Archiviato un Palio di luglio concluso amaramente già al primo Casato, la Giraffa è pronta a voltare pagina e a concentrarsi sull’appuntamento di agosto. Il capitano traccia un bilancio senza sconti della Carriera appena disputata, conferma gli ottimi rapporti con i principali fantini di piazza e ribadisce la linea della Contrada: puntare sui cavalli migliori per avere la massima libertà di scelta sulla monta. Nell’intervista trovano spazio anche una riflessione sulla mossa che ha fatto discutere, il possibile ricambio generazionale tra i fantini e le prospettive di un Palio che si preannuncia ricco di qualità.
Capitano, partiamo dal Palio di Luglio e da una corsa finita purtroppo al primo Casato. Che valutazione dai?
“Un valutazione bassa perché quando si finisce il palio al primo Casato non può essere altrimenti. San Martino lo avevamo fatto bene, il fantino aveva rispettato le nostre indicazioni, ma poi al Casato tutto è finito. Il cavallo da scosso alla fine è arrivato terzo o quarto, ma ha battuto anche da scosso a San Martino. La valutazione per cui nel complesso non è sufficiente”.
Ad agosto c’è un’altra chance per voi, si parla di Gingillo, ma rimangono anche i buondì rapporti con Tittia. Sono loro le due punte con un primo cavallo?
“La Giraffa è una contrada che per questo palio, ma anche per quelli scorsi, può montare un po’ tutti. I rapporti con Tittia sono ottimi, con Gingillo uguale. È chiaro che ci vuole il cavallo competitivo. Per montare questi fantini ci vuole il primo o il secondo cavallo. È chiaro che la scelta va in base a quello. Sono due fantini vincenti e che sarei molto felice di montare”.
A luglio è rimasto a piedi un big come Scompiglio. È per voi una strada aperta?
“Per noi è una strada aperta. Cosa è successo a luglio di preciso non lo so, sinceramente pensavo montasse poi evidentemente qualcosa è andato storto. È una monta apertissima per la Giraffa. Parliamo di un fantino che ha vinto, che manda sempre e che l’ultimo palio vinto, ormai qualche anno fa, è stato proprio nella Giraffa”.
Ci dai un giudizio sulla mossa di luglio che un po’ di polemiche sé le è portate dietro…
“A Siena quando ci sono dei tipi di palio come a luglio con chi parte primo che poi arriva primo indubbiamente le polemiche ci sono. Per me la mossa era perfetta in tutto tranne che il cavallo dell’Onda non era ancora entrato al verrocchino. Una mossa del genere la puoi dare dopo un’ora, ma forse dopo 20 minuti sarebbe stato meglio scoppiare il mortaretto. Non sarebbe sicuramente cambiato niente perché Tittia tra i canapi è fortissimo, ma dopo 20 minuti secondo me si poteva riprovare a trovare una mossa migliore. Le polemiche a Siena ci sono, è giusto così, ha vinto l’Aquila e in 9 ci siamo purgati”.
Capitolo cavalli, c’è un po’ meno certezza sulla presenza dei big rispetto a un mese fa. Quale è la vostra posizione?
“Al momento invece secondo me ci sono abbastanza certezze sulla presenza dei big, addirittura con un lotto ancora migliore rispetto a quello di luglio. È chiaro che ogni capitano fa giustamente l’interesse della propria contrada, ma la nostra posizione è quella di prendere più big possibili, come la Giraffa ha sempre fatto, provando a vincere con un cavallo buono. Essendo una contrada senza rivale, la presenza dei big ci dà una apertura maggiore sulle monte per cui noi siamo favorevoli e lo siamo sempre stati. Avvicinandosi al palio aumentano però le strategie ed è comunque possibile che qualche contrada possa non votare per la loro presenza”.
A luglio ci sono stati 2 esordi. È iniziato un po’ di cambio generazionale tra i fantini?
“Gli esordienti di luglio sono due ragazzi validi, allenati, a cui va un voto sicuramente sufficiente. Sono due fantini che possono certamente avere un futuro in piazza. È chiaro che il loro palio sotto alcuni aspetti è stato positivo, per altri meno, ma avranno altre chance di dimostrare la loro professionalità. Il tema del cambio generazionale c’è perché ci sono fantini che cominciano ad aver ben oltre 40 anni e penso che nel giro di 2/3 anni qualcosa cambierà sicuramente. È anche vero però che questi fantini cosiddetti anziani possono dare ancora per qualche anno molte garanzie sui palii da correre”.











