerne le proposte di installazione di dossi artificiali, il Codice della Strada ne vieta la posa sulle vie percorse da mezzi di soccorso e dal trasporto pubblico, circostanza che rende impraticabile tale soluzione in via Enea Silvio Piccolomini. Quanto alla possibile apposizione di altri sistemi alternativi di protezione, l’eventuale nuova apposizione di attraversamenti pedonali rialzati (che peraltro trovano applicazione in corrispondenza di attraversamenti particolarmente frequentati dai pedoni o caratterizzati da elevata incidentalità) non risolverebbe la problematica segnalata, poiché per i veicoli provenienti da sinistra l’attraversamento si collocherebbe oltre l’intersezione, producendo effetti di rallentamento solo dopo il superamento dell’incrocio”.
“L’unica soluzione attualmente percorribile, già prospettata in passato in risposta ad analoghe segnalazioni – ha spiegato l’assessore Fiamma Cardini –, consisterebbe nell’istituzione dell’obbligo di svolta a destra per i veicoli provenienti da strada dell’Arbiola (direzione porta Romana), con contestuale divieto di svolta a sinistra in strada dell’Arbiola per i veicoli che percorrono via Piccolomini provenienti da Porta Romana in direzione Cerchiaia. Tale provvedimento comporterebbe anche che l’accesso a strada dell’Arbiola sarebbe consentito esclusivamente ai veicoli provenienti da Cerchiaia in direzione porta Romana, con inevitabili disagi ai residenti della zona, i quali sarebbero costretti ad allungare i percorsi di entrata e uscita dalla strada stessa. Tale soluzione, viste anche le segnalazioni ricevute, è attualmente tuttavia in stato di valutazione, ritenendo che l’invocata sicurezza debba prevalere su possibili disagi, dovendo scegliere tra i due mali quello minore”.
Il consigliere Luca Micheli del gruppo Partito Democratico ha replicato: “In altre parole, assessore, mi ha risposto che si deve continuare ad assistere a incidenti. La problematica relativa a questa strada arriva da lontano, e di certo gli attraversamenti pedonali realizzati dalla precedente amministrazione non hanno risolto la questione, non solo perché si trovano ad almeno un chilometro dall’incrocio, ma soprattutto sono fatti male e non costringono a nessuna riduzione di velocità da parte dei veicoli: 62mila euro buttati via. L’assessore Tucci, nel 2024, aveva ipotizzato l’installazione di un semaforo all’intersezione fra via Piccolomini e strada dell’Arbiola: cosa è cambiato nel frattempo? La domanda, quindi, è se si vuole trovare una soluzione per alleviare il problema oppure no. L’unica a mio parere percorribile è quella degli attraversamenti pedonali rialzati, che servono anche a rallentare i veicoli e non solo a far attraversare i pedoni. Ritengo indispensabile una cospicua riduzione di velocità, causa principale degli incidenti, perché via Enea Silvio Piccolomini è una strada, tra l’altro con limite a 30 chilometri orari, che presenta almeno 600 metri senza alcun ostacolo o restringimento di carreggiata, e questo porta i conducenti più imprudenti a superare i limiti. Quando si arriva all’intersezione con strada dell’Arbiola si possono raggiungere velocità anche elevate. Propongo o di allargare l’incrocio, togliendo spazio al parcheggio privato presente in zona, o di installare attraversamenti pedonali rialzati realizzati a opera d’arte, non come quelli presenti adesso che non servono assolutamente a niente e che hanno comportato soltanto un ingente spreco di risorse”.
Liste di attesa e prestazioni diagnostiche. Giordano: “In corso le verifiche tecniche dell’Asl Toscana Sud Est”
“Sono in corso le verifiche sulle cause tecniche dell’anomalia e saranno ulteriormente rafforzati i controlli sulla configurazione delle agende, sui periodi di apertura delle strutture e sui sistemi informatici deputati a impedire l’inserimento di appuntamenti nelle giornate di chiusura. Chiederemo un aggiornamento su questa situazione”. Così l’assessore alla sanità e diritto alla salute del Comune di Siena, Giuseppe Giordano, ha risposto all’interrogazione presentata durante il Consiglio comunale di oggi, giovedì 17 settembre, dal consigliere Enzo De Risi del gruppo Fratelli d’Italia sulla gestione delle liste di attesa della Asl Toscana Sud Est e sulla riprogrammazione delle prestazioni diagnostiche.
“Per il contenuto dell’interrogazione – ha spiegato giordano – si è reso necessario chiedere informazioni alla direzione dell’azienda USL Toscana Sud Est. L’evento oggetto dell’interrogazione riguarda la clinica ‘Rugani’ e, in particolare, alcune prestazioni di risonanza magnetica inizialmente programmate per il 1 agosto 2026. La riprogrammazione si è resa necessaria a seguito di un’anomalia del software di gestione delle agende, che aveva consentito l’inserimento di appuntamenti in una giornata nella quale la struttura risultava chiusa. Si è quindi reso necessario intervenire tempestivamente per correggere le prenotazioni generate dal sistema e ricollocare le prestazioni interessate. Gli utenti coinvolti sono stati complessivamente diciotto, di cui quattordici con classe di priorità D e quattro nella classe B. Nella riprogrammazione è stata mantenuta la distinzione prevista dalle diverse classi di priorità, assicurando ai pazienti in classe B appuntamenti più ravvicinati rispetto a quelli proposti agli utenti in classe D. Il recupero delle prestazioni è stato organizzato nel mese di agosto, periodo nel quale la disponibilità di sedute è fisiologicamente ridotta. Tale circostanza, pur non essendo alla base dell’accaduto, ha reso più complessa la ricollocazione immediata di tutti gli appuntamenti”.
