
“Abbiamo voluto ricordare – spiega il David Bussagli – il gesto di generosità di un giovane ufficiale che, lontanissimo da casa, perse la sua vita per consentire alla popolazione di tornare alla normalità. E’ stata l’occasione per manifestare il nostro affetto e la nostra vicinanza alla famiglia, per ringraziarla e per ringraziare tramite l’ufficiale Hubbard tutti i soldati e tutti i partigiani che sono caduti per la nostra libertà. E’ stata l’occasione anche per ricordarci che l’Italia ripudia la guerra, che la guerra lascia questo, lascia ferite profonde che, dopo 75 anni, sono ancora vive”.
La vicenda, accaduta il 17 luglio del 1944, sarebbe rimasta infatti un episodio di guerra sconosciuto se la figlia non avesse avviato i contatti per chiedere informazioni. L’ufficio cultura ha preso in carico la vicenda ed è iniziata un’attività di indagine portata avanti in particolare da Claudio Biscarini e da Marco Panti con l’Associazione Storica Poggibonsese. Sono stati loro che, presenti alla cerimonia, hanno dettagliato i fatti e approfondito le dinamiche della vicenda. “Un lavoro di indagine bello – ha detto il sindaco – fatto da tante persone e frutto di quell’attività costante che a Poggibonsi, nel tempo, ha visto l’impegno a ricostruire, documentare, fissare i fatti della nostra storia”. Al termine della cerimonia è stata consegnata alla figlia la pergamena, a firma del Comune e dell’Astop, per ricordare il Tenente e ringrazialo del sacrifico fatto. A seguire si è svolta la visita sui luoghi dove il fatto è avvenuto, a Montemorli, dove è stata deposta una corona d’alloro al pozzo.
La storia. Il 17 luglio 1944 un giovane ufficiale americano veniva chiamato a un compito che doveva rendere più sicuro il ritorno alla normalità dei civili che abitavano vicino a un paese dal nome, per lui sconosciuto di Montemorli, a pochi chilometri da Poggibonsi. Il sottotenente faceva parte dell’894th US Tank Destroyer Battalion che, in quel momento, era accampato presso Colle di Val d’Elsa. Poggibonsi era stata liberata dalla truppe della 4a divisione marocchina da montagna, a cui il battaglione americano era aggregato, il 14 luglio 1944, e i paracadutisti tedeschi si erano attestati sulle colline oltre il fiume Elsa e il torrente Staggia.
Avevano tentato di nuovo un attacco, di poche ore, nel mattino del 16 luglio, poi erano tornati sulle loro posizioni in attesa di ripiegare, proprio a sera del 17, verso nord. Dietro di loro, però, avevano lasciato una gran quantità di mine e trappole esplosive di ogni tipo, soprattutto in punti dove non solo i militari alleati ma anche i civili le avrebbero incontrate. Uno di questi era un incrocio stradale presso la località Montemorli. Quel mattino di lunedì 17 luglio 1944, mentre il fronte era fermo e calmo, una jeep con cinque militari americani si diresse verso questo incrocio. Il sottotenente Lewis Hubbard iniziò a disinnescare una mina che si trovava vicino a un pozzo, per dare modo ai civili di andare a prelevare, in quella calda estate, l’acqua indispensabile per cucinare e bere. Fatalità volle che l’ordigno esplodesse e uccidesse sul colpo l’ufficiale statunitense, ferendo gli altri militari che erano con lui.











