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RADICOFANI

Settimana Santa a Radicofani: riti antichi e processioni suggestive

La Settimana Santa a Radicofani rinnova tradizioni secolari con processioni, riti e celebrazioni suggestive nel cuore della Val d'Orcia.
1 Aprile 20264 Mins Read
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Nuova illuminazione Fortezza di Radicofani

Nel cuore della Val d’Orcia, il paese di Radicofani rinnova anche quest’anno uno dei riti pasquali più antichi, intensi e coinvolgenti della Toscana; La Settimana Santa radicofanese rappresenta un patrimonio immateriale di straordinario valore e, per continuità storica, partecipazione popolare e forza simbolica. Questa è una tradizione secolare, documentata almeno dal 1748 con l’introduzione, da parte dei Gesuiti, dei testi delle Tre ore di agonia di Gesù, che ancora oggi costituiscono il fulcro spirituale delle celebrazioni. Tra queste, la processione del Venerdì Santo è considerata tra le più significative in assoluto: un appuntamento capace di coinvolgere profondamente fedeli e visitatori.

Le celebrazioni iniziano il Giovedì Santo a Radicofani (2 aprile) nella chiesa di San Pietro con la Messa in Coena Domini, cui segue alle ore 21.30 la suggestiva processione “buia”. Gli Scalzi, incappucciati, portano una grande e pesante croce e, accompagnati dagli apostoli, percorrono in silenzio le vie del paese, in un’atmosfera carica di tensione spirituale. Il rientro in chiesa avviene sulle note del Miserere, dando inizio all’adorazione notturna del Santissimo: i confratelli si alternano fino alle ore 6 del mattino, quando subentrano le consorelle delle confraternite.

Il momento più intenso a Radicofani si vive il Venerdì Santo (3 aprile). Fin dalle ore 13, nella chiesa di Sant’Agata, si svolgono le solenni Tre ore di agonia di Gesù: meditazioni, canti corali e letture sulle sette parole pronunciate da Cristo sulla croce accompagnano i fedeli in un profondo momento di raccoglimento e penitenza. Davanti ai presenti si erge la suggestiva ricostruzione del Calvario, rinnovata di recente con rami di olivo (al posto di quelli tradizionali di bosso) intrecciati, raccolti, lavorati e montati su impalcature che occupano il presbiterio. Tre croci illuminate dominano la scena, tra profumi e suggestioni imperdibili. Intorno alle ore 16, al termine del rito, la statua dell’Addolorata viene portata nella chiesa di Santa Maria Assunta, dove viene collocata di fronte alla statua del Cristo morto, in un momento di grande impatto emotivo. 

Alle ore 20.30, nella chiesa di San Pietro, si tiene la liturgia della Passione con il tradizionale bacio della croce. Subito dopo prende vita la grande processione del Venerdì Santo a Radicofani, cuore pulsante dell’intera Settimana Santa. Gli scalzi, incappucciati, aprono il corteo portando una grande croce, seguiti da altri confratelli, dalla confraternita di Sant’Agata con la cappa rossa, dalle consorelle del Carmine e dell’Addolorata, dall’Azione cattolica con i loro stendardi, dalla banda musicale e da tutta la popolazione. Il parroco guida la preghiera mentre si recitano le stazioni della Via Crucis. La statua del Cristo morto è trasportata dai confratelli della Misericordia, con la tradizionale cappa nera, mentre quella dell’Addolorata è sorretta dai confratelli del Santissimo Sacramento, con la cappa bianca. Le note della banda e i canti tradizionali accompagnano il cammino, creando un’atmosfera sospesa e profondamente coinvolgente. Al rientro in chiesa si svolge il rito dell’adorazione del Cristo morto, culminante nel canto del Miserere, in un momento di intensa commozione collettiva.

Il pomeriggio del Sabato Santo è segnato dalla tradizionale benedizione delle uova pasquali, appuntamento semplice ma molto sentito dalla comunità. Le celebrazioni si concludono la mattina di Pasqua (5 aprile) con la Santa Messa, che segna il passaggio dalla dimensione del dolore a quella della gioia della Resurrezione. La Settimana Santa di Radicofani racconta un mondo antico ma sempre vivo: un tempo lento, fatto di riti, gesti e simboli che riportano a una dimensione in cui la fede permeava ogni aspetto della vita quotidiana. Una tradizione che ha attraversato i secoli senza, mantenendo intatta la sua forza evocativa, grazie alle confraternite e all’intera comunità. A rendere ancora più suggestivo questo appuntamento è il contesto unico del paese, dominato dalla Fortezza di Radicofani, che diventa teatro naturale di una delle espressioni più intense della spiritualità popolare toscana. Un’esperienza che non ha bisogno di spiegazioni, ma che si vive con tutti i sensi, lasciando un segno profondo nella memoria e nel cuore.



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