“La direzione aziendale – ha proseguito Giordano – ha evidenziato che le date inizialmente comunicate agli utenti non avevano carattere inderogabile e che nei casi in cui sono state rappresentate esigenze diverse o la necessità di anticipare la prestazione, gli utenti sono stati nuovamente ricontattati e, compatibilmente con le disponibilità e con la relativa classe di priorità, è stata individuata una soluzione alternativa. Alcuni pazienti hanno usufruito di tale possibilità. Con riferimento, in particolare, all’appuntamento delle ore 8:30, la prestazione è stata riprogrammata, sempre presso la Clinica Rugani, per il 25 settembre 2026. Nel corso del contatto telefonico non è stata rappresentata dal paziente la necessità di anticipare l’appuntamento né la richiesta di effettuare l’esame presso un’altra struttura; è stata pertanto confermata la prima disponibilità individuata”.
“La ricostruzione dell’evento – ha concluso – evidenzia, per fortuna, una situazione circoscritta, determinata da un’anomalia, che non dovrebbe comunque accadere, nella gestione informatica dell’agenda e non riconducibile a una modifica ordinaria o generalizzata delle modalità di gestione delle liste d’attesa. Le riprogrammazioni sono state effettuate tenendo conto delle priorità cliniche e delle esigenze espresse dagli utenti. L’azienda è tuttavia consapevole del disagio che tale situazione ha determinato per i cittadini interessati e considera importante le sollecitazioni, che sono utili per intervenire affinché eventi analoghi non si ripetano”.
Il consigliere Enzo De Risi (Fdi), ha replicato: “Ringrazio l’assessore, mi definisco meravigliato del fatto che dalla risposta fornita dalla Asl, la colpa dell’accaduto sia del software o del paziente, non dell’azienda. Circa due mesi fa in Commissione consiliare abbiamo convocato Asl e Azienda ospedaliera sulle liste di attesa. Anche in quel caso non è venuto fuori alcuna responsabilità sulla gestione delle liste di attesa. E’ sempre colpa degli altri, finché non si ragiona in maniera diversa non si otterrà niente. Non è compito del cittadino interessarsi, dietro ogni richiesta ci sono persone che aspettano. La Asl dovrebbe inoltre spiegare perché, nello specifico, alcuni utenti siano stati accontentati e altri no. Spero in un cambio di passo con il nuovo direttore generale, ma le premesse non sono buone: come ci insegna la Fenice di Venezia se cambi il direttore ma non cambiano i suonatori, la musica non cambia. Concludo con una domanda: se esistesse una legge che imponesse all’Asl di rivalersi sull’operatore che non si accorge di un disguido e quindi obbligasse a rimborsare direttamente un cittadino costretto a rivolgersi a una struttura privata, cosa accadrebbe?”.
Ipotesi struttura di accoglienza dei migranti a Costalpino, Fabio: “Nuove soluzioni non devono ricadere solo sul Capoluogo”
“A Costalpino non è prevista l’apertura di un Centro di accoglienza straordinaria per ottanta migranti e non risulta in corso alcuna procedura in questo senso. Su scelte capaci di incidere sulla vita del nostro territorio, il Comune di Siena pretende di essere coinvolto e pretende che vengano ascoltati i cittadini. Siena ha sempre dimostrato solidarietà e capacità di accoglienza, ma solidarietà e accoglienza non significano che ogni nuova soluzione debba ricadere sul Capoluogo”. Questa la risposta del Sindaco Nicoletta Fabio all’interrogazione presentata durante il Consiglio comunale di oggi, giovedì 17 settembre, dal consigliere Maria Antonietta Campolo del Gruppo Misto in merito al presunto allestimento di una struttura di accoglienza per circa ottanta migranti presso l’ex casa di riposo “Casa Annamaria” nella frazione di Costalpino.
“Questa interrogazione – ha spiegato il Sindaco – ci consente anche di fare chiarezza, in questa sede istituzionale, su una vicenda che nel mese di luglio ha avuto una certa eco, soprattutto sui social network e sugli organi di informazione, ma che nei fatti si è definita molto rapidamente. Credo sia opportuno partire proprio da questo dato: a Costalpino non è prevista l’apertura di un Centro di accoglienza straordinaria per ottanta migranti e non risulta in corso alcuna procedura in questo senso. Preciso nuovamente che l’ipotesi che aveva dato origine alla discussione riguardava l’ex Casa Annamaria e non era stata promossa né concordata con l’amministrazione comunale. Quando la questione è emersa pubblicamente, il 24 luglio, ho espresso immediatamente e con assoluta chiarezza la posizione del Comune di Siena: per quanto di nostra competenza, l’ipotesi di un nuovo centro di accoglienza a Costalpino era e rimaneva irricevibile. Lo abbiamo detto per una ragione molto semplice. Il Comune di Siena e la nostra comunità hanno già dato e continuano a dare un contributo significativo sul terreno dell’accoglienza. L’amministrazione ha, tra l’altro, messo a disposizione per le strutture di accoglienza straordinaria l’immobile dell’ex scuola elementare di Montalbuccio. Avevamo già assunto la stessa posizione, decisa e netta, quando era stata prospettata un’altra possibile struttura in via Bologna, all’Acquacalda. La nostra linea, quindi, non nasceva dalla vicenda di Costalpino ed è sempre stata coerente: Siena e la sua comunità fanno da anni la propria parte, e non possono essere chiamati a supplire continuamente alle mancanze di altri territori, né possono accettare che nuove soluzioni vengano immaginate senza un preventivo confronto con l’amministrazione e con le comunità interessate”.
