
“Perplessità sui requisiti individuati” sono state espresse da Monica Pecori (gruppo Misto), che ha sottolineato che “i requisiti di un direttore sanitario termale sono diversi da quelli richiesti a un direttore sanitario per prestazioni non termali, e lo dice la legge nazionale”.
Di una “legge molto positiva” ha invece parlato il presidente della commissione Sanità, Stefano Scaramelli. “Abbiamo scelto di dare un’interpretazione estensiva dei requisiti – ha spiegato – che offre agli stabilimenti termali maggiori opportunità di servizi per i fruitori. È una misura utile alla crescita del sistema termale toscano”.
“Il nostro intento è quello di semplificare il sistema senza arrecare danno al paziente”, ha detto Leonardo Marras. “La presenza di un doppio direttore – ha aggiunto – tende ad ampliare l’offerta sanitaria non termale, snaturando l’offerta turistico termale”.
Luciana Bartolini (Lega) ha espresso “le stesse perplessità già esposte in aula dalla collega Pecori” e ha annunciato il voto di astensione del proprio gruppo.
“Pur capendo la necessità di semplificare, per noi questa norma presenta rischi di contenziosi e impugnative, perciò non possiamo votare a favore”, ha spiegato Andrea Quartini (M5S).
Per Paolo Sarti (Sì-Toscana a Sinistra), “cinque anni di anzianità di servizio come direttore sanitario termale non abilitano alla medicina e con questa norma si va contro la legge nazionale”.











