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SALUTE e BENESSERE TOSCANA

Emergenza urgenza e continuità assistenziale: la riforma sanitaria toscana

L’obiettivo è quello di potenziare i servizi sul territorio e di mettere cittadini e comunità al centro del sistema
8 Febbraio 20235 Mins Read
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Medico e infermiere

La Toscana disegna l’architettura della nuova assistenza sociosanitaria territoriale che andrà a regime nei prossimi tre anni. Lo ha fatto nel dicembre scorso la Giunta regionale approvando una delibera con i nuovi indirizzi e le linee programmatiche che le Aziende sanitarie dovranno recepire nei prossimi quattro mesi.

Se ne parla oggi a Pistoia nella sala Cinzia Lupi dell’ospedale San Jacopo con il presidente della Regione, Eugenio Giani, il vicesindaco di Pistoia, Anna Maria Celesti, il presidente della commissione “Sanità e Politiche Sociali” del Consiglio regionale, Enrico Sostegni, il direttore generale dell’Azienda Usl Toscana centro, Paolo Morello.

La riforma si basa sull’integrazione e il potenziamento delle cure domiciliari, sullo sviluppo della sanità di iniziativa (percorsi per gestire meglio le malattie croniche) e la presa in carico sul territorio, anzitutto dei soggetti più fragili e degli anziani,

Case di comunità, ospedali di comunità e centrali operative territoriali sono i tre pilastri che la sostengono. L’idea è quella di mettere cittadini e comunità al centro del sistema con i servizi di comunità in un rinnovato modello toscano di integrazione sociosanitaria e socioassistenziale.


Le novità

Case, ospedali di comunità e centrali operative

Il cittadino continuerà ad accedere al sistema rivolgendosi al medico o al pediatra di famiglia, alle case di comunità o al punto unico di accesso, attraverso il segretariato sociale o ai punti insieme, ai consultori e ai servizi della salute mentale delle dipendenze, ai centri servizi e ai centri per le famiglie.

La novità è costituita dalle centrali operative territoriali – 37 in tutta la Toscana, più di una per zona distretto che sono ventotto, un medico e cinque infermieri in servizio in ognuna, aperte dodici ore al giorno per sei giorni alla settimana, una a turno anche la notte e la domenica – e che funzioneranno come una sorta di cabina di regia smistando percorsi e bisogni in base alle esigenze del cittadino.

Con la riforma nasceranno le case di comunità, da 70 a 77 in tutta la regione. Vi dovranno necessariamente trovare casa non solo specialisti di base ma anche medici di famiglia, pediatri, infermieri di comunità e assistenti sociali. Offriranno assistenza in raccordo con la rete ospedaliera.

E nasceranno anche gli ospedali di comunità, per le cure intermedie di persone fragili o anziane o con patologie croniche che necessitano di interventi a bassa intensità, se non trattabili a domicilio. Ci sarà almeno un ospedale di comunità in ogni zona distretto o per società della salute, con circa venti posti letto ogni 50 mila abitanti.

L’emergenza urgenza

Oggi in Toscana, rispetto ad altre regioni, ci sono molte più ambulanze sul territorio con medico a bordo anziché mezzi con soli infermieri come avviene altrove.

L’attuale rete dell’emergenza conta sull’intero territorio regionale (dati al 30 giugno 2022, una media sulle 24 ore) 46 automediche, 32,5 ambulanze con medico a bordo e 39,5 con infermiere: in tutto 118 mezzi di soccorso avanzato (a cui si aggiungono, in supporto, altri 170 mezzi in disponibilità con equipaggi di soli soccorritori).

Con la riorganizzazione potrebbero diventare 123,5 i mezzi di soccorso avanzato con personale sanitario a bordo a disposizione ogni giorno (naturalmente si tratta ancora di una media sulle 24 ore): 51,5 automediche, 9,5 medicalizzate, 62,5 con infermiere (ed altri 176 con equipaggio di soli soccorritori a supporto del 118). Il medico non scompare ma si muoverà con l’automedica ed affiancherà le ambulanze a seconda delle necessità.

La riorganizzazione della continuità assistenziale

Alla riorganizzazione del servizio di continuità assistenziale garantito dalle guardie mediche si affiancherà l’istituzione del nuovo numero unico 116117, che la Toscana è una delle prime ad introdurre e da chiamare per esigenze sanitarie non urgenti.

Attualmente il ricorso al servizio di guardia medica è molto variabile. La maggior richiesta di prestazioni si concentra dalle 20 alle 24 (e molte meno da mezzanotte alle otto di mattina, durante cui i casi si risolvono prevalentemente tramite consiglio telefonico).

La riorganizzazione prevede il mantenimento del servizio su tutto il territorio regionale nei giorni prefestivi e festivi dalle 8 alle 24 e dalle 20 alle 24 nei giorni feriali, garantendo dopo mezzanotte una modalità di servizi rimodulata.

Attraverso il coordinamento delle chiamate effettuato dal 116117 sarà garantita ovunque l’erogazione delle prestazioni sanitarie appropriate, mentre saranno opportunamente filtrate le richieste non sanitarie. In alcune aree geografiche rimarrà in ogni caso attivo anche il servizio di continuità assistenziale notturno (dopo le 24): in quei territori dove più numerose sono le chiamate, dove i collegamenti sono più complicati oppure dove operano case di comunità principali, anche nelle aree dove i flussi turistici determinano un grosso incremento della popolazione rispetto ai pochi residenti.

La riorganizzazione di Cup e Pronto soccorso

Si riorganizzano i Cup, i centri unici di prenotazione, con potenziamento in parallelo dei canali on line. Saranno riorganizzati anche i pronto soccorso. I piccoli ospedali saranno valorizzati, ritagliando su ciascuno di loro una specializzazione. Sarà rafforzata la rete dei consultori e poi ancora al via la cartella sanitaria unica, con sistemi informatici che fino ad oggi non hanno dialogato tra loro spostati su una stessa piattaforma, e un sistema informativo territoriale ulteriormente evoluto. La sanità toscana diventerà anche più digitale
L’intero sistema, da qui a tre anni, dovrà andare a regime.



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