“Va poi chiarito – ha proseguito Fabio – un ulteriore aspetto, che nel frattempo ha consentito di superare definitivamente la questione. La Caritas diocesana ha comunicato pubblicamente il 25 luglio di non avere avanzato alcuna proposta ufficiale per la realizzazione di un Cas a Costalpino. La stessa Caritas ha spiegato che, a seguito del trasferimento della Rsa precedentemente ospitata nell’immobile, era stata valutata in via del tutto preliminare ed ipotetica una possibile forma di accoglienza rivolta a richiedenti asilo che studiassero nelle università senesi o lavorassero nella nostra zona. Secondo quanto precisato in seguito dagli stessi promotori, la struttura avrebbe avuto una capienza massima di circa venticinque posti. Ed è stato da loro chiarito che il 13 luglio, prima ancora che la vicenda assumesse la dimensione pubblica che ha poi avuto, si era svolto un incontro con alcuni residenti della zona e, registrata la contrarietà del territorio, l’ipotesi era stata da loro immediatamente accantonata. Di conseguenza vengono meno, nella sostanza, anche gli ulteriori quesiti presenti nell’interrogazione. Non esistendo alcun progetto operativo di apertura del centro, non vi sono un numero di ospiti da definire, un gestore incaricato o tempistiche di apertura da comunicare; né vi è oggi un intervento rispetto al quale debbano essere effettuate valutazioni urbanistiche, logistiche o sui servizi della frazione. Analogamente, non vi è necessità di convocare un tavolo finalizzato a fermare o ridimensionare un intervento che non è previsto e non verrà realizzato”.
“Rimane invece valido – ha evidenziato il primo cittadino – un principio sul quale ritengo utile, da Sindaco, essere molto chiara. L’accoglienza è una materia delicata, che non può essere affrontata né con improvvisazioni, né imponendo scelte dall’alto alle comunità locali. Richiede equilibrio, programmazione, conoscenza dei territori e condivisione tra le istituzioni. Quando è emersa l’ipotesi di Costalpino, il Comune non è rimasto in silenzio: abbiamo espresso subito una posizione chiara e abbiamo difeso quella che riteniamo essere una corretta distribuzione delle responsabilità sul territorio. Credo, però, che da questa vicenda possa derivare un principio utile anche per il futuro: su scelte capaci di incidere sulla vita del nostro territorio, il Comune di Siena pretende di essere coinvolto e pretende che vengano ascoltati i cittadini”.
“Siena – ha concluso il Sindaco Nicoletta Fabio – ha sempre dimostrato solidarietà e capacità di accoglienza, ma solidarietà e accoglienza non significano che ogni nuova soluzione debba ricadere sul Capoluogo. Siena fa la propria parte, anche troppo secondo moltissimi cittadini. E proprio perché affrontiamo la questione seriamente, abbiamo anche il diritto di chiedere che ciascuno faccia la propria parte”.
Il consigliere Maria Antonietta Campolo (Gruppo Misto) ha replicato: “Ringrazio per la risposta che mi vede soddisfatta. So bene che lei Sindaco ha già affrontato l’argomento e non era intenzione riaprire alcuna problematica, l’interrogazione non intende solo parlare di centri di accoglienza, quanto della presenza di immigrati, in termine di numeri, visto che i cittadini ci hanno messo a conoscenza delle interlocuzioni fatte sull’ex casa di riposo “Casa Annamaria” di Costalpino. Su queste ultime ipotesi i cittadini non vennero informati; c’è un dovere di informare su una situazione del genere, perché se la cosa fosse andata avanti si sarebbero creati fortissimi disagi. Ci auguriamo che non si verifichino più casi come questi, con la convinzione che anche la nostra attenzione abbia permesso di approfondire la cosa.”
Pratiche edilizie in sanatoria, Capitani: “Sportello unico edilizia a pieno regime, da smaltire pratiche pregresse”
Le semplificazioni statali e relative tempistiche anomale per il rilascio delle pratiche edilizie in sanatoria nel Comune di Siena, nonostante le semplificazioni introdotte dal ‘Salva Casa’, sono state l’oggetto dell’interrogazione presentata durante la seduta del Consiglio comunale di oggi, giovedì 17 settembre, dalla consigliera Monica Casciaro del gruppo Siena Sostenibile. A rispondere è stato il Vicesindaco e assessore all’urbanistica, Michele Capitani.
