“Perché Mps abbandona proprio Sinalunga?”, se lo chiede Roberto Meianti a nome delle imprese associate a Confesercenti, di cui è presidente comunale sulla ipotesi di chiusura dello sportello di Sinalunga.
Dopo le anticipazioni in merito alla disattivazione di 50 sportelli bancari, di cui 10 in Toscana, tra la popolazione sinalunghese si è diffusa apprensione in merito agli effetti di questa decisione ed in particolare tra chi gestisce o lavora in attività economiche del territorio.
“Questa scelta preannuncia un disservizio evidente per una comunità che è viva – osserva il presidente comunale di Confesercenti Meianti sulla chiusura dello sportello Mps di Sinalunga – che ha un tessuto sociale radicato e che in buona parte fa leva su persone di una certa età, le meno predisposte ad utilizzare i servizi bancari digitali e quindi le più garantite dal permanere di una presenza fisica. Se chiude i battenti lo sportello attivo in piazza del borgo storico ne sconteranno direttamente i pubblici esercizi ed i negozi posti immediatamente nelle vicinanze, ma conseguentemente anche tutte gli imprenditori ed i semplici cittadini che a tutt’oggi ci potevano contare e lo utilizzavano concretamente”.
Meianti si sofferma anche sul messaggio simbolico che questa scelta può riversare sulla popolazione: “E’ opinione diffusa che si debba contrastare lo spopolamento dei centri abitati diversi dalle grandi città; eppure, scelte di questo tipo vanno esattamente in direzione opposta. Ci aspettiamo che le istituzioni locali e non solo riescano a far quadrato ed a far arrivare il disagio a chi ha voluto questa scelta perché versa ridimensionata quantomeno a chiusura parziale, garantendo il servizio almeno in alcuni giorni della settimana”.












