
L’uomo, incarcerato perché dedito alla commissione di furti sul territorio nazionale, era stato allontanato dall’Italia con misura alternativa alla pena detentiva e divieto di farvi rientro per dieci anni.
Questo è quanto emerso dagli accertamenti svolti dagli investigatori della Squadra Mobile della Questura di Siena, che l’hanno fermato a Monteriggioni, in località Badesse, in compagnia di altri quattro connazionali. Il 28enne, cambiata identità da Q.H. a T.H., con tanto di nuovo passaporto, apparentemente regolare, era di nuovo tornato in Italia e circolava proprio nel territorio senese.
Il 28enne, rientrato nel nostro Paese nonostante il divieto è stato così arrestato e condotto al carcere di Santo Spirito a Siena: per lui sarà, infatti, ripristinata la pena iniziale a cui fu condannato per i furti già commessi.
Dal successivo controllo delle impronte digitali, con foto segnalamento della Polizia Scientifica, è risultato che anche altri due degli albanesi in sua compagnia avevano fornito generalità diverse. Per questo sono stati denunciati.
Il quarto, noto per i precedenti di polizia per furto, è stato invece denunciato perché trovato in possesso di un coltello da cucina, occultato senza giustificato motivo all’interno dell’autovettura su cui viaggiavano, da lui presa a noleggio.
Quello di ieri è il secondo intervento nel giro di pochi giorni da parte della Polizia di Stato verso bande di criminali verosimilmente dedite ai furti nella provincia senese.