“In via preliminare – ha esordito Capitani – occorre precisare le pratiche edilizie sono diventate molte di più. Questo perché la relazione tecnica integrata di regolarità edilizia e catastale è stata introdotta il 1 settembre 2017, con lo scopo di ampliare gli obblighi di verifica che sono già in capo al notaio rogante. Al momento non esiste una legge che regola questo importante documento, che in realtà nasce da un accordo tra il consiglio nazionale del notariato, degli architetti, degli ingegneri e dei geometri. Quindi è da tale data che abbiamo avuto il boom di accessi agli atti (certe volte di tipo massivo, con la richiesta di visione di un numero elevatissimo di pratiche) e di sanatorie. La versione aggiornata del decreto del Presidente della Repubblica 380 del 2001, a seguito del ‘Salva Casa’, consente delle semplificazioni per l’individuazione dello stato legittimo di un immobile, solo però a seguito di verifiche documentali che spesso sono molto complesse e articolate da eseguire e che richiedono una spesa notevole di tempo sia per la ricerca che per i controlli da eseguire. Infine, con lo stesso ‘Salva Casa’ è possibile la sanatoria di interventi che con la legislazione precedente non era possibile ottenere, e questo ha determinato la presentazione di un numero maggiore di istanze”.
“Va ricordato poi – ha proseguito il Vicesindaco – che nel Comune di Siena, a differenza della maggior parte dei comuni italiani, esiste il vincolo paesaggistico per quasi l’intero territorio comunale e quindi i procedimenti sono doppi; infatti, oltre alla sanatoria edilizia abbiamo anche l’accertamento di compatibilità paesaggistica che prevede diverse fattispecie. Il primo caso, ai sensi dell’articolo 167 del decreto legislativo 42 del 2004, comma 5, prevede che il proprietario, possessore o detentore a qualsiasi titolo dell’immobile o dell’area interessati presenti apposita domanda all’autorità preposta alla gestione del vincolo ai fini dell’accertamento della compatibilità paesaggistica degli interventi medesimi. L’autorità competente si pronuncia sulla domanda entro il termine perentorio di centottanta giorni, previo parere vincolante della soprintendenza da rendersi entro il termine perentorio di novanta giorni. Nonostante la previsione normativa (la Soprintendenza non sempre riesce a rispondere entro i novanta giorni) e non essendo previsto il silenzio-assenso (c’è ampia giurisprudenza in materia), i tempi di rilascio della compatibilità paesaggistica (propedeutica alla sanatoria edilizia) si dilatano oltre i tempi previsti. In un’altra fattispecie, ai sensi dell’articolo 36 bis, comma 4, del decreto del Presidente della Repubblica 380 del 2001, si prevede che ‘Qualora gli interventi siano eseguiti in assenza o difformità dall’autorizzazione paesaggistica, il dirigente o il responsabile dell’ufficio richiede all’autorità preposta alla gestione del vincolo apposito parere vincolante in merito all’accertamento della compatibilità paesaggistica dell’intervento, anche in caso di lavori che abbiano determinato la creazione di superfici utili o volumi ovvero l’aumento di quelli legittimamente realizzati. L’autorità competente si pronuncia sulla domanda entro il termine perentorio di centottanta giorni, previo parere vincolante della soprintendenza da rendersi entro il termine perentorio di novanta giorni. Se i pareri non sono resi entro i termini di cui al secondo periodo, si intende formato il silenzio-assenso e il dirigente o responsabile dell’ufficio provvede autonomamente’. Nel caso quindi di procedure 36bis, come servizio Paesaggio del Comune di Siena, una volta trascorsi i novanta giorni a disposizione della Soprintendenza, formatosi il loro silenzio-assenso, formuliamo il nostro parere e rispettiamo i tempi dell’endo-procedimento paesaggistico (centottanta giorni) previsti dalla disciplina statale, cosa che purtroppo non può avvenire nel caso del richiamato articolo 167 di cui al punto precedente”.
“Per quanto riguarda i procedimenti in sanatoria inerenti la parte edilizia – ha evidenziato Capitani –, come detto, la parte paesaggistica è imprescindibile e va a sommarsi come tempi e procedure laddove sia presente il vincolo. A oggi la tempistica è la seguente: articolo 36 comma 3 del Testo unico dell’edilizia, conclusione entro sessanta giorni (altrimenti silenzio-rigetto); articolo 36 bis comma 6, istruttoria e rilascio entro quarantacinque giorni (i termini vengono sospesi per richiesta parere paesaggio o interrotti per richiesta integrazioni); articoli 36 bis, 34 ter 36 bis comma 6, istruttoria e chiusura del procedimento entro i sessanta giorni (i termini vengono sospesi per richiesta parere paesaggio o interrotti per richiesta integrazioni). L’ufficio Sportello unico edilizia sta lavorando a pieno regime e tutte le posizioni previste sono al momento coperte; le pratiche vengono lavorate nel massimo rispetto delle tempistiche laddove ci siano le condizioni sopra descritte. L’ufficio a oggi sta lavorando su pratiche pregresse che, in alcuni momenti e periodi lavorativi, per mancanza di personale dovuto a trasferimenti o attesa di nuove assunzioni, sono rimaste irrisolte. Pertanto, al momento, oltre al lavoro ordinario giornaliero, l’ufficio si sta impegnando nel recupero delle pratiche pregresse”.
“Sicuramente – ha concluso il Vicesindaco Capitani – ci saranno Comuni italiani virtuosi, non sappiamo se sono numerosi o meno, che lavorano le pratiche rispettando i termini temporali come da legge; i nostri uffici al momento non riescono in questo, per tutti i motivi che sopra abbiamo esposto. Certo è, però, che il personale dello Sportello unico edilizia è sempre disponibile a collaborare con i tecnici professionisti che si presentano o telefonano agli uffici, fornendo chiarimenti e interpretazioni circa i disposti normativi, spesso farraginosi e ambigui, che regolano la possibilità di ottenere la sanabilità degli immobili”.
