
A fine marzo l’Azienda ospedaliero-universitaria Senese ha iniziato la somministrazione degli anticorpi monoclonali approvati da Aifa, dagli scorsi giorni invece è protagonista della sperimentazione di fase II-III del farmaco di Toscana Life Sciences, sempre con l’arruolamento dei pazienti che avviene in seguito alla segnalazione da parte dei medici di Medicina Generale e dell’USCA, in collaborazione con l’Azienda Usl Toscana Sud Est. «Innanzitutto sottolineo il grande sforzo profuso per questa sperimentazione – aggiunge il professor Bruno Frediani, direttore del Dipartimento di Scienze Mediche dell’Aou Senese – a partire dalla direzione generale, per arrivare a tutti i professionisti sanitari impegnati, in particolare a quelli del nostro reparto di Malattie Infettive e Tropicali. Siamo orgogliosi di far parte di questa sperimentazione, innanzitutto perché stiamo parlando di un farmaco nato a Siena, rivolto all’Italia e con una prospettiva di sviluppo internazionale. La qualità di questo anticorpo monoclonale è notevole, consente la somministrazione intramuscolo al posto di quella endovenosa. Inoltre questo trattamento sembra avere una buona risposta anche per le varianti».
«I pazienti potenzialmente reclutabili per questi anticorpi monoclonali sono al momento 40. – conclude il professor Tumbarello – I pazienti devono essere segnalati precocemente, gli anticorpi devono essere somministrati entro 72 ore dalla positività del tampone. I criteri di esclusione per questo studio sono inferiori rispetto alle limitazioni dei precedenti anticorpi approvati da Aifa, per esempio possono essere arruolati anche pazienti giovani e paucisintomatici. L’obiettivo dello studio è anche quello di dimostrare come con questi anticorpi si guarisca prima, come il tampone si negativizzi più rapidamente e come non diventi necessaria l’ospedalizzazione».
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