La consigliera Monica Casciaro del gruppo Siena Sostenibile ha replicato: “in questo caso non posso ritenermi soddisfatta. Comprendo perfettamente la parte relativa ai vincoli paesaggistici, considerando che Siena è un territorio notoriamente soggetto a numerose tutele. Tuttavia, analizzando altri Comuni limitrofi e toscani, come Grosseto, Arezzo e Prato, che presentano conformazioni simili, si nota come le sanatorie del decreto ‘Salva Casa’ vengano chiuse in 60-90 giorni. Il vero problema di Siena risiede forse nei numeri e nell’organizzazione interna degli uffici. Forse sono mancati concorsi pubblici per la figura di istruttore tecnico, ed è evidente che la carenza di personale si faccia sentire. Ci troviamo di fronte a una mole considerevole di pratiche edilizie arretrate che gli uffici stanno ancora cercando di smaltire. A questo proposito, annuncio già che presenterò un’altra interrogazione specifica per fare chiarezza sul numero esatto e sullo stato di questi arretrati. Il ‘Salva Casa’ non cancella affatto i controlli previsti dalla legge. Tuttavia, tenere bloccata una famiglia per 18 mesi per una lieve difformità interna, magari per soli 10 centimetri di un tramezzo, significa bloccare un mutuo o una compravendita immobiliare. I danni economici per i cittadini possono essere ingenti. È fondamentale attivarsi subito per velocizzare l’iter delle pratiche legate al ‘Salva Casa’, al fine di tutelare tutti gli attori coinvolti, dai cittadini ai professionisti del settore”.
Reintroduzione della Sei Card, Magi: “Prima è necessaria la riorganizzazione anche nel centro storico”
La possibile reintroduzione della Sei Card è stata l’oggetto dell’interrogazione presentata durante il Consiglio comunale di oggi, giovedì 17 settembre, dalla consigliera Giulia Mazzarelli del gruppo Partito Democratico. Ha risposto l’assessore all’ambiente del Comune di Siena, Barbara Magi.
“La riorganizzazione del servizio di raccolta stradale esternamente al centro storico, avviata nel mese di maggio 2025, è essenzialmente conclusa – ha spiegato l’assessore – a eccezione di puntuali aggiustamenti residuali per criticità emerse in fase di installazione. Manca tuttavia da realizzare tutto il quartiere di Ravacciano per il quale il gestore Sei Toscana ha comunicato la necessità di rivalutare la soluzione progettuale da attuare a causa di problemi di accessibilità dei mezzi adibiti allo svuotamento dei contenitori, prevedendo quindi l’utilizzo di attrezzature e mezzi fuori standard per i quali i tempi di approvvigionamento sono più lunghi rispetto alle normali dotazioni utilizzate nel territorio comunale. La conclusione della riorganizzazione pertanto terminerà nella seconda parte dell’anno, presumibilmente a valle della stagione estiva. La Giunta comunale ha approvato inoltre l’installazione, nelle aree periferiche che presentano difficile accesso da parte dei mezzi di raccolta, di nuove tipologie di attrezzature, costituite da contenitori con mascheratura provvisti della dotazione elettronica già presente nei nuovi cassonetti stradali. Tali aree sono comunque attualmente già servite dal servizio mediante contenitori di prossimità provvisori. Da evidenziare anche due ulteriori progetti finanziati con i fondi Pnrr: l’installazione di contenitori provvisti di mascheratura anche in sette postazioni del centro storico, a supporto del servizio di raccolta porta a porta e degli Ecositi di via Fontebranda e via del Poggio, e la realizzazione di isole ecologiche interrate esternamente alle mura. Il primo progetto è stato già completato nel mese di maggio scorso, il secondo invece è stato ultimato a giugno”.
“Quanto alla tessera Sei Card – ha proseguito Magi –, la sua eventuale reintroduzione è finalizzata all’attivazione della tariffazione puntuale. Il processo che porterà a questa nuova impostazione del servizio dovrà tuttavia passare preliminarmente e necessariamente da una riorganizzazione anche del centro storico, dove sono da attuare due importanti novità: innanzitutto la raccolta separata del vetro differenziandolo dall’attuale multimateriale, in coerenza con quanto già avviene con i nuovi contenitori posti fuori dal centro storico. Inoltre, per poter introdurre la tariffa puntuale, dovrà essere attuato un sistema di misurazione dei conferimenti della frazione indifferenziata da parte dei singoli utenti. Fuori dal centro storico questo sarà possibile grazie ai nuovi contenitori stradali appena installati fuori dalle mura, dotati, per il cassonetto dell’indifferenziato, di apertura volumetrica da quaranta litri, che quindi associa una misura certa per ogni sacco conferito. Per il centro storico tale risultato potrà essere raggiunto, ad esempio, con la fornitura di sacchi specifici provvisti di tag rfid associati all’utenza stessa che potranno essere letti automaticamente in fase di raccolta da parte del gestore. La progettazione del centro storico sarà oggetto di approfondita valutazione congiunta con il gestore a partire dal mese corrente, dovendo individuare la modalità che meglio si adatti alle peculiarità del contesto urbano di Siena. La sospensione della Sei Card avvenuta nel mese di novembre 2023, in un momento in cui di fatto il suo utilizzo non assumeva una funzione specifica non essendo pronti per la tariffazione puntuale, aveva lo scopo principale di migliorare il decoro delle isole ecologiche evitando depositi a terra di rifiuti a causa del frequente malfunzionamento dei contenitori, soprattutto rispetto alla calotta del cassonetto indifferenziato troppo piccola e spesso guasta. Gli effetti sono stati subito evidenti con un miglioramento generale in termini di decoro delle piazzole. Rimane la necessità del giusto equilibrio tra corretta esecuzione del servizio da parte del gestore Sei Toscana, soprattutto nella giusta frequenza degli svuotamenti dei contenitori, e maggiore attenzione da parte dei cittadini sul corretto conferimento dei rifiuti, puntando a una sempre maggiore loro sensibilizzazione e responsabilizzazione. In merito agli svuotamenti, l’amministrazione comunale ha richiesto un approfondimento all’Autorità di Ambito Ato rifiuti Toscana sud e al gestore Sei Toscana sull’introduzione di sensori di riempimento per i cassonetti in modo tale, da una parte, di ottimizzare le gite di raccolta con evidenti vantaggi sui costi e sui benifici ambientali legati al minor transito dei mezzi, dall’altra, di intervenire tempestivamente in caso di sovraccarichi anomali dei singoli contenitori. Da parte del gestore, al momento, non c’è apertura a questa soluzione a causa dei costi”.
“Arrivati alle fasi finali di questa importante riorganizzazione che ha interessato gran parte del territorio comunale – ha poi evidenziato l’assessore – riteniamo che, anche con la tolleranza di vari slittamenti temporali, quasi inevitabili in progetti di tale portata per le problematiche che si possono presentare in fase esecutiva, il rispetto delle tempistiche da parte del gestore non sia stato raggiunto, soprattutto in relazione ai cospicui ritardi per il quartiere di Ravacciano, non imputabili all’amministrazione comunale. Di tale ritardo è stata portata a conoscenza l’Autorità di Ambito Ato rifiuti Toscana sud, affinché ne valuti gli effetti oltre che gli estremi per eventuali azioni compensative o risarcitorie. L’amministrazione comunale è, inoltre, sempre pronta a ricevere istanze e segnalazioni da parte degli utenti al fine di intervenire nei confronti del gestore per l’attuazione di azioni correttive o di implementazione delle attrezzature e delle attività e offrire, in questo modo, un servizio più efficiente e rispondente ai bisogni dei cittadini”.
“Il Piano di riorganizzazione dei servizi – ha dichiarato Magi – approvato in sede di assemblea dell’Autorità di Ambito Ato rifiuti Toscana sud, con voto favorevole del Comune di Siena, nell’anno 2022 e poi successivamente aggiornato nel 2024, si caratterizzava per un approccio unitario ed organico di riorganizzazione dei servizi sull’intero Ambito, con obiettivi finalizzati a: una razionalizzazione e industrializzazione dei servizi di raccolta e spazzamento erogati sul territorio per superare le frammentazioni gestionali e recuperare efficienza; un miglioramento della qualità del servizio in misura omogenea per tutti i Comuni dell’Ambito nell’intero orizzonte temporale del Piano, salvo una diversa calendarizzazione dei singoli interventi; un incremento dei livelli di raccolta differenziata e riciclo, nel pieno recepimento degli impegni comunitari e degli obblighi normativi in materia; un’implementazione dei sistemi di tariffazione puntuale nel rispetto della vigente normativa; uno sviluppo di iniziative di comunicazione, sia nei confronti degli enti locali (Comuni ed Egato), che dei cittadini (da trasformare in “utenti consapevoli”); una sostenibilità tariffaria di efficientamento dei costi operativi per fronteggiare il crescente livello dei costi d’uso del capitale connesso con l’ingente Piano degli investimenti. Arrivati ormai in vista della conclusione del Piano di riorganizzazione, il bilancio risulta positivo, a partire dalla percentuale di raccolta differenziata che dal 61,5 per cento del mese di maggio 2025, quando è inziata la riorganizzazione per il Comune di Siena, è passata al 65,3 per cento del mese di aprile 2026 (ultimo dato disponibile), con un incremento quindi di quasi il 4 per cento in meno di un anno”.
“Analogamente positivo – ha concluso l’assessore Barbara Magi – è l’impatto della riorganizzazione sul decoro urbano grazie all’installazione di nuovi contenitori compatti, resistenti e tecnologicamente più avanzati rispetto ai precedenti, che imprimono all’isola ecologica un senso di ordine e pulizia. Certamente rimane l’onere a carico del gestore di garantire idonei standard dei servizi di raccolta, con frequenze di svuotamento tali da evitare il sovraccarico dei contenitori, pulizia delle piazzole, interventi manutentivi tempestivi ed efficienti. Dall’altro lato, il contrasto agli errati conferimenti e agli abbandoni con un servizio di ispezione ambientale che questa amministrazione comunale intende rafforzare parallelamente ad azioni di educazione ambientale”.
La consigliera Giulia Mazzarelli del gruppo Partito Democratico ha replicato: “Prendo atto di quelle che sono state le azioni portate avanti dall’amministrazione. Noto, però, che c’è ancora una tendenza al fuoco incrociato, a uno scaricbarile sulle repsonsabilità nei confronti del gestore, quando in realtà il Comune ha un ruolo da attore protagonista e ha tutti gli strumenti per far sì che questa collaborazione possa funzionare. Ovviamente il percorso verso la tariffa puntuale si è interrotto a novembre 2023 con la sospensione della Sei Card. La situazione in merito alla raccolta dei riufiuti è ancora critica, perché i conferimenti errati sono ancora molti, anche se in forma minore rispetto al passato, e talvolta sono ancora presenti abbandoni fuori dai contenitori. Alcune aree, probabilmente, sono state penalizzate da questa riorganizzazione della raccolta. Quello che non è chiaro è il percorso verso la tariffazione puntuale e quali sono i tempi, perché le dihicarazioni dell’assessore sono le stesse di aprile-maggio: quali sono i tempi per la reintroduzione della Sei Card, propedeutica all’introduzione della tariffa puntuale? Un aspetto sempre più essenziale visti anche i recenti aumenti della Tari; se non sono visibili risultati concreti, è difficile per i cittadini sopportare questo incremento. L’amministrazione si può vantare di riconoscimenti importanti, quali il Green Leaf Award o il rinnovo triennale della certificazione Gstc, dove tra l’altro è ben presente una raccomandazione al migliorare la raccolta differenziata, ma il rischio è che i riconoscimenti e le medaglie non coincidano con la percezione dei cittadini nella quotidinaità. Richiediamo un maggiore sforzo in questa direzione, con l’utilizzo di tutti gli strumenti che l’amministrazione ha per far sì che la collaborazione con il gestore avvenga in modo proficuo ed efficace”.
Bastione San Francesco, Bianchini: “Gli interventi hanno progressivamente migliorato la situazione iniziale”
“Il procedere degli interventi sulla scuola e sulle aree di pertinenza ha consentito non tanto e non solo una progressiva impermeabilizzazione delle aree, ma anche un’efficace rete di captazione e smaltimento delle acque meteoriche. Gli interventi sulla parte superiore del bastione hanno nel tempo progressivamente migliorato al situazione iniziale. Gli interventi puntuali sono in fase di progettazione, di comune accordo con il concessionario”. Con queste parole l’assessore ai lavori pubblici e al patrimonio del Comune di Siena, Massimo Bianchini, ha risposto durante la seduta del Consiglio comunale di oggi, giovedì 17 settembre, all’interrogazione della consigliera Monica Casciaro del gruppo Siena Sostenibile in merito ai problemi tecnici del bastione San Francesco della Fortezza Medicea e al loro collegamento con i lavori sulla sovrastante scuola Sclavo.
“Le infiltrazioni – ha spiegato l’assessore – che hanno interessato il bastione in oggetto erano localizzate in prossimità dell’ingresso, nella parte prospiciente l’ex cucina e la cucina stessa. Come noto, gli interventi eseguiti presso la scuola Sclavo hanno previsto la completa demolizione dei manufatti esistenti e la realizzazione di un nuovo corpo di fabbrica, progettato secondo le più moderne tecnologie in materia di contenimento dei consumi energetici e di valorizzazione del comfort per l’utenza. È evidente che, nella fase di demolizione e nella successiva predisposizione degli elementi fondali della nuova scuola, si sia reso necessario procedere a scavi e movimenti terra, eseguiti anche in periodi dell’anno caratterizzati da una frequente probabilità di precipitazioni atmosferiche. Altrettanto evidente è la complessità degli ambienti sottostanti, di difficile inquadramento sia sotto il profilo realizzativo sia per quanto riguarda la loro effettiva consistenza, anche in considerazione dell’indisponibilità di elaborati progettuali relativi alle strutture esistenti. Al fine di inquadrare la problematica e ottenere, con sufficiente approssimazione, una sovrapposizione tra la struttura interrata e il piano soprastante, è stato pertanto eseguito un rilievo laser scanner, che ha consentito di individuare con buona approssimazione i potenziali punti deboli dai quali potevano originarsi i fenomeni infiltrativi”.
“Sulla base degli esiti di tali indagini – ha aggiunto Bianchini – si è proceduto con interventi puntuali, anche di non modesta entità, finalizzati ad approfondire le verifiche e, conseguentemente, ad adottare ogni soluzione tecnicamente possibile per evitare il ripetersi dei fenomeni infiltrativi. Parallelamente, il progressivo avanzamento degli interventi sulla scuola e sulle relative aree di pertinenza ha consentito non soltanto una progressiva impermeabilizzazione delle superfici, ma anche la realizzazione di un’efficace rete di captazione e smaltimento delle acque meteoriche”.
“Alla luce di questo – ha detto l’assessore -, è possibile affermare che gli interventi realizzati sulla parte superiore del bastione hanno progressivamente migliorato nel tempo la situazione iniziale e che le analisi e gli interventi eseguiti nelle aree circostanti l’accesso alla scuola hanno contribuito al medesimo obiettivo. Si ricorda, a tale proposito, che tali lavori si sono conclusi appena pochi mesi fa. Deve, al contempo, essere evidenziato che i locali dell’Enoteca Italiana sono inseriti in un contesto edilizio e strutturale particolarmente complesso, nel quale non è né semplice né sempre possibile individuare e realizzare interventi potenzialmente invasivi, che potrebbero risultare non compatibili con lo stato di fatto e con la particolare delicatezza dei luoghi, che è bene ricordare hanno subito una sostanziale modifica con i lavori eseguiti nei primi anni 2000 con un’evidente modifica del sistema di regimazione delle acque. Le verifiche tecniche effettuate hanno compreso l’esecuzione di indagini georadar associate a un rilievo tridimensionale, finalizzate a verificare la presenza e la posizione delle utenze collocate tra le pavimentazioni, i solai e le aiuole a verde. Sono stati inoltre realizzati alcuni interventi mirati di impermeabilizzazione e drenaggio di specifiche aree pavimentate. Le relazioni, le perizie e gli atti amministrativi e tecnici relativi alle indagini sulle pavimentazioni, nonché i documenti concernenti i lavori eseguiti per affrontare le problematiche relative alle infiltrazioni, sono disponibili e depositati presso la direzione Manutenzione Strade e Sottosuolo del Comune”.
“Attualmente – ha affermato l’assessore Bianchini – sono in fase di studio, di concerto con il concessionario, le eventuali soluzioni progettuali finalizzate alla completa risoluzione dei fenomeni infiltrativi che permangono in alcuni punti del bastione. Non appena definite, tali soluzioni saranno rese disponibili agli atti. Per quanto riguarda il finanziamento ottenuto dalla Regione Toscana, non risultano prescrizioni di carattere tecnico specificamente connesse al contributo. Resta naturalmente ferma la verifica della finalizzazione dello stesso alla valorizzazione del bene, anche in considerazione della natura della concessione di valorizzazione oggetto del procedimento, ben nota alla Regione”.
Su equilibrio della concessione e rapporti con il concessionario, Bianchini ha detto che “l’aggravio evidenziato consiste, in primo luogo, nel danno subito dal bene a seguito di eventi atmosferici e degli ulteriori fenomeni sopra descritti. In conseguenza di tali sopravvenienze, l’amministrazione, in applicazione del principio di conservazione dell’equilibrio contrattuale della concessione e in coerenza con il progetto di valorizzazione presentato dal concessionario, ha predisposto, con atto dirigenzialedel 19 giugno 2025, uno schema di addendum volto a tenere conto delle mutate condizioni. Si ricorda che tale principio consente, ove ne ricorrano i presupposti, la modifica della concessione mediante l’introduzione di eventuali clausole aggiuntive, finalizzate al mantenimento dell’equilibrio contrattuale. Sono pertanto tuttora in corso le interlocuzioni con il concessionario, finalizzate alla definizione delle specifiche dell’Addendum, nell’ambito del quale si auspica possano essere regolati in via definitiva tutti i rapporti di natura giuridica, economica e patrimoniale connessi alle sopravvenute condizioni, salvaguardando l’equilibrio della concessione. In presenza di eventi sopravvenuti e concomitanti, come quelli sopra richiamati, le parti sono infatti chiamate a verificare la sussistenza dei presupposti per l’eventuale rideterminazione delle condizioni di equilibrio, alla luce dei principi di collaborazione e buona fede che caratterizzano l’agire pubblicistico e che trovano oggi puntuale ricognizione nell’articolo 1, comma 2-bis, della legge numero 241 del 1990”.
“Per quanto riguarda gli interventi puntuali – ha continuato Bianchini – , questi sono attualmente in fase di progettazione, di comune accordo con il concessionario, il quale sta predisponendo la procedura di gara d’appalto, la cui pubblicazione è prevista nel prossimo mese. Sarà pertanto possibile, in tale momento, disporre di un quadro più preciso delle spese necessarie per la soluzione definitiva della problematica, che sarà prontamente comunicato. Relativamente all’ultimo quesito se il nuovo addendum comporterà un aggravio delle condizioni economiche per il comune ed il prevedibile ammontare è evidente che il danno in se e le mutate condizioni dei luoghi hanno previsto l’inagibilità di un bastione e la parziale agibilità dell’altro. Come già detto nella scorsa integrazione dell’addendum prevederà la ripartizione delle spese tra concedente e concessionario secondo le normative vigenti in materia e comunque gli interventi strutturali che si renderanno necessari saranno, ovviamente, a carico dell’unico Ente proprietario del bene che ha subito il danno.
Per quanto riguarda il finanziamento della Regione Toscana, Bianchini ha spiegato ancora che “non risultano prescrizioni tecniche particolari, fermo restando il vincolo di destinazione alla valorizzazione del bene” e “si sono state considerate le sopraggiunte condizioni e a questo proposito si segnala che l’iter amministrativo per il finanziamento, che ha coinvolto il Ministero del Turismo e la Regione Toscana, è iniziato nel giugno 2025 e si è concluso nell’agosto 2026 con il nulla osta della Soprintendenza, comportando sì da un lato un ulteriore aggravio dei tempi ma dall’altro una maggiore valorizzazione del bene. Da quel momento il concessionario ha potuto procedere con le nomine e gli affidamenti necessari alla predisposizione della gara d’appalto. La gara è prevista nel mese corrente”.
“L’amministrazione – ha concluso Bianchini – ha affrontato il problema con le indagini tecniche necessarie, ha realizzato gli interventi che si sono resi possibili e sta ora lavorando, insieme al concessionario, alla soluzione definitiva delle criticità ancora presenti. L’obiettivo è arrivare alla completa risoluzione delle infiltrazioni, tutelando al tempo stesso il bene, l’equilibrio della concessione e le risorse pubbliche”.
La consigliera Monica Casciaro del gruppo Siena Sostenibile ha replicato: “Sono soddisfatta del lavoro fatto e delle risposte fornite punto su punto, dando anche in alcuni casi tempistiche specifiche”.
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